✕

Il cognome dei figli, ora servono i chiarimenti del Parlamento: quanti se ne possono "passare"? E come fare in caso di disaccordo?

(ansa)
L'intervento della Consulta è arrivato dopo altre pronunce dei giudici, che hanno smascherato l'inerzia dei legislatori sul risolvere la questione. Ora, però, ci sono aspetti pratici ineludibili: ad esempio, come ci si comporterà in caso di genitori con doppio cognome?
1 minuti di lettura

* Alessandro Simeone è un avvocato membro del Comitato scientifico de Il Familiarista di Giuffré Francis Lefebvre

In Italia, da sempre, al figlio viene attribuito il cognome del padre che lo ha riconosciuto. Nel corso degli anni, e nel solito silenzio sonnacchioso del Parlamento, la giurisprudenza è intervenuta a più riprese per correggere la regola dell'automatica attribuzione del cognome paterno.

Nel 2014 ci ha pensato la Corte europea dei diritti dell'uomo a bacchettare l'Italia per violazione del diritto al rispetto della vita familiare.

Nel 2016 la Corte costituzionale era già intervenuta per dichiarare l'illegittimità di tutte le leggi che non permettevano ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio anche il cognome materno.

I moniti dei giudici al Parlamento per approvare norme maggiormente corrispondenti al principio di eguaglianza sono però rimasti inascoltati.

È così che il g…

* Alessandro Simeone è un avvocato membro del Comitato scientifico de Il Familiarista di Giuffré Francis Lefebvre

In Italia, da sempre, al figlio viene attribuito il cognome del padre che lo ha riconosciuto. Nel corso degli anni, e nel solito silenzio sonnacchioso del Parlamento, la giurisprudenza è intervenuta a più riprese per correggere la regola dell'automatica attribuzione del cognome paterno.

Nel 2014 ci ha pensato la Corte europea dei diritti dell'uomo a bacchettare l'Italia per violazione del diritto al rispetto della vita familiare.

Nel 2016 la Corte costituzionale era già intervenuta per dichiarare l'illegittimità di tutte le leggi che non permettevano ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio anche il cognome materno.

I moniti dei giudici al Parlamento per approvare norme maggiormente corrispondenti al principio di eguaglianza sono però rimasti inascoltati.

È così che il giudice delle leggi è dovuto nuovamente intervenire, dichiarando l'incostituzionalità di tutte le norme che impongono, come automatismo, il cognome paterno.

Le nuove regole oggi prevedono che il figlio assuma il cognome di entrambi i genitori, e non più solo del padre, nell'ordine da essi concordato. I genitori possono anche decidere di attribuire al figlio solo il cognome della mamma o solo quello del papà.

Ma se i genitori non sono d'accordo? Su questo punto, la Corte costituzionale non poteva andare oltre: quando c'è contrasto tra madre e padre sulla scelta o sull'ordine dei cognomi decide il giudice.

A questo punto si spera che possa intervenire il Parlamento, prima della fine legislatura, per risolvere tutti i problemi pratici che deriveranno da questa, sacrosanta, decisione. Uno su tutti: se una mamma e un papà, in futuro, avranno due cognomi ciascuno di essi, al loro figlio quali e quanti cognomi potranno essere attribuiti? Due o quattro?

C'è da sperare che, nel frattempo, non esploda un contenzioso familiare anche sulla scelta del cognome: un contrasto tra i genitori al momento della nascita non è certamente di buon segnale per il futuro del figlio, indipendentemente dal suo nome.