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Redditometro, come funziona la caccia ai furbetti del Fisco. Ma sarà più facile difendersi

La nuova versione dello strumento consentirà ai contribuenti di giustificare le spese non congrue prima dell’invio formale dell’atto da parte delle Entrate
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Redditometro in pista con un nuovo look dopo il decreto del 20 maggio che ha aggiornato la lista delle voci e gli indici che fanno scattare le verifiche del Fisco. Il sistema ha l'obiettivo di stanare i “poveri” per il Fisco che invece hanno un elevato tenore di vita, incrociando i dati delle spese con i redditi dichiarati. Nella nuova versione ci saranno anche più margini per poter contestare gli accertamenti e dimostrare da dove provengono i soldi utilizzati anche se mai dichiarati.

Redditi e spese

Per individuare chi ha disponibilità economiche nascoste al Fisco, il Redditometro fa riferimento alla “capacità contributiva”, vale a dire al reddito che il contribuente avrebbe dovuto dichiarare a fronte delle spese effettuate e di risparmi accumulati nell'anno. Quindi se i redditi dichiarati sono bassi, ma le spese effettuate dimostrano un diverso tenore di vita, scatta l'accertamento.

Per poter individuare in quali casi l'Amministrazione si deve attivare, il Redditometro è stato aggi…

Redditometro in pista con un nuovo look dopo il decreto del 20 maggio che ha aggiornato la lista delle voci e gli indici che fanno scattare le verifiche del Fisco. Il sistema ha l'obiettivo di stanare i “poveri” per il Fisco che invece hanno un elevato tenore di vita, incrociando i dati delle spese con i redditi dichiarati. Nella nuova versione ci saranno anche più margini per poter contestare gli accertamenti e dimostrare da dove provengono i soldi utilizzati anche se mai dichiarati.

Redditi e spese

Per individuare chi ha disponibilità economiche nascoste al Fisco, il Redditometro fa riferimento alla “capacità contributiva”, vale a dire al reddito che il contribuente avrebbe dovuto dichiarare a fronte delle spese effettuate e di risparmi accumulati nell'anno. Quindi se i redditi dichiarati sono bassi, ma le spese effettuate dimostrano un diverso tenore di vita, scatta l'accertamento.

Per poter individuare in quali casi l'Amministrazione si deve attivare, il Redditometro è stato aggiornato facendo riferimento ad una media delle spese, una sorta di “paniere Istat”, che comprende dai mutui agli assegni per l'ex coniuge, dalle spese di ristrutturazione a quelle per la colf, dall'acquisto degli arredi alle spese per l'auto. Voci ricavate, appunto dall'indagine annuale sulle spese compresa nel Programma statistico nazionale su campioni di contribuenti appartenenti a undici tipologie di nuclei familiari, distribuite nelle cinque aree territoriali in cui è suddiviso il territorio nazionale.

L'incrocio dei dati

Operativamente, dunque, il Fisco determina il reddito complessivo accertabile del contribuente che appartiene ad una determinata categoria familiare, ad esempio coppie con figli, coppie senza figli, single single under 35 o over 50, considerando diverse voci. Si parte dalle spese effettivamente sostenute come attestate dalle fatture elettroniche, dalla spesa minima presunta, ricavata dall'indagine Istat, della quota parte dell'ammontare della spesa per i beni e servizi considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile per una famiglia corrispondente alla tipologia di nucleo familiare di appartenenza. A questo si aggiunge poi la quota di risparmio riscontrata e non utilizzata per consumi, investimenti e altre spese. Si incrociano poi i dati raccolti con i redditi effettivamente dichiarati.

Invito al contraddittorio

Diversamente dal passato in questo caso prima di inviare qualunque atto l'Agenzia delle entrate invita il contribuente al contraddittorio. Viene chiesto in pratica di giustificare l'origine dei soldi utilizzati. Ad esempio si può trattare di eredità o di donazioni, dato che il alcuni casi non c'è obbligo di dichiarazione, oppure di vincite al gioco, che sono tassate alla fonte e quindi non vanno dichiarate, o comunque di altre somme incassate esenti da Irpef e quindi non inserite in dichiarazione.

In ogni caso, precisa il decreto, l'ammontare delle spese risultante dalle informazioni presenti in anagrafe tributaria o acquisite in sede di contraddittorio con il contribuente si considera sempre prevalente rispetto a quello calcolato induttivamente sulla base degli elementi di capacità contributiva. Quindi chi è in regola potrà esibire tutte le carte e non avrà nessun accertamento. Chi ha nascosto qualche somma al Fisco potrà mettersi in regola spontaneamente risparmiando sulle sanzioni.

Gli anni nel mirino

Le nuove modalità di accertamento, compreso l'obbligo di contraddittorio, secondo quanto previsto nel testo, si applicheranno per gli anni dal 2016. Il Fisco per legge ha tempo per verificare i redditi fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, e di sette anni in caso di dichiarazione non presentata. Quindi chi ha omesso di dichiarare i redditi nel 2016 potrà entrare nel mirino dei controlli (sette anni di tempo dal 2017, termine per la dichiarazione dei redditi 2016. Per chi invece l'ha presentata entro fine anno sarà possibile verificare le dichiarazioni dal 2018 in poi.

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