Precompilata 2023, le regole per detrarre le spese universitarie
di Antonella DonatiAgevolazione ad ampio raggio per gli iscritti a corsi universitari. Le detrazioni fiscali, con aliquota del 19%, partono dai test di accesso obbligatori e arrivano fino alle spese dovute per specializzazioni e master. Le somme pagate agli atenei sono presenti nella dichiarazione precompilata. Detraibili anche le spese per l'affitto degli studenti fuori sede e quelle di riscatto della laurea per i figli che non hanno ancora iniziato a lavorare. Per tutte queste voci è obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili.
Test di accesso con sconto fiscale
Prima ancora che le spese di iscrizione ai corsi di laurea sono detraibili i costi per la partecipazione ai test di accesso, compresi quelli anticipati sostenuti da studenti isc…
Agevolazione ad ampio raggio per gli iscritti a corsi universitari. Le detrazioni fiscali, con aliquota del 19%, partono dai test di accesso obbligatori e arrivano fino alle spese dovute per specializzazioni e master. Le somme pagate agli atenei sono presenti nella dichiarazione precompilata. Detraibili anche le spese per l'affitto degli studenti fuori sede e quelle di riscatto della laurea per i figli che non hanno ancora iniziato a lavorare. Per tutte queste voci è obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili.
Test di accesso con sconto fiscale
Prima ancora che le spese di iscrizione ai corsi di laurea sono detraibili i costi per la partecipazione ai test di accesso, compresi quelli anticipati sostenuti da studenti iscritti al quarto anno della scuola superiore, in quanto la partecipazione è obbligatoria per la successiva iscrizione ai corsi. In ogni caso l'agevolazione è riconosciuta anche se al test non segue l'immatricolazione. Queste spese non sono presenti nella precompilata, che deve quindi essere necessariamente integrata.
Atenei statali con detrazione piena
Detrazione per l'intero ammontare delle spese sostenute presso gli atenei statali per iscrizione, frequenza, esami e tassa regionale per il diritto allo studio, anche se riferite a più anni, compresi quelli fuori corso. Rientrano nell'agevolazione anche le somme dovute per trasferimenti di ateneo; passaggi di corso; ricongiunzione di carriera; iscrizione all’appello di laurea; rilascio della pergamena. Fanno parte del sistema di istruzione universitaria pubblica anche i Conservatori, le Accademie di belle Arti e gli ITS. Equiparati ai Conservatori e Istituti Musicali pareggiati che rilasciano diplomi equivalenti a quelli di laurea.
Tetto di spesa per università private e all'estero
Agevolazione fiscale anche per le spese per i corsi di università private, comprese quelle telematiche, e per chi sceglie di iscriversi ad atenei all'estero. In questo caso però la spesa ammessa si deve tener conto delle tabelle pubblicate annualmente dal Miur. L'importo massimo suol quale calcolare la detrazione varia a seconda dell’area tematica, del corso di studi e della regione della sede universitaria. Per i corsi all'estero occorre fare riferimento invece alla zona geografica di residenza.
Detrazione sull’affitto per gli studenti fuori sede
Per gli studenti fuori sede è prevista la detrazione del 19% delle spese per i contratti di affitto su un tetto massimo di 2.633 euro l’anno. L’agevolazione è riconosciuta anche in caso di residenze universitarie. La detrazione spetta quando l'università si trova in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza e in una provincia diversa, come pure a chi è iscritto ad una università all'estero in uno Stato dell’Unione europea. Non è prevista invece per chi è iscritto ad università italiane e frequenta periodi di studio all'estero (ad esempio Erasmus). Sempre obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili.
Specializzazioni, master e dottorato agevolati
Rientrano tra le spese che danno diritto alla detrazione per le spese universitarie anche quelle sostenute per i master e tutti i tipi di corsi di specializzazione post laurea, compreso il dottorato di ricerca. Sono però detraibili esclusivamente i corsi gestiti da enti universitari, pubblici o privati. Per questi ultimi la detrazione è ammessa su un importo massimo pari a quello stabilito per tasse e contributi versati per quelli degli atenei statali.
Deduzione per i contributi per il riscatto della laurea
Infine la detrazione del 19% è riconosciuta anche per il riscatto della laurea per soggetti inoccupati, ossia per chi, al momento della domanda, non è stato mai scritto a forme di previdenza obbligatoria di previdenza. L'agevolazione in questo caso è riconosciuta ai familiari di cui si è a carico. Se invece il riscatto della laurea è fatto da un soggetto già iscritto all'Inps o alla Cassa dell’Ordine professionale di appartenenza, la spesa è deducibile.