Mentre il potere politico si appassiona a discussioni ideologiche, dopo gli amministratori anche i magistrati hanno ripreso a segnare importanti passi in avanti nella tutela dei diritti dei figli delle famiglie arcobaleno. Il 2 luglio, il Tribunale di Pordenone ha chiesto alla Corte Costituzionale di verificare se, nel nostro ordinamento, sia lecito impedire a una coppia omosessuale quello che non è vietato a una coppia eterosessuale, e cioè accedere alle tecniche di fecondazione assistita.
Il 4 luglio, la Corte d’appello di Napoli ha già specificato che la genitorialità non può essere ridotta alle conseguenze di un rapporto fisico ma può trovare la sua fonte anche (e soprattutto) nella volontarietà: quando una coppia omosessuale - ma il principio vale anche per le coppie etero - decide di avere un figlio facendo ricorso alla fecondazione assistita, anche l’altra parte della coppia che non partecipa materialmente all'atto della fecondazione, deve essere considerata ab origine genitore del minore. I giudici partenopei aggiungono anche che l’attuale soluzione dell’adozione all’interno della coppia gay - in alcuni Tribunali per i minori è ancora osteggiata nonostante l’intervento della Corte di Cassazione che invece l’ha pienamente sdoganata - costituisce il “minimo sindacale” del compendio di diritti che devono essere riconosciuti al minore (e non ai suoi genitori). Evidenziando che invece sarebbe opportuno un passo in avanti (che potrebbe essere rappresentato proprio dall’eventuale accoglimento dell’eccezione di incostituzionalità sollevata da Pordenone).
Attenzione però. Non si tratta di casi di utero in affitto o maternità surrogata, spesso strumentalizzati: entrambe le decisioni si riferiscono a casi in cui uno dei due membri la coppia era anche la gestante del bambino. Se alle due recenti sentenze aggiungiamo le decisioni di riconoscere bambini con due mamme, prese dai Sindaci di molte città che non si sono fatti intimidire dalle denunzie penale provenienti da associazioni schierate, ci rendiamo conto che il nostro Paese sembra inondato da una fontana (con la f minuscola) arcobaleno di diritti; diritti per bambini che nascono in una famiglia che li ha fortemente voluti e che li ama.E che chiedono alla politica di non discriminarli e di accorgersi della loro esistenza.
*Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre
Il 4 luglio, la Corte d’appello di Napoli ha già specificato che la genitorialità non può essere ridotta alle conseguenze di un rapporto fisico ma può trovare la sua fonte anche (e soprattutto) nella volontarietà: quando una coppia omosessuale - ma il principio vale anche per le coppie etero - decide di avere un figlio facendo ricorso alla fecondazione assistita, anche l’altra parte della coppia che non partecipa materialmente all'atto della fecondazione, deve essere considerata ab origine genitore del minore. I giudici partenopei aggiungono anche che l’attuale soluzione dell’adozione all’interno della coppia gay - in alcuni Tribunali per i minori è ancora osteggiata nonostante l’intervento della Corte di Cassazione che invece l’ha pienamente sdoganata - costituisce il “minimo sindacale” del compendio di diritti che devono essere riconosciuti al minore (e non ai suoi genitori). Evidenziando che invece sarebbe opportuno un passo in avanti (che potrebbe essere rappresentato proprio dall’eventuale accoglimento dell’eccezione di incostituzionalità sollevata da Pordenone).
Attenzione però. Non si tratta di casi di utero in affitto o maternità surrogata, spesso strumentalizzati: entrambe le decisioni si riferiscono a casi in cui uno dei due membri la coppia era anche la gestante del bambino. Se alle due recenti sentenze aggiungiamo le decisioni di riconoscere bambini con due mamme, prese dai Sindaci di molte città che non si sono fatti intimidire dalle denunzie penale provenienti da associazioni schierate, ci rendiamo conto che il nostro Paese sembra inondato da una fontana (con la f minuscola) arcobaleno di diritti; diritti per bambini che nascono in una famiglia che li ha fortemente voluti e che li ama.E che chiedono alla politica di non discriminarli e di accorgersi della loro esistenza.
*Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre