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Liti con il Fisco? Domanda online per chiuderle: c'è tempo fino al 30 giugno. Sanzioni e interessi non si pagano

Via alla procedura per definire le liti pendenti. Si paga una percentuale del dovuto, in base allo stato del contenzioso. Il 100% solo nel caso l'Agenzia sia vincitrice nell'ultima pronuncia
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Tre mesi e mezzo per presentare via web all'Agenzia delle Entrate la domanda per chiudere ogni partita aperta con il Fisco, con una stretta di mano che evita interessi e sanzioni. E' stata aperta il 15 marzo la procedura per la cosiddetta "definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti" che diventa quindi la modalità ordinaria per chiedere di mettere fine alle controversie aperte con il Fisco. Una delle tante iniziative che hanno riguardato il rapporto tra contribuenti ed Entrate nella legge di Bilancio per il 2023. A questo punto non è più possibile fare domanda via pec, la modalità provvisoria che era stata aperta a inizio febbraio in attesa della procedura ad hoc.

Quali liti si possono chiudere

La Manovra prevede che i contribuenti possano definire le controversie fiscali in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti al 1° gennaio 2023, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione…

Tre mesi e mezzo per presentare via web all'Agenzia delle Entrate la domanda per chiudere ogni partita aperta con il Fisco, con una stretta di mano che evita interessi e sanzioni. E' stata aperta il 15 marzo la procedura per la cosiddetta "definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti" che diventa quindi la modalità ordinaria per chiedere di mettere fine alle controversie aperte con il Fisco. Una delle tante iniziative che hanno riguardato il rapporto tra contribuenti ed Entrate nella legge di Bilancio per il 2023. A questo punto non è più possibile fare domanda via pec, la modalità provvisoria che era stata aperta a inizio febbraio in attesa della procedura ad hoc.

Quali liti si possono chiudere

La Manovra prevede che i contribuenti possano definire le controversie fiscali in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti al 1° gennaio 2023, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio. Per aderire c'è tempo fino al 30 giugno 2023 e - ricorda Fiscooggi - per ogni lite deve essere presentata una distinta domanda di definizione. In sostanza una istanza per ciascun atto impugnato.

Azzerati sanzioni e interessi

Quanto bisogna pagare per chiudere il contenzioso? Sono previsti importi legati al valore della stessa lite, comunque al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni. Se la controversia riguarda esclusivamente l’irrogazione di sanzioni, il suo valore è pari alle sanzioni stesse. In pratica, si applica una percentuale al valore del contenzioso, a seconda del grado di giudizio in cui si trova: il 100% se l’Agenzia è vincitrice nell’ultima o unica pronuncia depositata al 1° gennaio 2023 o quando, a quella data, il contribuente ha notificato il ricorso all’ufficio ma non si è costituito in giudizio. Se il ricorso è pendente in primo grado ma non è stata ancora depositata la sentenza o pende il giudizio di rinvio, pace è fatta con il pagamento del 90% del valore della lite. Quando è l’Agenzia a soccombere, la definizione richiede il pagamento:

  • del 40% del valore (soccombenza in primo grado)

  • del 15% del valore (soccombenza in secondo grado).

Le liti aperte in Cassazione per le quali il Fisco risulta integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, ricorda ancora il portale di informazione delle Entrate, possono essere chiuse con il versamento del 5% del valore. Infine, per mettere fine alle liti riguardanti esclusivamente sanzioni non collegate al tributo occorre versare:

  • il 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia

  • il 40% negli altri casi.

Sopra i mille euro è possibile rateizzare

Si considera chiusa la lite quando si versa il dovuto. Se l'importo supera i mille euro, si può accedere al pagamento rateale. Se la somma è zero, invece, basta presetnare la domanda per chiudere la partita.