Le multe da Autovelox in calo ma non dappertutto. La classifica dei comuni più colpiti
di Federico FormicaCalano, e non di poco, i proventi delle multe da autovelox per i Comuni italiani. Secondo i dati del ministero dell’Interno, elaborati dal Codacons, nel 2025 la discesa è stata dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Una riduzione che si può attribuire a due ragioni. La prima è la stretta introdotta nel giugno 2025 con un decreto del ministero dei Trasporti, e che prevede due novità principali: la necessità di ottenere l’ok del Prefetto per poterli installare sulle strade ad alta incidentalità e l’introduzione di una distanza minima necessaria tra un dispositivo e l’altro, che varia a seconda del tipo di strada. L’altro motivo, secondo il Codacons, è la pioggia di sentenze della Cassazione che hanno bocciato le sanzioni elevate dagli apparecchi non omologati. Una vicenda, questa, che come vedremo non si è ancora conclusa.
Firenze capitale (delle multe)
Il capoluogo toscano è in cima alla lista dei Comuni che più guadagnano con le multe degli autovelox. E con 19,7 milioni di euro è un …
Calano, e non di poco, i proventi delle multe da autovelox per i Comuni italiani. Secondo i dati del ministero dell’Interno, elaborati dal Codacons, nel 2025 la discesa è stata dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Una riduzione che si può attribuire a due ragioni. La prima è la stretta introdotta nel giugno 2025 con un decreto del ministero dei Trasporti, e che prevede due novità principali: la necessità di ottenere l’ok del Prefetto per poterli installare sulle strade ad alta incidentalità e l’introduzione di una distanza minima necessaria tra un dispositivo e l’altro, che varia a seconda del tipo di strada. L’altro motivo, secondo il Codacons, è la pioggia di sentenze della Cassazione che hanno bocciato le sanzioni elevate dagli apparecchi non omologati. Una vicenda, questa, che come vedremo non si è ancora conclusa.
Firenze capitale (delle multe)
Il capoluogo toscano è in cima alla lista dei Comuni che più guadagnano con le multe degli autovelox. E con 19,7 milioni di euro è un primato indiscusso: al secondo posto c’è Bologna con dieci milioni in meno (9,2). A completare il podio troviamo Milano con 6,9 milioni. Nonostante sia di gran lunga la città più estesa d’Italia, Roma è appena in settima posizione con 2,3 milioni di euro.
Ma, come detto, l’Eldorado non è scintillante come un anno fa. E diversi Comuni italiani ne hanno fatto le spese più di altri. La stessa capitale ha visto dimezzarsi le entrate da sanzioni autovelox della metà (erano 4,8 milioni nel 2024); vanno male anche Milano (-34,8%), Torino (-47,7%) mentre per Bari non è esagerato parlare di crollo, perché i proventi sono diminuiti del 73%, passando da quasi 700mila euro a meno di 200mila. Colpiscono anche i casi di Trieste e Bolzano, che dopo il nuovo regime ottengono poco più che spiccioli: dai 12 ai 13mila euro di sanzioni irrogate. Ma c’è anche chi ha visto migliorare le proprie performance. E non ne saranno felici gli automobilisti di Genova (+54%), Bologna (+21%) e soprattutto Ancona: il capoluogo delle Marche ha più che raddoppiato le entrate da autovelox passando da 855mila euro a 1,8 milioni.
Guardando al di fuori dei Comuni capoluogo, si possono scovare numeri da stropicciarsi gli occhi. Il piccolo Comune salentino di Galatina ha raggranellato 5,3 milioni di euro, mentre il minuscolo Colle santa Lucia, sulle Dolomiti bellunesi, tra il 2021 e il 2025 ha portato a casa circa due milioni di euro in sole multe autovelox.
Aspettando il decreto
Nel frattempo non si è ancora concluso il caso degli autovelox non omologati (7 su 10), le cui multe furono giudicate nulle dalla Cassazione nell’aprile del 2024. Il decreto del ministero dei Trasporti che dovrebbe mettere una pezza sulla questione è pronto, ma Assoutenti ha ricordato che il testo non ha ancora visto la luce, non essendo stato pubblicato in Gazzetta.
Il decreto considera automaticamente omologati tutti gli apparecchi successivi al 2017 - purché approvati nel rispetto del decreto 282/2017 - e prevede una serie di test e tarature per tutti quelli anteriori. Gli enti che hanno già la documentazione richiesta potranno seguire una procedura semplificata e ottenere l’omologazione in due mesi. Ma tutto questo è ancora teorico, perché nonostante l’ok dell’Unione europea, che sul decreto non ha mosso obiezioni, il testo è ancora incagliato, in attesa del via libera definitivo.