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Legittima, donazioni, franchigie. Tutto quello che c’è da sapere su eredità e fisco

Le tutele per i familiari, le tasse da pagare: la guida
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Fisco, eredità e donazioni. Un tema caldo e tanti dubbi quando si tratta di regalare dei soldi ai figli per comprare casa, o per quello che preferiscono, visto che il governo ha preannunciato novità da questo punto di vista. Ecco come cambieranno le regole e a cosa fare attenzione se si decide di fare oggi un atto di questo tipo.

Le tutele di legge per il passaggio dei beni

Il passaggio dei beni per successione è regolato dal codice civile che tutela i familiari più stretti, ossia coniuge e figli, o genitori quando i figli non ci sono. Questi sono i soggetti tutelati dalla cosiddetta “legittima”, vale a dire i familiari ai quali deve andare necessariamente una quota di beni definita dalla legge. Facendo testamento è possibile inserire anche…

Fisco, eredità e donazioni. Un tema caldo e tanti dubbi quando si tratta di regalare dei soldi ai figli per comprare casa, o per quello che preferiscono, visto che il governo ha preannunciato novità da questo punto di vista. Ecco come cambieranno le regole e a cosa fare attenzione se si decide di fare oggi un atto di questo tipo.

Le tutele di legge per il passaggio dei beni

Il passaggio dei beni per successione è regolato dal codice civile che tutela i familiari più stretti, ossia coniuge e figli, o genitori quando i figli non ci sono. Questi sono i soggetti tutelati dalla cosiddetta “legittima”, vale a dire i familiari ai quali deve andare necessariamente una quota di beni definita dalla legge. Facendo testamento è possibile inserire anche altri eredi utilizzando la quota disponibile, ossia una parte dell'eredità che varia rispetto al numero degli eredi tutelati dalla legittima, e che si può destinare a chi si vuole, anche per privilegiare un figlio rispetto all'altro o il coniuge rispetto ai figli. In ogni caso, però, la legittima va rispettata, altrimenti il testamento può essere impugnato.

La donazione anticipa l'eredità

Queste stesse regole valgono per le donazioni perché la donazione è a tutti gli effetti un atto che anticipa l'eredità, in quanto è un passaggio di beni, solo che avviene in vita. Per questo motivo ai fini della legittima si deve tener conto anche delle donazioni, e se la quota che spetta a ciascuno non è rispettata, chi ha avuto di meno può impugnare la donazione e chiedere la sua restituzione entro i 10 anni dall'apertura della successione. E' proprio questo, peraltro, è il motivo per il quale è difficile vendere immobili oggetto di donazione, almeno finché non arriveranno le nuove regole preannunciate dal governo ma ancora rimaste sulla carta.

Donazione e atto scritto obbligatorio

La donazione viene definita dall'articolo 769 del codice civile come “il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra”. Per questo il donante, come il soggetto che fa testamento, deve avere la capacità di intendere e di volere, e la capacità di agire e secondo l'articolo 782 la donazione deve essere fatta per atto pubblico di fronte al notaio e alla presenza di due testimoni, altrimenti l'atto è nullo. La nullità dell'atto comporta che possono impugnare la donazione tutti coloro che hanno interesse a farlo, non solo gli eredi tutelati dalla legittima che non dovessero ottenere la quota di eredità che spetta loro per legge.

Donazioni indirette e di modico valore

La regola generale che impone la forma scritta prevede però due eccezioni. Non è infatti richiesto l'atto pubblico:

  • per le donazioni di modico valore, importo che deve essere valutato in rapporto alle condizioni economiche del donante, nel senso che la donazione non deve ridurre in maniera significativa il suo patrimonio;
  • per le donazioni indirette, ossia quando si tratta di donazioni effettuate all'interno di un altro atto. Un classico esempio di donazione indiretta è quella del genitore che mette a disposizione del figlio i soldi per comprare la casa. Nel rogito verrà indicata la provenienza dei fondi e risulterà, quindi, la donazione, senza però che sia necessario un ulteriore atto perché abbia valore.

Quando basta un bonifico per non avere problemi

Nel caso delle donazioni di modico valore, invece, è sufficiente un bonifico, senza altre formalità se non quella di indicare la motivazione del trasferimento dei soldi (ad esempio acquisto moto, contributo per il viaggio, acquisto mobili, ecc.) in quanto comunque l'operazione è tracciata e la motivazione è sempre preferibile, anche per chi incassa la somma. In questo modo non ci potranno essere contestazioni ai fini delle verifiche antiriciclaggio e di eventuali controlli fiscali, ma la donazione avrà valore comunque.

La franchigia per i familiari più stretti

Quanto ai rapporti con il Fisco, nel caso delle donazioni a favore di coniuge e figli valgono le stesse regole previste per l'eredita. Quindi non ci sono imposte di donazione/successione fino al valore di un milione di euro, e di 1,5 milioni in caso di soggetti disabili. Solo sulle somme che superano la franchigia si paga il 4%. Dall’ottobre 2023, in seguito ad una sentenza della Cassazione, ripresa poi dalla riforma del governo, è stato poi stabilito che nella massa ereditaria, ossia quella che va considerata ai fini delle imposte, non si calcolano le eventuali donazioni già incassate, come invece accadeva in passato. Quindi al momento della successione le donazioni non vanno più dichiarate al Fisco e le due imposte “viaggiano” in maniera distinta, per cui si pagano le imposte di donazione solo se il totale delle donazioni ricevute supera il milione di euro, e allo stesso modo si pagano le imposte di successione solo se l’eredità (al netto delle donazioni) supera il milione di euro.

Per gli altri familiari è prevista una franchigia (sia per le successioni che per le donazioni) di 100.000 euro per i fratelli, mentre l’imposta è al 6%, così come per gli altri familiari, ma senza franchigia. Per i soggetti al di fuori della famiglia l’imposta è all’8%. La riforma del governo conferma franchigie e imposte.

Le imposte sugli atti pubblici

Quanto alle tasse dovute in caso di donazione per atto pubblico a coniuge e figli, se si tratta di immobili vanno pagate quelle per la trascrizione del passaggio di proprietà, ossia imposte catastali, ipotecarie e di registro, ridotte se si tratta di prima casa. Nel caso di somme di denaro, invece, è dovuta solo l'imposta di registro in cifra fissa, pari a 200 euro.

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