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Troppe spese, dati incoerenti e un passato irregolare: quando scattano i controlli del Fisco sul 730

L’Agenzia delle entrate ha fissato le regole per gli approfondimenti su modelli modificati e a credito: ecco i casi
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MILANO – Spese troppo alte, dati incoerenti con quelli comunicati alle Entrate, irregolarità commesse in passato. Sono questi i tre campanelli d’allarme che faranno scattare i controlli del Fisco su chi ha modificato il modello 730 precompilato e chiude con un risultato a credito. Le regole nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate firmato il 17 giugno. Ci saranno quattro mesi di tempo per concludere le operazioni. Nel mirino anche chi ha crediti sopra i 4.000 euro, ma sempre e solo nel caso in cui la dichiarazione sia stata modificata.

Nel mirino dati e spese anomale

I controlli riguarderanno una lista specifica di dichiarazioni selezionate sulla base di specifici criteri. I controlli possono essere in via automatizzata o anch…

MILANO – Spese troppo alte, dati incoerenti con quelli comunicati alle Entrate, irregolarità commesse in passato. Sono questi i tre campanelli d’allarme che faranno scattare i controlli del Fisco su chi ha modificato il modello 730 precompilato e chiude con un risultato a credito. Le regole nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate firmato il 17 giugno. Ci saranno quattro mesi di tempo per concludere le operazioni. Nel mirino anche chi ha crediti sopra i 4.000 euro, ma sempre e solo nel caso in cui la dichiarazione sia stata modificata.

Nel mirino dati e spese anomale

I controlli riguarderanno una lista specifica di dichiarazioni selezionate sulla base di specifici criteri. I controlli possono essere in via automatizzata o anche tramite verifica della documentazione giustificativa. Rientrano nella selezione, in primo luogo, le dichiarazioni di chi ha modificato la precompilata in modo da incidere sulla determinazione del reddito o dell'imposta e il cui risultato presenta incoerenze rispetto ai dati già in possesso dell'Amministrazione. Nella pratica, significa chi ha aggiunto spese detraibili — dalle spese mediche alle rette scolastiche, dagli interessi sul mutuo ai premi assicurativi — che risultano in scostamento significativo rispetto alle certificazioni uniche trasmesse dai sostituti d'imposta, ai modelli di versamento o alla dichiarazione presentata l'anno precedente.

Controlli previsti anche per chi ha modificato i redditi dichiarati in misura che non trova riscontro nei dati comunicati all'Agenzia da enti esterni, come banche, enti previdenziali o amministrazioni pubbliche.

Controlli sugli irregolari del passato

Può essere selezionata anche la dichiarazione di chi ha avuto irregolarità fiscali accertate negli anni precedenti, indipendentemente dalla presenza di incoerenze specifiche nel 730/2026.

Infine il controllo preventivo, previsto dalla legge, riguarda anche chi non ha modifiche anomale. Quando le variazioni apportate alla precompilata determinano un rimborso superiore a 4.000 euro, il controllo preventivo è destinato a scattare comunque. La soglia vale sia per le dichiarazioni presentate direttamente sia per quelle trasmesse tramite CAF o professionista abilitato.

Chi non viene toccato

Restano fuori dai criteri di selezione coloro che hanno accettato la dichiarazione precompilata senza modifiche, o con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta. Per queste situazioni non si applicano né i criteri di incoerenza né la soglia dei 4.000 euro, per cui il controllo preventivo non può essere avviato.

Quando arriva il rimborso

Chi viene selezionato, invece per avere il rimborso deve aspettare l'esito del controllo. L'Agenzia ha quattro mesi dalla data di trasmissione della dichiarazione per effettuare la verifica, in via automatizzata oppure richiedendo la documentazione giustificativa. Se il controllo si conclude senza rilievi, il rimborso viene erogato entro il sesto mese dalla stessa data di riferimento.

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