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Marcia indietro del governo sulle detrazioni fiscali per la famiglia: rientrano le spese

(ansa)
Confermato il taglio della lista per la detrazione in busta paga, ma resta il diritto a detrarre le spese entro alcuni limiti di reddito. Cosa cambia con il decreto correttivo Irpef
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ROMA – Marcia indietro del governo sulla stretta alle detrazioni fiscali per la famiglia. Resta confermato il taglio della lista dei familiari per i quali non è più riconosciuta la detrazione in busta paga o sulla pensione, ma resta il diritto a detrarre tutte le spese e ad avere tutte le agevolazioni spettanti quando il reddito risulta entro i limiti. Le novità nel decreto legislativo di correzione dell’Irpef approvato lunedì 14 luglio dal Consiglio dei ministri. Le norme saranno operative al momento dell’entrata in vigore del provvedimento, ma comunque riguarderanno le spese effettuate quest’anno che quindi, potranno essere ancora detratte nella dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno.

La stretta sulle detrazioni in busta p…

ROMA – Marcia indietro del governo sulla stretta alle detrazioni fiscali per la famiglia. Resta confermato il taglio della lista dei familiari per i quali non è più riconosciuta la detrazione in busta paga o sulla pensione, ma resta il diritto a detrarre tutte le spese e ad avere tutte le agevolazioni spettanti quando il reddito risulta entro i limiti. Le novità nel decreto legislativo di correzione dell’Irpef approvato lunedì 14 luglio dal Consiglio dei ministri. Le norme saranno operative al momento dell’entrata in vigore del provvedimento, ma comunque riguarderanno le spese effettuate quest’anno che quindi, potranno essere ancora detratte nella dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno.

La stretta sulle detrazioni in busta paga

Con la legge di Bilancio per il 2025 è stata ridotta la lista dei familiari fiscalmente a carico per i quali si ha diritto a percepire la relativa detrazione in busta paga. In particolare queste non spettano più per:

  • figli di età superiore ai 30 anni (a meno che non si tratti di disabili);
  • coniuge separato;
  • fratelli e sorelle (anche se conviventi);
  • genitori non conviventi;
  • gli altri familiari, compresi nonni e nipoti, suoceri, generi e nuore.

Per i figli si trattava della detrazione di 950 euro, di 800 per il coniuge (anche separato) e di 750 per gli altri familiari. Con le disposizioni della legge di Bilancio in pratica per tutti i familiari diversi dai figli, oltre alla scomparsa delle detrazione in busta paga era stato cancellato anche il diritto ad usufruire delle detrazioni per le spese. Ora invece il decreto legislativo cambia le cose, slegando il dirittola detrazione delle spese da quella in busta paga. Unica eccezione quella dell’ex coniuge per il quale resta l’esclusione da entrambi i benefici.

Familiari e spese detraibili

Entrando nel dettaglio, i familiari per i quali sarà possibile continuare a detrarre le spese sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi, affiliati o affidati, e i figli conviventi del coniuge deceduto;
  • gli altri familiari (genitori, fratelli e sorelle, nonni, nipoti, generi e nuore) purché conviventi o che percepiscono assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Queste disposizioni si applicano in riferimento a tutte le agevolazioni che spettano in generale per i familiari a carico.

Disposizioni valide senza restrizioni

Il testo del provvedimento chiarisce infatti che quando una disposizione fiscale prevede un’agevolazione, ovvero quando si fa genericamente riferimento ai familiari fiscalmente a carico, si devono considerare fra i beneficiari tutti i soggetti che rientrano nella lista appena specificata. Questo comporta che anche in riferimento alle misure di welfare aziendale sono ricompresi tutti e non più solo i figli, come in precedenza previsto.

Cosa cambia in concreto

In pratica grazie a questo cambio di rotta un dipendente che ha a carico un figlio di 32 anni universitario, non ha più la detrazione Irpef di 950 euro ma potrà continuare a portare in detrazione dalle tasse il 19% delle sue spese sanitarie, universitarie e per l’affitto come fuori sede, e potrà considerare il figlio a carico in riferimento al nuovo tetto dei 75.000 euro che fa scattare la tagliola sulle spese detraibili.

Anche nel caso dei genitori, non spetta più la detrazione di 750 euro se non sono conviventi, ma le spese restano detraibili. Lo stesso per fratelli e sorelle e altri familiari, purché in questo caso sia conviventi o mantenuti economicamente. Non avrà invece alcun tipo di agevolazione fiscale o di bonus chi si è separato dal coniuge in quanto, a prescindere dal reddito, l’ex coniuge non rientra più tra i familiari che possono essere considerati fiscalmente a carico per qualunque tipo di agevolazione o beneficio.

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