Fotovoltaico, arriva il modello unico semplificato per gli impianti fino a 200 kW
di Federico Formica , di Federico FormicaProcedure più semplici anche per gli impianti fotovoltaici di dimensioni maggiori: le aziende e, in generale, chi dispone di grandi superfici potranno installare pannelli senza perdere troppo tempo in burocrazia. Il ministero per la Transizione ecologica infatti ha pubblicato un decreto che estende il modello unico semplificato a tutti gli impianti con potenza fino a 200 kilowatt. Il modello è, in sostanza, una comunicazione telematica al proprio gestore di rete e dev’essere compilato da chiunque voglia realizzare, modificare, potenziare e mettere in esercizio impianti di queste dimensioni.
Il provvedimento del ministero guidato da Roberto Cingolani è l’ultimo di una serie che ha, di fatto, reso più semplice installare impianti per produrre energia rinnovabile nel nostro Paese. Il modello unico era già attivo per quelli con potenza nominale fino a 20 kilowatt, mentre a fine 2021 era stato esteso a quelli fino a 50 kilowatt. Gli impianti …
Procedure più semplici anche per gli impianti fotovoltaici di dimensioni maggiori: le aziende e, in generale, chi dispone di grandi superfici potranno installare pannelli senza perdere troppo tempo in burocrazia. Il ministero per la Transizione ecologica infatti ha pubblicato un decreto che estende il modello unico semplificato a tutti gli impianti con potenza fino a 200 kilowatt. Il modello è, in sostanza, una comunicazione telematica al proprio gestore di rete e dev’essere compilato da chiunque voglia realizzare, modificare, potenziare e mettere in esercizio impianti di queste dimensioni.
Il provvedimento del ministero guidato da Roberto Cingolani è l’ultimo di una serie che ha, di fatto, reso più semplice installare impianti per produrre energia rinnovabile nel nostro Paese. Il modello unico era già attivo per quelli con potenza nominale fino a 20 kilowatt, mentre a fine 2021 era stato esteso a quelli fino a 50 kilowatt. Gli impianti fino a 200 kW, come detto, non riguardano i piccoli consumatori: “Gli impianti domestici non superano i 10 kW, di solito la loro dimensione si aggira tra i 3 e i 7” spiega Marco Vignola, responsabile energia per l’Unione nazionale consumatori. Si tratta quindi di una misura pensata per le imprese, che dispongono magari di ampie superfici sui propri stabilimenti, o per chi possiede terreni.
Le condizioni per beneficiare della procedura agevolata sono, anche queste, piuttosto semplici. Oltre alla potenza massima dell’impianto, di cui si è già detto, il cliente finale che vuole installare i pannelli deve avere un punto di prelievo attivo (cioè deve avere un’utenza elettrica) e gli impianti devono essere pensati perché l’energia non consumata venga venduta al Gse “che quindi dovrebbe remunerare quanto prodotto dal cliente”, aggiunge Vignola, oppure venduta ad altri soggetti, una scelta che spetta al cliente. Come si può intuire infatti gli impianti fotovoltaici producono energia solo durante le ore di sole ma è quasi impossibile che una famiglia o un’azienda consumino tutta quella prodotta dai pannelli. E proprio quei kilowatt in più non finiscono sprecati ma vengono messi a disposizione degli altri ricevendo in cambio tra i 7 e i 10 centesimi al kilowattora.
Aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili è uno dei fattori-chiave per diminuire la nostra dipendenza dal gas russo e, allo stesso tempo, diminuire le emissioni di gas che alimentano l’effetto serra sul nostro pianeta. A maggio scorso Altroconsumo aveva calcolato che un impianto familiare da 3 kilowatt costa intorno ai 7000 euro ma con uno sconto in fattura del 50% si può arrivare a 3500. Stimando un autoconsumo del 37%, per rientrare dell’investimento iniziale ci vogliono tra i dieci e i dodici anni, un po’ di più rispetto al periodo precedente alla crisi energetica.