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Bonus acqua potabile prosciugato: troppe domande, credito d'imposta limato al 17,9%

L'incentivo mira anche a ridurre il consumo di bottiglie di plastica  
Domande per oltre 27 milioni, risorse per 5: scatta il taglio all'agevolazione per filtri e rubinetti. Come funziona l'agevolazione
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MILANO - Troppe domande, rispetto alle risorse disponibili, e visto che alla fine si accontentano tutti ne risulta un beneficio molto limitato. E' il destino del cosiddetto "bonus acqua potabile", ovvero il contributo lanciato con la manovra per il 2021 per "razionalizzare l'uso dell'acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica".

Si tratta di un credito d'imposta al 50 per cento delle spese effettuate tra l'inizio del 2021 e la fine del 2023 "per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti".

Il meccanismo prevede che il credito d'imposta sia però parametrato in base a quelle che sono le domande pervenute e le risorse disponibili. Le Entrate hanno raccolto le prime e fatto i conti rispetto ai 5 milioni di stanziamento previ…

MILANO - Troppe domande, rispetto alle risorse disponibili, e visto che alla fine si accontentano tutti ne risulta un beneficio molto limitato. E' il destino del cosiddetto "bonus acqua potabile", ovvero il contributo lanciato con la manovra per il 2021 per "razionalizzare l'uso dell'acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica".

Si tratta di un credito d'imposta al 50 per cento delle spese effettuate tra l'inizio del 2021 e la fine del 2023 "per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti".

Il meccanismo prevede che il credito d'imposta sia però parametrato in base a quelle che sono le domande pervenute e le risorse disponibili. Le Entrate hanno raccolto le prime e fatto i conti rispetto ai 5 milioni di stanziamento previsto, in riferimento alle spese sostenute nel 2022. Ne viene una sproporzione evidente: "L’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti in base alle comunicazioni validamente presentate dal 1° febbraio 2023 al 28 febbraio 2023, con riferimento alle spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, è risultato pari a 27.932.195 euro, a fronte di 5 milioni di euro di risorse disponibili, che costituiscono il limite di spesa", si legge nel provvedimento firmato da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia.

Il credito effettivo al 17,9%

Alla luce di questo rapporto, ne viene che il credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è del 17,9005 per cento.

Per altro, per quest'anno (il 2023) c'è il rischio che la percentuale sia ancora più limitata, considerando che il bonus è stato rifinanziato con 1,5 milioni.

Il portale delle Entrate, Fiscooggi, ricorda che il credito d’imposta vale il 50% dei costi sostenuti fino a un massimo di mille euro per le persone fisiche e di 5mila per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali. E che in passato la percentuale fruibile era stata, superiore, ad esempio nel 2021 era stata del 30,4%.

Per quali interventi spetta il credito

Il credito d’imposta, in particolare, spetta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti, e può essere richiesto da:

  • persone fisiche
  • esercenti attività d’impresa, arti e professioni
  • enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore
  • enti religiosi civilmente riconosciuti.

Per il riconoscimento del credito sono necessari pagamenti tracciabili: le spese devono essere documentate con fattura elettronica o documento commerciale in cui va riportato il codice fiscale di chi richiede il credito. Per il pagamento serve un versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento, comunque diversi dai contanti.