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Caro bollette, il condominio può restare senza riscaldamento?

A seconda della situazione, l’utenza comune può finire nel regime di ultima istanza, in quello di default o subire il distacco della fornitura
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Altri condomini senza energia. E proprio con il mese di novembre alle porte. La crisi energetica sta continuando a creare gravi disagi a sempre più cittadini. Dopo il caso di Grugliasco, dove Iren ha staccato il teleriscaldamento a uno stabile in cui c’erano diversi morosi, ora è toccato a 300 stabili in provincia di Padova, dove Af Energia ha alzato bandiera bianca: interromperà la fornitura per i costi troppo alti e per le garanzie richieste dai grossisti, ritenute “insostenibili” dall’azienda. Af Energia è un piccolo fornitore, ma non microscopico se si pensa che finora riforniva 40mila clienti. Ma cosa succede ai condomini che, per morosità o per “abbandono” del fornitore, rimangono senza energia? Cerchiamo di fare ordine.

Nessun debito: è il gestore a lasciare

Se il condominio è a posto con i pagamenti, ma nonostante ciò resta senza un operatore - come avvenuto in provincia di Padova o p…

Altri condomini senza energia. E proprio con il mese di novembre alle porte. La crisi energetica sta continuando a creare gravi disagi a sempre più cittadini. Dopo il caso di Grugliasco, dove Iren ha staccato il teleriscaldamento a uno stabile in cui c’erano diversi morosi, ora è toccato a 300 stabili in provincia di Padova, dove Af Energia ha alzato bandiera bianca: interromperà la fornitura per i costi troppo alti e per le garanzie richieste dai grossisti, ritenute “insostenibili” dall’azienda. Af Energia è un piccolo fornitore, ma non microscopico se si pensa che finora riforniva 40mila clienti. Ma cosa succede ai condomini che, per morosità o per “abbandono” del fornitore, rimangono senza energia? Cerchiamo di fare ordine.

Nessun debito: è il gestore a lasciare

Se il condominio è a posto con i pagamenti, ma nonostante ciò resta senza un operatore - come avvenuto in provincia di Padova o per fallimento della società - non ci sono interruzioni di fornitura: la caldaia comune continuerà a funzionare. L’utenza infatti finirà nel mercato di ultima istanza (Mui) che come abbiamo spiegato è un regime pensato per essere transitorio. Il cliente che finisce nel Mui si ritroverà come gestore, a seconda della zona d’Italia, Hera Comm oppure Enel Energia. Quanto si paga? Per i primi tre mesi la tariffa è identica a quella del mercato tutelato. Passato questo termine, iniziano i problemi perché è prevista una maggiorazione per ogni metro cubo di gas consumato. Anche in questo caso dipende dalla zona di riferimento. Ecco il quadro completo: 

  • Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria: 19,39 centesimi/smc
  • Lombardia: 18,90 centesimi/smc
  • Trentino Alto Adige e Veneto: 14,39 centesimi/smc
  • Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna: 10,59 centesimi/smc
  • Toscana, Umbria e Marche: 13,52 centesimi/smc
  • Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia: 9,90 centesimi/smc
  • Lazio: 14,97 centesimi/smc
  • Campania: 17,74 centesimi/smc
  • Sicilia e Calabria: 12,90 centesimi/smc.

Tutto questo vale per i condomini con consumi annuali inferiori ai 200mila smc all’anno. Per quelli più grandi che, invece, superano questa soglia, il destino non è il mercato di ultima istanza ma il servizio di default, assai meno conveniente e del quale parliamo nel paragrafo successivo.

Se il condominio è moroso

La situazione cambia in modo radicale, perché il rischio di restare senza riscaldamento è concreto. Per il gestore, il fatto che alcuni condòmini abbiano pagato la propria quota all’amministratore è ininfluente: se la bolletta non è stata saldata, è tutto lo stabile a essere moroso e, quindi, tutti restano senza riscaldamento. Ricordiamo che prima del distacco ci sono vari step. Prima il semplice ritardo, sul quale il gestore può applicare interessi per ogni giorno di mancato pagamento; poi si passa alla vera e propria messa in mora: una raccomandata o Pec in cui si sollecita il pagamento con indicazione di un secondo termine, superato il quale verrà sospesa la fornitura. In ogni caso, il distacco non può avvenire prima di tre giorni lavorativi dal termine ultimo per il pagamento e 40 giorni solari dalla notifica della costituzione in mora. 

C’è però un’eccezione a questa procedura. Ed è il caso in cui il gestore non riesca a intervenire sul contatore per staccare il gas (o, come detto, se il condominio non è moroso ma consuma più di 200mila smc l’anno). Il caso di morosità la casistica più frequente è il contatore in proprietà privata, il cui proprietario non consente ai tecnici di entrare. In questo caso, dunque, il gestore chiude il contratto, ma al suo posto subentra un altro operatore. Il cliente entra così nel cosiddetto “servizio di default". A oggi, in tutta Italia, l’unico operatore in questo regime è Hera che si è aggiudicata l’asta indetta ogni due anni da Acquirente Unico per tutte le zone d’Italia.

Come è facile intuire, le condizioni economiche del servizio di default sono ben poco convenienti: il prezzo base è quello della tutela, maggiorato fin dal primo giorno e più passa il tempo, più la tariffa si alza. La maggiorazione (che in gergo si chiama “parametro gamma”) varia a seconda della zona: la tabella che segue, quindi, non indica il prezzo totale ma solo quello del parametro gamma.

  • 6,79 c€/Smc per Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria;
  • 13,89 c€/Smc per Lombardia;
  • 19,79 c€/Smc per Trentino-Alto Adige e Veneto;
  • 18,88 c€/Smc per Friuli-Venezia Giulia e Emilia-Romagna;
  • 19,89 c€/Smc per Toscana, Umbria e Marche;
  • 19,19 c€/Smc per Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia;
  • 19,79 c€/Smc per Lazio;
  • 24,77 c€/Smc per Campania;
  • 26,78 c€/Smc per Sicilia e Calabria.

A seconda della durata del servizio, questo parametro è ridotto, uguale o maggiorato:

  • Per i primi tre mesi, è ridotto del 30%;
  • Dal quarto al sesto mese è quello che abbiamo indicato;
  • Dal settimo mese è maggiorato del 30%.