Biliardino, perché si parla di una "tassa" sul calcetto d'estate. Come funziona e cosa devono fare i proprietari
di Antonella Donati , di Antonella DonatiTanto rumore per nulla? La nuova tassa sui biliardini non esiste. L'unico obbligo che hanno i proprietari degli apparecchi è quello di compilare un'autocertificazione e inviarla direttamente on line sul sito dell'Agenzia di monopoli per comunicare che il biliardino in questione rientra tra i giochi basati sull'abilità manuale dei giocatori. Nessuna nuova tassa, dunque, e nessuna necessità di avere autorizzazioni ad hoc. E' vero invece che, senza comunicazione, si rischia una multa.
Le tasse sui giochi
Tutto nasce da una norma della legge di Bilancio per il 2021 che ha dato attuazione a norme scritte nel 2012 e mai entrate realmente in vigore. Con le nuove disposizioni a partire dal 1° luglio di quest'anno scatta l'obbligo di ottenere per tutti gli apparecchi da gioco specifiche autorizzazioni per l'installazione. Per questo l'Agenzia dei monopoli e delle dogane aveva emanato, giusto un anno fa, una direttiva per comunicare…
Tanto rumore per nulla? La nuova tassa sui biliardini non esiste. L'unico obbligo che hanno i proprietari degli apparecchi è quello di compilare un'autocertificazione e inviarla direttamente on line sul sito dell'Agenzia di monopoli per comunicare che il biliardino in questione rientra tra i giochi basati sull'abilità manuale dei giocatori. Nessuna nuova tassa, dunque, e nessuna necessità di avere autorizzazioni ad hoc. E' vero invece che, senza comunicazione, si rischia una multa.
Le tasse sui giochi
Tutto nasce da una norma della legge di Bilancio per il 2021 che ha dato attuazione a norme scritte nel 2012 e mai entrate realmente in vigore. Con le nuove disposizioni a partire dal 1° luglio di quest'anno scatta l'obbligo di ottenere per tutti gli apparecchi da gioco specifiche autorizzazioni per l'installazione. Per questo l'Agenzia dei monopoli e delle dogane aveva emanato, giusto un anno fa, una direttiva per comunicare ai gestori la necessità di presentare le richieste, riaprendo più volte i termini per l'invio delle comunicazioni. "In sostanza l'Agenzia - ha spiegato il direttore Marcello Minenna - si è limitata a dare attuazione ad una norma di legge consentendo la regolarizzazione di oltre 85.000 apparecchi attraverso la semplice compilazione di una autodichiarazione da presentarsi a cura del proprietario. Nulla cambia invece sotto l'aspetto tributario dato che anche i biliardini sono assoggettati, da oltre venti anni, all'imposta sugli intrattenimenti, un fisso, una decina di euro al mese".
L'autocertificazione
Con le nuove norme, infatti, è stata prevista la possibilità di una regolarizzazione degli apparecchi in esercizio, previa autocertificazione della conformità alle nuove regole tecniche dovuta anche nel caso dei calcio balilla, in quanto l'articolo 110 del Tulps (il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) prevede espressamente la categoria dei "giochi meccanici basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica per i quali l'accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo". Insomma, in pratica l'unico obbligo richiesto ai gestori è stato quello di inviare una comunicazione per specificare la tipologia di apparecchio posseduto, con termine ultimo quello del 30 giugno. Dopo di che entrano in vigore le nuove regole: gli apparecchi non certificati non sono utilizzabili e si rischiano multe salate.
La polemica
"Le multe sono già partite", ha detto Antonio Capacchione presidente di Sib, Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio che riunisce 10mila stabilimenti balneari, "siamo alla follia: il calcio balilla come il videopoker". Per Capacchione, "tutti sono tenuti a denunciare all'agenzia delle Dogane calcio-balilla, ping pong e flipper, anche se gratuiti, e si deve attendere l'autorizzazione per metterlo in esercizio. In attesa, per ogni biliardino la sanzione è di 4000 mila euro". Non ci sta invece Minenna che ribadisce che anche questi giochi "devono rispettare delle regole tecniche" che sono sul sito dell'Agenzia, quindi "perché uno non fa un'autocertificazione che rispetta quelle regole tecniche? Delle due l'una: o si è dimenticato, e abbiamo rivisto la riapertura dei termini, o quel biliardino non rispetta le caratteristiche tecniche e qualcuno si potrebbe fare male".
Su questo il gruppo di Fratelli d'Italia della Commissione Attività produttive della Camera ha presentato un'interrogazione al governo "considerato che il calciobalilla nulla ha a che fare con il gioco d'azzardo e colpisce, invece, indiscriminatamente gestori e proprietari di esercizi pubblici, caricandoli di ulteriori incombenze burocratiche e tasse". Da parte sua Minenna ha ricordato che l'Agenzia ha dato sempre il proprio parere istruttorio favorevole alle varie proposte dii legge per un'ulteriore semplificazione di queste disposizioni.