Pace fiscale, per le liti pendenti al via le domande on line
Antonella Donati, di ANTONELLA DONATITutta la procedura sul sito delle Entrate. Possibile chiudere le vertenze in tutti i gradi di giudizio
Pochi click per chiudere le liti pendenti pagando solo una parte delle somme contestate. E' infatti possibile inviare, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie. La scadenza è fissata al 31 maggio prossimo.
Le liti interessate. La definizione agevolata è possibile per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, per le quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. La sanatoria consente di evitare i successivi gradi di giudizione versando solo una quota delle imposte inizialmente richieste, al netto di interessi e sanzioni.
Gli importi dovuti. In particolare in caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pag…
Le liti interessate. La definizione agevolata è possibile per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, per le quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. La sanatoria consente di evitare i successivi gradi di giudizione versando solo una quota delle imposte inizialmente richieste, al netto di interessi e sanzioni.
Gli importi dovuti. In particolare in caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pag…
Pochi click per chiudere le liti pendenti pagando solo una parte delle somme contestate. E' infatti possibile inviare, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie. La scadenza è fissata al 31 maggio prossimo.
Le liti interessate. La definizione agevolata è possibile per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, per le quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. La sanatoria consente di evitare i successivi gradi di giudizione versando solo una quota delle imposte inizialmente richieste, al netto di interessi e sanzioni.
Gli importi dovuti. In particolare in caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 90%. Se invece c'è già stata una vittoria contro l'Agenzia in primo grado si deve versare il 40%, nel caso di giudizio favorevole di secono grado il 15%, e solo il 5% per le liti tributarie pendenti in Corte di cassazione al 19 dicembre 2018 per le quali l'Agenzia ha perso in tutti i precedenti gradi di giudizio.
Domanda e pagamento. La domanda deve essere presentata entro il 31 maggio. Entro lo stesso termine si deve effettuare il pagamento dell’intero importo, se entro i 1000 euro, o della prima rata per importi superiori. Le rate successive vanno versate entro il 31 agosto, il 30 novembre, il 28 febbraio e il 31 maggio di ciascun anno a partire dal 2019. Dovuti gli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento. È in ogni caso esclusa la compensazione.
La procedura on line. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione “Servizi per > Richiedere”, utilizzare la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti” per la compilazione e la trasmissione. In alternativa la presentazione della domanda può avvenire anche tramite un intermediario abilitato o direttamente presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia.
Le liti interessate. La definizione agevolata è possibile per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, per le quali il ricorso sia stato notificato entro il 24 ottobre 2018, e per le quali alla data di presentazione della domanda il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. La sanatoria consente di evitare i successivi gradi di giudizione versando solo una quota delle imposte inizialmente richieste, al netto di interessi e sanzioni.
Gli importi dovuti. In particolare in caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 90%. Se invece c'è già stata una vittoria contro l'Agenzia in primo grado si deve versare il 40%, nel caso di giudizio favorevole di secono grado il 15%, e solo il 5% per le liti tributarie pendenti in Corte di cassazione al 19 dicembre 2018 per le quali l'Agenzia ha perso in tutti i precedenti gradi di giudizio.
Domanda e pagamento. La domanda deve essere presentata entro il 31 maggio. Entro lo stesso termine si deve effettuare il pagamento dell’intero importo, se entro i 1000 euro, o della prima rata per importi superiori. Le rate successive vanno versate entro il 31 agosto, il 30 novembre, il 28 febbraio e il 31 maggio di ciascun anno a partire dal 2019. Dovuti gli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento. È in ogni caso esclusa la compensazione.
La procedura on line. Per inviare la domanda è sufficiente accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline e, all’interno della sezione “Servizi per > Richiedere”, utilizzare la funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti” per la compilazione e la trasmissione. In alternativa la presentazione della domanda può avvenire anche tramite un intermediario abilitato o direttamente presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia.