Più tempo per la comunicazione di cessione dei crediti all’Agenzia delle entrate per le spese del 2021 grazie al decreto Sostegni-ter, ma sempre meno intermediari finanziari disposti ad accettarli. Per rientrare al più presto delle spese dello scorso anno dunque necessario valutare anche alcune vie alternative. Ecco quali.
Detrazione prima rata e cessione delle successive
La possibilità di optare per la cessione del credito è possibile sia in riferimento all’intera spesa sostenuta sia per quel che riguarda le rate successive. Nel caso del Superbonus per le spese del 2021 si tratta ancora di cinque rate, che scendono invece a quattro per le spese sostenute nel 2022. Quindi una delle alternative possibili alla cessione “tutto e subito” è quella di optare per la soluzione mista, ossia detrarre la prima delle cinque rate previste per le spese del 2021 e quindi ottenere il rimborso Irpef con il prossimo 730. Si potrà poi procedere con la cessione delle rate successive alla prima, che vanno cedute in blocco e non anno per anno, rientrando così dell’intera somma. Questa operazione può essere effettuata fin da subito, quindi anche nel corso di quest’anno.
Cessione in famiglia
In alternativa considerando che la prima cessione del credito è sempre “libera”, ci si può rivolgere a qualunque soggetto disposto ad accettare le somme corrispondenti al bonus, compresi i propri familiari. Se si tratta di professionisti o titolari di partita Iva questa effettivamente soluzione è una possibilità, in quanto il credito acquistato può essere utilizzato in compensazione delle imposte sui redditi ma anche per l’Iva e i contributi previdenziali. Diverso invece il caso dei lavoratori dipendenti. Chi paga l’Irpef tutti i mesi direttamente in busta paga, infatti, non potrà utilizzare il credito per recuperare le imposte già pagate, ma solo per compensare quelle future in quanto, appunto, il credito si può usare solo in compensazione e non può essere chiesto a rimborso. In questo caso, però, c’è un’opzione alternativa, ossia quella di risultare come soggetto che ha sostenuto le spese che danno diritto al bonus. In questo modo si può usufruire direttamente della detrazione nel 730 e ottenere, questa volta sì, la restituzione dell’Irpef versata.
Divisione delle spese
La detrazione relativa alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, Superbonus compreso, spetta infatti anche anche al familiare del proprietario dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori. Due le condizioni richieste: si deve trattare di familiare convivente prima dell’inizio dei lavori, e l’immobile deve essere a disposizione della famiglia, ossia non deve essere stato dato in locazione. La possibilità di ottenere la detrazione è riconosciuta anche quando le fatture sono intestate esclusivamente al proprietario dell’immobile, e a prescindere dal fatto che solo il proprietario abbia effettuato i relativi bonifici. Affinché la detrazione possa essere riconosciuta ai familiari, infatti, è sufficiente annotare sulla fattura la quota di spesa sostenuta dal familiare, come da tempo chiarito dall’Agenzia delle entrate per questo non i documenti di spesa non sono a lui intestati, purché nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da lui sostenuta. Quindi se non si riesce a cedere il credito in banca, quando si tratta di familiari con lavoro dipendente conviene approfittare di questa possibilità.
Quando il Visto obbligatorio e quando no
Quanto all’uso del credito in dichiarazione, quando si tratta di Superbonus chi presenta il 730 o il modello Redditi tramite Caf deve richiedere il visto di conformità sul diritto ad usufruire dell’agevolazione. Questo invece non è necessario per chi presenta la dichiarazione in autonomia, ossia tramite datore di lavoro o servendosi della precompilata sul sito delle Entrate. Il Visto in ogni caso non è richiesto per gli altri bonus, neppure quando è prevista l’asseverazione delle spese.