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Invio del 730, scadenza “bucata”. Come fare per inviare le dichiarazioni in ritardo ed evitare le sanzioni

Il 30 settembre è passato. Ora resta l’opzione di regolarizzare la dimenticanza entro 90 giorni, con 25 euro. Oppure rimandare tutto al modello “Redditi”. Le istruzioni
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Lunedì 30 settembre era l’ultimo giorno per l'invio del 730. Cosa accade a chi ha saltato la scadenza? E' possibile rimediare e come? Per risolvere il problema ci sono due possibilità: si può pagare una mini sanzione e provvedere all'invio in ritardo, assicurandosi comunque il conguaglio in busta paga o sulla pensione il mese successivo a quello dell'invio. Oppure si può presentare in alternativa il modello Redditi, ma in questo caso chi non ha versato a giugno il saldo 2023 e il primo acconto 2024 dovrà pagare le sanzioni per il ritardo nei versamenti.

Tre mesi di tempo per regolarizzare il 730 “dimenticato”

Chi deve pagare le imposte o vuole anticipare i tempi del conguaglio a credito, ha dunque 90 giorni di tempo per inviare il modello 730 ed evitare che la dichiarazione sia considerata “omessa”. L’articolo 2 del Regolamento con le modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi considera valide, infatti, le dichiarazioni presentate entro 90 gior…

Lunedì 30 settembre era l’ultimo giorno per l'invio del 730. Cosa accade a chi ha saltato la scadenza? E' possibile rimediare e come? Per risolvere il problema ci sono due possibilità: si può pagare una mini sanzione e provvedere all'invio in ritardo, assicurandosi comunque il conguaglio in busta paga o sulla pensione il mese successivo a quello dell'invio. Oppure si può presentare in alternativa il modello Redditi, ma in questo caso chi non ha versato a giugno il saldo 2023 e il primo acconto 2024 dovrà pagare le sanzioni per il ritardo nei versamenti.

Tre mesi di tempo per regolarizzare il 730 “dimenticato”

Chi deve pagare le imposte o vuole anticipare i tempi del conguaglio a credito, ha dunque 90 giorni di tempo per inviare il modello 730 ed evitare che la dichiarazione sia considerata “omessa”. L’articolo 2 del Regolamento con le modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi considera valide, infatti, le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario.

In questo caso è dovuta una sanzione di 25 euro, pari ad un decimo della sanzione minima di 250 euro prevista per l’omissione della dichiarazione. La sanzione va pagata prima dell'invio della dichiarazione utilizzando il modello F24, indicando come codice tributo “8911“, e some anno di riferimento l’anno in cui la violazione è stata commessa, ossia il 2024, e non l’anno di riferimento del periodo d’imposta.

Il sostituto d'imposta effettuerà i conguagli come di consueto il mese successivo a quello dell'invio del modello.

Le sanzioni per le imposte non versate

Se dalla dichiarazione dovessero risultare imposte a debito, con l'invio tardivo si può regolarizzare anche il mancato pagamento alle scadenze previste. In questo caso, oltre ai versando i tributi dovuti, gli interessi legali (calcolati dal giorno dell’originaria scadenza) e le sanzioni ridotte, il cui importo varia a seconda del momento in cui si effettua il pagamento. La sanzione applicabile in caso di omesso o tardivo pagamento di imposte è ordinariamente pari al 30% delle somme dovute. La sanzione è ridotta alla metà (15%) se il versamento è effettuato con un ritardo non superiore a 90 giorni.

Il modello Redditi senza sanzioni per il ritardo

Se invece non ci sono imposte da pagare ma si è a credito, è ancora possibile presentare il modello Redditi, in alternativa al 730. Il modello può essere presentato fino al 30 novembre prossimo. In questo caso non ci sono sanzioni, dato che il 30 novembre è la scadenza ordinaria. Se si è a credito in questo caso si può scegliere, invece di attendere i tempi di rimborso, di utilizzare il credito che emerge dalla dichiarazione per pagare altre imposte, ad esempio l'Imu. Altrimenti il rimborso sarà effettuato dall'Agenzia delle entrate sul conto corrente indicato al momento dell'invio.

Invio fai da te o tramite Caf

Qualunque sia la via scelta per regolarizzare è possibile inviare direttamente la dichiarazione o rivolgersi ad un Caf o a un professionista. Bisognerà comunque mettere in conto che il costo dell'invio del modello redditi può essere superiore a quello della gestione del 730.

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