✕

Fisco, cartelle scadute e invio degli atti: il 30 aprile fine della tregua

Ripresa della riscossione in programma da maggio. In arrivo 35 milioni di nuovi atti. Si parte dalle cartelle più vecchie
2 minuti di lettura

SCADE la tregua per l'invio delle cartelle esattoriali e di tutti gli altri atti da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, e per i pagamenti degli atti già scaduti. E' stato infatti fissato al 30 aprile dal decreto Sostegni il termine "finale" di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all'Agente della riscossione. A meno di una ulteriore proroga da parte del governo, quindi, a partire da maggio riprenderà l'invio di circa 35 milioni di atti al momento congelati. Sempre dal prossimo mese riprenderà anche il termine per i pagamenti sospesi causa Covid, ossia tutti quelli i in scadenza dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021. ll versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione ossia entro il 31 maggio 2021.

Le cartelle bloccate

Nel …

SCADE la tregua per l'invio delle cartelle esattoriali e di tutti gli altri atti da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, e per i pagamenti degli atti già scaduti. E' stato infatti fissato al 30 aprile dal decreto Sostegni il termine "finale" di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all'Agente della riscossione. A meno di una ulteriore proroga da parte del governo, quindi, a partire da maggio riprenderà l'invio di circa 35 milioni di atti al momento congelati. Sempre dal prossimo mese riprenderà anche il termine per i pagamenti sospesi causa Covid, ossia tutti quelli i in scadenza dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021. ll versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione ossia entro il 31 maggio 2021.

Le cartelle bloccate

Nel periodo di sospensione - dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 - Agenzia delle entrate-Riscossione non ha notificato alcuna cartella di pagamento, nemmeno tramite posta elettronica certificata (pec). L'invio dovrà riprendere dunque, salvo sorprese, dai primi giorni di maggio. Si tratterà, comunque, di una ripresa graduale. I circa 35 milioni di atti, infatti, secondo le indicazioni delle Entrate, dovranno essere notificati seguendo prioritariamente l'ordine cronologico di emissione, quindi prima gli avvisi relativi ai mancati pagamenti di più vecchia data.

La ripresa dei pagamenti

Sempre da maggio, poi, riprenderanno i termini per il pagamento delle cartelle già scadute. Il decreto Sostegni ha prorogato infatti:

- al 31 luglio 2021 il termine di pagamento delle rate in scadenza nell'anno 2020 della "Rottamazione-ter" e del "Saldo e stralcio";

- al 30 novembre 2021 il termine di pagamento delle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

In base al decreto, però, possono usufruire della proroga al 31 luglio delle rate in scadenza nell'anno 2020 solo coloro che avevano effettuato i pagamenti di tutte le rate che erano in scadenza nel 2019. Allo stesso modo, potranno usufruire della proroga al 30 novembre 2021 delle rate in scadenza nel corso dell'anno solo coloro che rispettano il termine del 31 luglio.

I pignoramenti

Fino al 30 aprile 2021, poi, sono stati sospesi anche gli obblighi derivanti pignoramenti presso terzi di  somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego nonché a titolo di pensione e trattamenti assimilati. Anche in questo caso le relative trattenute riprenderanno, salvo l'eventuale pagamento del debito, a decorrere dal 1° maggio.

Il condono

Sulla ripresa dei pagamenti scaduti, peraltro, c'è anche da risolvere il problema ?del coordinamento con il condono, anche questo previsto dal decreto Sostegni. Sono interessati gli atti emessi tra il 2000 e il 2010 per un importo non superiore a 5.000 euro, ma solo per chi ha dichiarato redditi fino a 30.000 euro nel 2019. Potranno essere cancellate anche le cartelle che già sono state oggetto di saldo e stralcio o di rottamazione. Se nel frattempo queste somme sono state pagate le somme versate e non più dovute dovrebbero essere riconosciute come credito per il pagamento delle altre somme eventualmente ancora da versare. Mancano però le norme attuative dell'Agenzia delle entrate.