✕

Spid a pagamento, arrivano le prime mail. Cosa fare per non perderlo

Ascolta l'audio

Arrivano le prime mail agli utenti che chiedono di pagare un canone annuale per rinnovare e quindi non perdere lo strumento. Intanto Poste assicura: “Per il momento resterà gratis”. L’elenco completo
2 minuti di lettura

ROMA – Pagare per il rinnovo di Spid e, così, non perderlo. Lo chiedono molte mail che stanno arrivando in questi giorni ed è la prima volta che succede. Sappiamo che dopo anni di utilizzo gratuito, alcuni gestori spid, Aruba, Infocert, Register (per ora, ma l’elenco può allungarsi) hanno comunicato che il rinnovo dell’identità digitale potrà avvenire solo pagando un canone annuale. Poste, Tim, Namirial, Sielte e Infocamere, per esempio, continuano a offrire il servizio gratis. Almeno per il momento. In ogni caso, sul sito istituzionale dello Spid (a questo link) è possibile verificare i costi del servizio per ciascun operatore.

Ecco quindi che i primi utenti ora ricevono le mail di avviso scadenza e richiesta di pagamento. Per loro insomma il rinnovo non …

ROMA – Pagare per il rinnovo di Spid e, così, non perderlo. Lo chiedono molte mail che stanno arrivando in questi giorni ed è la prima volta che succede. Sappiamo che dopo anni di utilizzo gratuito, alcuni gestori spid, Aruba, Infocert, Register (per ora, ma l’elenco può allungarsi) hanno comunicato che il rinnovo dell’identità digitale potrà avvenire solo pagando un canone annuale. Poste, Tim, Namirial, Sielte e Infocamere, per esempio, continuano a offrire il servizio gratis. Almeno per il momento. In ogni caso, sul sito istituzionale dello Spid (a questo link) è possibile verificare i costi del servizio per ciascun operatore.

Ecco quindi che i primi utenti ora ricevono le mail di avviso scadenza e richiesta di pagamento. Per loro insomma il rinnovo non è più automatico e gratuito: una svolta che prenderà alcuni utenti alla sprovvista. Ed è bene stare attenti a queste mail perché se non facciamo nulla, ergo non paghiamo entro la scadenza, perderemo il nostro Spid.

Può essere un grosso problema poiché quest'identità digitale è ormai molto usata per tanti servizi pubblici di grande utilità. Ad esempio per l’accesso all’app IO che ora è, tra l’altro e da ultimo, uno dei modi per richiedere il bonus elettrodomestici. Attivare di corsa uno Spid perché il nostro è scaduto a nostra insaputa non è una bella prospettiva: i tempi di attesa possono essere lunghi, in particolare per le modalità gratuite di attivazione.

I costi di rinnovo sono di 5,98 euro per Aruba e Infocert e 9,90 per Register.it che giustifica il maggiore costo annuale con un servizio call center dedicato.

Chissà quali altri gestori faranno la stessa scelta nei prossimi mesi. Non Poste, comunque, almeno nell’immediato: l’ha detto a un recente evento milanese Matteo del Fante, l’amministratore delegato. “Al momento Spid resta gratuito per i cittadini – ha detto – anche se il mercato si sta muovendo in direzione diversa. Stiamo facendo le nostre valutazioni, ma per ora il servizio rimane gratuito con Poste”.

Perché si paga ora

Già dal 2023 un accordo tra l’Agenzia per l’Italia Digitale (ente del Governo) e i gestori Spid permette loro di fare pagare il servizio. Le aziende sono passate alla cassa però negli ultimi mesi, lamentando di avere sempre erogato in perdita questo servizio.

Alcuni provider Spid stanno cercando di allettare gli utenti con qualche funzionalità in più. Aruba annuncia l’arrivo dell’accesso semplificato tramite codice QR, senza più dover inserire nome utente e password; la gestione digitale evoluta, con strumenti basati su intelligenza artificiale per il riconoscimento dell’utente e il controllo delle attività dal pannello Selfcare.

Che deve fare l’utente

È importante ora, per prima cosa, se il nostro gestore è tra quelli che diventa a pagamento, capire quando scade il nostro Spid. Troviamo la data nelle mail che riceviamo dal gestore oppure nell’area selfcare.

A quel punto possiamo valutare se pagare (è la scelta più comoda) o se conviene attivare un gestore Spid gratuito, magari agendo in anticipo, in previsione dei lunghi tempi possibili di attivazione.

Se abbiamo una carta d’identità elettronica potremmo fare a meno di Spid, ma verifichiamo prima di riuscire a usarla correttamente e comodamente come strumento di accesso online, tramite app pubblica CieID.

Ultimo aspetto da considerare: in questi giorni potrebbero arrivare mail di criminali che si spacciano per il nostro gestore (anche Poste) e ci chiedono di cliccare su link dove procedere con il pagamento. È sempre bene evitare di cliccare su link; piuttosto raggiungiamo autonomamente il sito del gestore, trovandolo tramite un motore di ricerca o inserendo a mano l’indirizzo sulla barra del browser. Da lì vediamo se, come e quando è necessario pagare per il rinnovo.

Leggi i commenti