Economia

Imu, ultima chiamata per il pagamento dell'acconto o della rata unica

Imu, ultima chiamata per il pagamento dell'acconto o della rata unica
Il giorno di andare alla cassa è arrivato: riguarda oltre 25 milioni di italiani. Confedilizia chiede di eliminarla
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Rush finale per il pagamento dell'acconto o della rata unica dell'Imu.

Alla cassa sono chiamati oltre 25 milioni di italiani, proprietari di seconde case, seconde pertinenze, negozi, capannoni, alberghi e via dicendo. Per chi opta per l'acconto, il saldo dovrà poi essere effettuato entro il 18 dicembre, in quanto il 16 cade di sabato.

Secondo i calcoli della Uil, oltre 25,3 milioni di proprietari (il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati) verseranno in totale circa 11 miliardi di euro per l'acconto e il gettito complessivo annuo sarà di 22,1 miliardi di euro (18,1 miliardi di euro ai Comuni e 4 miliardi allo Stato). Il costo medio complessivo dell'Imu calcolato su una seconda casa, situata in un capoluogo di provincia, sempre secondo le stime del sindacato, sarà di 1.074 euro medi (537 euro per l'acconto di giugno), con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città.

Da ultima è stata la Confedilizia a fare il punto sull'Imposta. Secondo l'associazione dei proprietari immobiliari, dalla sua istituzione di dodici anni fa, "l'Imu ha superato la soglia impressionante di 270 miliardi di euro": il calcolo è che solo quest'anno il gettito sia intorno ai 22 miliardi. "Chiediamo al Governo di avviare una graduale riduzione di questa distruttiva patrimoniale annuale sugli immobili, nemica del risparmio e della crescita", afferma il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.

Secondo l'associazione dall'anno della sua istituzione (2012) il gettito ammonta a 270 miliardi di euro (rata di dicembre 2023 compresa), mentre "se fosse rimasta l'Ici, nello stesso periodo di tempo non si sarebbero superati i 110 miliardi". Confedilizia chiede di "iniziare a eliminare l'Imu, come primo segnale di attenzione, nei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, che sono sovente borghi abbandonati in cui gli immobili rappresentano meri costi".

L'onere, secondo l'associazione, sarebbe di 850 milioni di euro. Si tratterebbe di "un supporto per i tanti proprietari (eredi, assai di frequente) che non hanno le forze e i giusti stimoli per riqualificare i loro beni, in molti casi privi di qualsiasi possibilità di essere venduti o affittati e sui quali grava il rischio di un obbligo di riqualificazione energetica per effetto della proposta di direttiva europea in tema di "case green" (primo scadenza prevista per il 2030)".