Spese per ristrutturare casa e nuovi tetti alle detrazioni: ecco chi ci perde con la Manovra
di Antonella DonatiTaglio delle detrazioni e bonus casa. Con le nuove regole previste dalla Manovra ci sarà una perdita secca in termini economici per chi decide quest'anno di utilizzare la detrazione per lavori di importo rilevante e ha un reddito che supera i 100.000 euro, senza avere figli a carico. Conseguenze meno negative per chi ha figli e per chi ha redditi tra i 75.000 e i 100.000 euro. Ecco cosa cambia.
Tetto di spesa e nucleo familiare
La Legge di Bilancio ha introdotto un sistema di restrizioni sulle detrazioni fiscali prevedendo un tetto massimo alle spese detraibili. Il tetto varia in base a reddito complessivo del contribuente e numero di figli fiscalmente a carico (non oltre i 30 anni). Le nuove disposizioni calcolano l’ammontare massimo detr…
Taglio delle detrazioni e bonus casa. Con le nuove regole previste dalla Manovra ci sarà una perdita secca in termini economici per chi decide quest'anno di utilizzare la detrazione per lavori di importo rilevante e ha un reddito che supera i 100.000 euro, senza avere figli a carico. Conseguenze meno negative per chi ha figli e per chi ha redditi tra i 75.000 e i 100.000 euro. Ecco cosa cambia.
Tetto di spesa e nucleo familiare
La Legge di Bilancio ha introdotto un sistema di restrizioni sulle detrazioni fiscali prevedendo un tetto massimo alle spese detraibili. Il tetto varia in base a reddito complessivo del contribuente e numero di figli fiscalmente a carico (non oltre i 30 anni). Le nuove disposizioni calcolano l’ammontare massimo detraibile moltiplicando l'importo base predeterminato, legato al reddito complessivo, con il coefficiente determinato dalla composizione del nucleo familiare. Gli importi sono i seguenti:
- Reddito complessivo oltre 75.000 euro: tetto massimo di 14.000 euro nel caso di tre figli o un figlio con disabilità grave ai sensi dell’art. 3 della legge 104/1992; 11.900 euro con due figli a carico; 9.800 euro con un figlio a carico; 7.000 euro senza figli.
- Reddito complessivo oltre 100.000 euro: tetto massimo di 8.000 euro nel caso di tre figli o un figlio con disabilità grave ai sensi dell’art. 3 della legge 104/1992; 6.800 euro con due figli a carico; 5.600 euro con un figlio a carico; 4.000 euro senza figli.
Spese escluse dal tetto massimo
Alcune spese non sono soggette ai nuovi limiti di detrazione e rimangono interamente detraibili anche in futuro. Si tratta di:
- spese sanitarie, investimenti in start-up e PMI innovative, mutui per l’acquisto della prima casa stipulati entro il 31 dicembre 2024; polizze vita stipulate entro il 31 dicembre 2024;
- spese di riqualificazione edilizia – ristrutturazioni, ecobonus, Superbonus bonus barriere - sostenute entro il 31 dicembre 2024.
Quindi nel caso degli interventi in questione le rate delle spese già sostenute in passato non subiscono modifiche e rimangono detraibili come previsto dalla normativa in vigore al momento della spesa.
Spesa annuale e detrazione massima
Con il nuovo meccanismo previsto per le spese sostenute dal 2025 in poi, il calcolo dell'ammontare massimo ammesso a detrazione deve considerare l'importo annuale della spesa sostenuta per i bonus sulla casa, a prescindere dall'aliquota di detrazione. In sostanza l’ammontare detraibile si basa esclusivamente sull’importo totale della spesa, indipendentemente dall’aliquota applicabile (50% o 36% oppure 75%). In concreto in caso di spese per 50.000 per ristrutturazione va considerata la rata di spesa annuale pari a 5.000 euro, valore che concorre al raggiungimento del massimale annuo detraibile.
Quanto perde chi è nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro
Così ad esempio un contribuente con reddito oltre 75.000 euro e due figli a carico avendo un tetto massimo annuo detraibile di 11.900 euro e una spesa annuale per ristrutturazione di 5.000 euro non perde nulla rispetto ad oggi per cui avrà diritto alla detrazione di 2.500 euro come bonus casa (se abitazione principale) e avrà inoltre un margine residuo per altre spese detraibili pari a 6.900 euro. In questa fascia di reddito di fatto con una spesa sulla casa di 50.000 euro non ci sono perdite sulla detrazione neppure per chi non ha figli a carico, a fronte di tetto di spesa detraibile di 7.000 euro
Le cose cambiano ovviamente all'aumentare della spesa, dato che in caso di utilizzo pieno del plafond di 96.000 ero, con una rata di spesa annua di 9.600 euro, il contribuente senza figli si trova ad avere una perdita netta avendo un tetto massimo di 7.000 euro di spesa. Di conseguenza potrà contare su una detrazione massima di 3.500 euro, quindi 1.800 euro in meno rispetto al passato, e senza alcun margine per portare altre spese in detrazione.
Quanto perde chi ha un reddito più elevato
Decisamente più alta la perdita di chi ha redditi più elevati. Un contribuente con reddito oltre 100.000 euro e nessun figlio a carico, infatti, ha un tetto annuo massimo di spesa detraibile pari a 4.000 euro. Viene dunque penalizzato anche nel caso in cui dovesse spendere “solo” 50.000 euro, dato che la cifra supera il tetto massimo ammesso. In questo caso infatti a fronte di una detrazione di 2.500 euro prevista con il vecchio regime, ne avrebbe solo una di 2.000 e nessun margine per portare altre spese in detrazione. Meno impatto su chi ha più di due figli a carico o un figlio disabile in quanto in questo caso la spesa trova spazio nel tetto massimo annuo di 8.000 euro. Nel caso di spesa di 96.000 euro, invece, per il contribuente senza figli la perdita in termine è pari a 2.800 euro, potendo portare in detrazione solo 4.000 euro e non 9.600 come previsto in passato. In caso di due figli a fronte di un tetto di spesa detraibile di 6.800 euro la perdita sarebbe di 1.400 euro, potendo contare su una detrazione massima di 3.400 euro.