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Mensa, scuola, università: le spese detraibili. Cosa verificare prima di inviare il 730 precompilato

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Il tetto massimo di spesa detraibile per figlio è salito a 1000 euro dal 2025. Nella dichiarazione si trovano le tasse, i contributi obbligatori e volontari, la mensa. Attenzione, però, a quando il servizio è gestito dai Comuni
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ROMA – Tempo di controlli delle spese inserite nella dichiarazione dei redditi, per chi non l’avesse ancora inviata: scadenza il 30 settembre per il 730, il 2 novembre per il modello Redditi.

Dal 2025 il tetto massimo per ciascun figlio per le spese di iscrizione e frequenza per scuole pubbliche e private pareggiate, dall'asilo alle superiori, compresi i Conservatori e gli Istituti musicali del vecchio ordinamento, è stato innalzato a 1.000 euro. L’aliquota di detrazione è al 19%, quindi significa 190 euro per figlio.

Entro lo stesso tetto è possibile portare in detrazione le spese per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite e i corsi extrascolastici, l'assicurazione. Occorrono ricevuta del bonifico o bollettino postale con la causale, la scuola e i dati dell'alunno. In caso di acquisto di buoni pasto, serve la ricevuta del soggetto che eroga il servizio o della scuola con i dati dell'alunno.

Le spese per le tasse scolastiche appaiono nella precompilata e per chi, appunto, …

ROMA – Tempo di controlli delle spese inserite nella dichiarazione dei redditi, per chi non l’avesse ancora inviata: scadenza il 30 settembre per il 730, il 2 novembre per il modello Redditi.

Dal 2025 il tetto massimo per ciascun figlio per le spese di iscrizione e frequenza per scuole pubbliche e private pareggiate, dall'asilo alle superiori, compresi i Conservatori e gli Istituti musicali del vecchio ordinamento, è stato innalzato a 1.000 euro. L’aliquota di detrazione è al 19%, quindi significa 190 euro per figlio.

Entro lo stesso tetto è possibile portare in detrazione le spese per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite e i corsi extrascolastici, l'assicurazione. Occorrono ricevuta del bonifico o bollettino postale con la causale, la scuola e i dati dell'alunno. In caso di acquisto di buoni pasto, serve la ricevuta del soggetto che eroga il servizio o della scuola con i dati dell'alunno.

Le spese per le tasse scolastiche appaiono nella precompilata e per chi, appunto, non avesse ancora concluso l’invio del documento può essere questo un ultimo momento di controllo e verifica.

Le spese inserite nella precompilata

L’Agenzia delle Entrate ricorda nelle sue Faq quali sono i dati comunicati dagli istituti scolastici che sono già presenti della dichiarazione precompilata:

  • tasse scolastiche
  • contributi obbligatori
  • contributi volontari ed erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica, quali le spese per:
  1. la mensa scolastica e per i servizi scolastici integrativi
  2. le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza)

Spiega ancora Ade che la dichiarazione precompilata contiene, in ogni caso, le informazioni relative alle tasse scolastiche (versate per l’iscrizione, la frequenza, il sostenimento degli esami e il rilascio dei diplomi), versate con modello di pagamento F24: tali informazioni infatti sono già in possesso dell’Agenzia delle entrate e non vengono quindi trasmesse dagli istituti scolastici. Sono incluse, inoltre, nel solo foglio informativo allegato alla dichiarazione precompilata anche le erogazioni liberali effettuate, a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria nonché all’ampliamento dell’offerta formativa. Oltre alle spese, l’Agenzia delle entrate acquisisce anche i dati dei rimborsi delle stesse spese scolastiche e delle restituzioni delle erogazioni liberali agli istituti scolastici.

Occhio ai servizi comunali

Le faq richiamano l’attenzione su un aspetto particolare, del quale le famiglie-contribuenti fanno bene a prendere nota. “I servizi di mensa scolastica, trasporto scolastico ed altri servizi pre e post scuola, sono spesso gestiti dai Comuni o da altri Enti Locali – si sottolinea – I quali, qualora non rientrino nell’alveo dei soggetti appartenenti al sistema nazionale di istruzione, ovvero quando non gestiscono direttamente scuole comunali ma gestiscono solo alcuni servizi per scuole terze, non sono tenuti all’invio dei dati delle spese scolastiche ai fini della dichiarazione precompilata. Pertanto, i dati relativi a tali servizi potrebbero non essere oggetto di precompilazione, il contribuente può autonomamente, qualora ne ricorrano i presupposti, indicare tali spese in dichiarazione tra quelle detraibili”.

La divisione tra genitori

Altro tema che interessa le famiglie è quello dell’attribuzione delle spese – e quindi della detrazione – tra genitori. “Le spese scolastiche sono esposte, come onere detraibile, nella dichiarazione precompilata del familiare indicato come soggetto che ha sostenuto la spesa nella comunicazione trasmessa dall’istituto scolastico”, precisa l’Ade. “Pertanto, nel caso in cui la spesa sia stata sostenuta da entrambi i genitori e tale situazione è evidenziata nei documenti di spesa, anche mediante un’annotazione sullo stesso delle percentuali di spesa imputabili a ciascuno dei genitori, i genitori devono modificare l’importo inserito nel quadro E del 730 o quadro RP del modello Redditi riportando la quota di spesa detraibile da ciascuno entro l’importo complessivamente non superiore a 1.000 euro annui per ogni studente”.

Le spese universitarie

Altra specifica sulla quale tornano le faq delle Entrate è quella relativa alle spese universitarie. Nella dichiarazione precompilata "sono riportati i dati comunicati dalle Università relativi a contributi, tasse d'iscrizione e tasse regionali sostenute con riferimento all'immatricolazione e all'iscrizione a:

  • corsi di istruzione universitaria
  • corsi universitari di specializzazione
  • corsi di perfezionamento
  • master che per durata e struttura dell'insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione e sempre che siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati
  • corsi di dottorato di ricerca.

Sono incluse nella dichiarazione precompilata anche le spese sostenute per:

  • ricongiunzione di carriera
  • iscrizione all'appello di laurea e rilascio della pergamena
  • frequenza a corsi singoli, finalizzati o meno all'ammissione a un corso di laurea magistrale
  • trasferimenti di ateneo
  • passaggi di corso
  • test d'ammissione.
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