Rientro dei cervelli, sconto fiscale più basso e requisiti più stringenti. Ecco le nuove regole dal 2024
* di Avv. Antonio Martino, Of Counsel – DLA Piper
Il decreto attuativo della legge delega fiscale dedicato alla fiscalità internazionale introduce delle significative modifiche al regime agevolativo degli impatriati, noto anche come "rientro dei cervelli". Queste modifiche comportano requisiti più rigidi e incentivi più bassi per coloro che decidono di rientrare in Italia o trasferirvi la residenza. Inoltre, il decreto non affronta esplicitamente l’estensione dell’agevolazione agli sportivi, anche se la relativa decisione definitiva è ancora attesa.
Tasse sul 50% del reddito
Tra le principali modifiche introdotte dalla nuova disciplina vi è la riduzione delle agevolazioni fiscali per i redditi prodotti in Italia. Secondo la pregressa disciplina, i redditi di lavoro dipendente e assimilati ed i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia concorrevano alla formazione del reddito complessivo solo per il 30% del loro ammontare ed addirittura per il 10% se il trasferimento della residen…
* di Avv. Antonio Martino, Of Counsel – DLA Piper
Il decreto attuativo della legge delega fiscale dedicato alla fiscalità internazionale introduce delle significative modifiche al regime agevolativo degli impatriati, noto anche come "rientro dei cervelli". Queste modifiche comportano requisiti più rigidi e incentivi più bassi per coloro che decidono di rientrare in Italia o trasferirvi la residenza. Inoltre, il decreto non affronta esplicitamente l’estensione dell’agevolazione agli sportivi, anche se la relativa decisione definitiva è ancora attesa.
Tasse sul 50% del reddito
Tra le principali modifiche introdotte dalla nuova disciplina vi è la riduzione delle agevolazioni fiscali per i redditi prodotti in Italia. Secondo la pregressa disciplina, i redditi di lavoro dipendente e assimilati ed i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia concorrevano alla formazione del reddito complessivo solo per il 30% del loro ammontare ed addirittura per il 10% se il trasferimento della residenza avveniva in una regione del Sud. Con il nuovo regime, i redditi prodotti in Italia saranno rilevanti per il 50% del loro ammontare per tutti i soggetti ammessi senza distinzioni regionali.
Tetto a 600 mila euro
Oltre alla riduzione delle agevolazioni, il decreto ha anche ristretto il campo di applicazione del regime in parola che, dal 1 gennaio del prossimo anno, sarà applicabile solo ai redditi inferiori ai 600 mila euro mentre in precedenza non era previsto alcun un limite.
Requisiti più stringenti
Anche i requisiti per beneficiare del regime degli impatriati sono diventati più stringenti. Ora, il soggetto per poter beneficiare della agevolazione deve aver trascorso almeno tre anni fuori dall'Italia, in luogo dei due anni prima previsti, e deve garantire di rimanere in Italia per almeno cinque anni anziché per i due anni richiesti dalla precedente disciplina. Qualora il requisito dei cinque anni non venga rispettato, si decadrà dal beneficio con il recupero di quelli già fruiti.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) E]]
Il regime transitorio. Rischio beffa per chi si è trasferito dopo il 30 giugno
Queste modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2024, ma i contratti di lavoro firmati prima di questa data saranno salvaguardati. Tuttavia, il regime transitorio permette di beneficiare dell'agevolazione anche per coloro che hanno trasferito la residenza in Italia entro il 31 dicembre 2023. Questo escluderebbe dal beneficio coloro che si sono trasferiti in Italia dopo il 30 giugno scorso, poiché è necessario aver trascorso almeno 183 giorni in Italia per essere fiscalmente residenti in Italia nel 2023. Su tale punto però sembrerebbe che ci sia l’impegno da parte del governo ad apportare alcuni correttivi.
Il rebus degli sportivi
Una delle novità introdotte dal decreto potrebbe essere l'esclusione degli sportivi e più specificatamente dei calciatori dal regime in questione. Il condizionale in questo caso è d’obbligo in quanto ci sono ancora discussioni in corso per decidere se gli atleti saranno completamente esclusi o se potranno beneficiare solo di alcune agevolazioni. L'estensione agli sportivi del regime degli impatriati è stata oggetto di numerose discussioni e polemiche e nonostante la previsione del requisito dell'elevata qualificazione o specializzazione richiesto dal regime degli impatriati, lo sport potrebbe non essere escluso dal nuovo sistema.
A tale proposito si deve ricordare che inizialmente, il regime degli impatriati non prevedeva la specifica agevolazione per gli sportivi ma con il Decreto Crescita 2019, anche per tale categoria di lavoratori che rientravano o si trasferivano in Italia, è stato introdotto uno sconto fiscale del 50%, accompagnato da un contributo di solidarietà dello 0,5% il cui gettito era destinato a sovvenzionare i settori giovanili sportivi.