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Assicurazioni, reclami in aumento ma respinti 6 su dieci. E solo l’8% si chiude con un pagamento

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L’Ivass ha diffuso i dati relativi al 2024: 113mila reclami, di cui è stato accolto poco più del 30%. Crescono soprattutto le controversie relative al ramo danni
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Nel 2024 sono stati oltre 113mila i reclami ricevuti dalle compagnie assicurative in Italia. Ma sei su dieci sono stati respinti. Lo rende noto l’Ivass nel suo rapporto annuale, certificando che solo l’8% dei reclami si sono chiusi con una transazione. Rispetto al 2023 i reclami accolti sono persino di meno, seppure di un solo punto percentuale: ora solo il 31,8%.

Rispetto all’anno precedente i reclami sono aumentati del 5,6% e, in particolare, nel ramo danni (esclusa l’rc auto) del 9%. Un fenomeno che l’Ivass spiega con gli eventi atmosferici eccezionali avvenuti nel 2023, che hanno generato un picco di sinistri e messo sotto pressione i processi liquidativi. Che il 2023 sia un’eccezione, però, è tutt’altro che sicuro: nel mondo la frequenza di alluvioni e frane sta continuando ad aumentare, tanto che le stesse compagnie sono preoccupate di dover versare rimborsi oltre le proprie possibilità. Dal 2026 sarà interessante capire se il numero dei reclami crescerà ancora: dal primo genna…

Nel 2024 sono stati oltre 113mila i reclami ricevuti dalle compagnie assicurative in Italia. Ma sei su dieci sono stati respinti. Lo rende noto l’Ivass nel suo rapporto annuale, certificando che solo l’8% dei reclami si sono chiusi con una transazione. Rispetto al 2023 i reclami accolti sono persino di meno, seppure di un solo punto percentuale: ora solo il 31,8%.

Rispetto all’anno precedente i reclami sono aumentati del 5,6% e, in particolare, nel ramo danni (esclusa l’rc auto) del 9%. Un fenomeno che l’Ivass spiega con gli eventi atmosferici eccezionali avvenuti nel 2023, che hanno generato un picco di sinistri e messo sotto pressione i processi liquidativi. Che il 2023 sia un’eccezione, però, è tutt’altro che sicuro: nel mondo la frequenza di alluvioni e frane sta continuando ad aumentare, tanto che le stesse compagnie sono preoccupate di dover versare rimborsi oltre le proprie possibilità. Dal 2026 sarà interessante capire se il numero dei reclami crescerà ancora: dal primo gennaio del prossimo anno infatti entrerà in vigore l’obbligo assicurativo per anche per le piccole aziende.

Più reclami si sono registrati anche nell’rc auto (+5%), mentre calano di poco quelli relativi al ramo vita (-1,8%).

Come funzionano i reclami
Quelli analizzati nel rapporto sono i reclami rivolti alle compagnie assicurative. La normativa prevede che, se la risposta della compagnia non è soddisfacente o non è arrivata dopo 45 giorni, il reclamo possa essere fatto direttamente all’Ivass. È importante sapere, però, che Ivass non può dirimere controversie né, ad esempio, stabilire l’entità del rimborso che dovrebbe ricevere un cliente. Il reclamo può, però, portare l’Ivass a sanzionare una compagnia per comportamento scorretto.

Nel modulo di reclamo bisogna indicare:

  • I propri dati anagrafici;
  • Il nome dell’impresa di cui si lamenta l’operato;
  • Una descrizione chiara e sintetica dei fatti contestati;
  • Copia del reclamo già presentato e dell’eventuale risposta ricevuta.
  • Non bisogna invece allegare informazioni mediche né altri dati personali sensibili.

I reclami possono essere inviati in tre modi:

  • Via pec alla casella tutela.consumatore@pec.ivass.it (abilitata a ricevere messaggi solo da caselle di Pec);
    Via posta elettronica ordinaria all’indirizzo email@ivass.it, inserendo allegati solo in formato Pdf;
  • Via posta ordinaria a: IVASS-Servizio Tutela del Consumatore, Via del Quirinale, 21 00187 Roma.

La novità dell’Arbitro. Ben più efficace si annuncia invece l’Arbitro assicurativo (Aas), sostenuto dall’Ivass, il cui sito web è online da pochi giorni ma che diventerà pienamente operativo solo tra qualche mese, sicuramente entro il 2025. L’Arbitro, un po’ come succede già da anni con l’Abf in ambito bancario e l’Acf nel campo finanziario, potrà dirimere una controversia tra clienti e compagnie e stabilire l’entità di rimborsi o risarcimenti. Le sue decisioni non saranno vincolanti, ma non rispettare una decisione dell’Arbitro potrebbe avere ripercussioni negative in termini di immagine, perché oltre al sito dell’Aas, anche le stesse società saranno obbligate a dare notizia, sul proprio sito, del loro rifiuto ad adeguarsi.

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