Spese scolastiche, dalle tasse di iscrizione ai costi per mense e gite: cosa si può detrarre
di Antonella DonatiMeno tasse da quest’anno per chi ha figli che vanno a scuola. Dall’asilo alle superiori aumenta infatti a 1.000 euro il tetto delle spese detraibili, 200 euro in più rispetto al 2024. Rientrano nell’agevolazione fiscale le spese per la frequenza di scuole sia statali sia paritarie, ma anche le spese per la mensa e le gite scolastiche. L’importo è riferito a ciascun figlio a carico.
Scuole e gradi inclusi nella detrazione
La detrazione con aliquota del 19% riguarda tutti i livelli del sistema nazionale di istruzione, ossia le scuole: dell'infanzia (materne), primarie (elementari), secondarie di primo grado (medie), secondarie di secondo grado (superiori). Il beneficio fiscale è applicabile anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati. Rimangono escluse le scuole private non paritarie e le scuole straniere.
Spese ammesse a tutto campo
Rientrano nella detrazione non solo le tasse (a titolo di iscrizione e di frequenza…
Meno tasse da quest’anno per chi ha figli che vanno a scuola. Dall’asilo alle superiori aumenta infatti a 1.000 euro il tetto delle spese detraibili, 200 euro in più rispetto al 2024. Rientrano nell’agevolazione fiscale le spese per la frequenza di scuole sia statali sia paritarie, ma anche le spese per la mensa e le gite scolastiche. L’importo è riferito a ciascun figlio a carico.
Scuole e gradi inclusi nella detrazione
La detrazione con aliquota del 19% riguarda tutti i livelli del sistema nazionale di istruzione, ossia le scuole: dell'infanzia (materne), primarie (elementari), secondarie di primo grado (medie), secondarie di secondo grado (superiori). Il beneficio fiscale è applicabile anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati. Rimangono escluse le scuole private non paritarie e le scuole straniere.
Spese ammesse a tutto campo
Rientrano nella detrazione non solo le tasse (a titolo di iscrizione e di frequenza) e i contributi obbligatori, ma anche una lunga lista di spese extra, in quanto connesse alla frequenza scolastica Si tratta in particolare delle spese per: mensa scolastica, servizi scolastici integrativi (assistenza al pasto, pre e post scuola), scuolabus, gite scolastiche deliberate dagli organi d'istituto, assicurazione, contributi per l'ampliamento dell'offerta formativa (corsi di lingua, teatro, ecc.). La detrazione spetta anche quando il servizio è reso per il tramite di soggetti terzi rispetto alla scuola. Non rientrano invece le spese per libri e strumenti musicali.
Modalità di pagamento e documentazione
Per l’agevolazione il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili. Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l'assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera. Viceversa, la delibera dell’istituto va richiesta nel caso in cui la spesa ma sia pagata a soggetti terzi (ad esempio all’agenzia di viaggio). Se è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l'acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l'ammontare delle spesa sostenuta nell'anno e i dati dell'alunno o studente.
Ripartizione della spesa tra genitori
Attenzione comunque a come pagare le spese per il prossimo anno scolastico per non perdere i vantaggi del nuovo importo massimo detraibile. Anche le spese scolastiche, infatti, rientrano tra quelle per le quali è previsto il tetto per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Per cui se i genitori hanno redditi diversi, e uno rischia la tagliola e l’altro no, conviene che paghi per intero la spesa chi non rischia di perdere l’agevolazione, dato che anche quando i figli sono a carico al 50% la detrazione spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Quando il documento di spesa è intestato al figlio è sufficiente per questo annotare la percentuale di ripartizione, ovvero che uno solo dei due ha pagato l’intero importo. Il genitore interessato potrà così detrarre la spesa per intero.