Acconto Irpef di novembre, come evitare il salasso se i redditi sono scesi
di Antonella DonatiAcconto Irpef di novembre, un’uscita che pesa sulle buste paga e sulle pensioni e rischia di creare problemi a chi ha avuto meno guadagni e più spese nel 2026 rispetto all’anno scorso. C’è però la possibilità di evitare il salasso. Il Fisco permette, infatti, di ridurre l'impatto delle tasse autunnali pagando sulla base dei redditi realmente incassati nel corso dell’anno.
Basta una richiesta scritta al proprio datore per pagare di meno o anche non aver alcuna trattenuta in busta paga, o all’Inps per non avere trattenute sulla pensione. La domanda va presentata entro il 12 ottobre da parte dei dipendenti o entro il 10 in caso di pensione.
Il metodo previsionale per il calcolo degli acconti
Il calcolo degli acconti si basa in via ordinaria sul cosiddetto metodo storico. La cifra dovuta a giugno, primo acconto, e a novembre, viene cioè calcolata sulla base di quanto guadagnato l’anno precedente. L’importo dovuto come saldo Irpef a giugno è rideterminato poi, in base al reddito effettivam…
Acconto Irpef di novembre, un’uscita che pesa sulle buste paga e sulle pensioni e rischia di creare problemi a chi ha avuto meno guadagni e più spese nel 2026 rispetto all’anno scorso. C’è però la possibilità di evitare il salasso. Il Fisco permette, infatti, di ridurre l'impatto delle tasse autunnali pagando sulla base dei redditi realmente incassati nel corso dell’anno.
Basta una richiesta scritta al proprio datore per pagare di meno o anche non aver alcuna trattenuta in busta paga, o all’Inps per non avere trattenute sulla pensione. La domanda va presentata entro il 12 ottobre da parte dei dipendenti o entro il 10 in caso di pensione.
Il metodo previsionale per il calcolo degli acconti
Il calcolo degli acconti si basa in via ordinaria sul cosiddetto metodo storico. La cifra dovuta a giugno, primo acconto, e a novembre, viene cioè calcolata sulla base di quanto guadagnato l’anno precedente. L’importo dovuto come saldo Irpef a giugno è rideterminato poi, in base al reddito effettivamente registrato, al netto degli acconti giù versati. Le stesse regole valgono anche per la cedolare secca. Per ridurre il secondo acconto si deve applicare il metodo previsionale. Si effettua cioè la stima dei redditi che si prevede di incassare entro la fine dell'anno, considerando eventuali contratti cessati o mesi di disoccupazione, come pure la perdita di canoni di locazione relativamente all’acconto della cedolare. Quando dal calcolo emerge che l'imposta totale dovuta per l'anno in corso sarà inferiore a quella versata nel 2025 si può chiedere di ricalcolare l’acconto, o di azzerarlo del tutto se non risulta dovuto alcun versamento (ad esempio in caso di contratto disdetto per la cedolare secca).
Le regole per presentare la domanda
La domanda deve essere formalizzata attraverso una dichiarazione da consegnare al proprio datore di lavoro o da inviare all’Inps. Nel caso di lavoro dipendente non è prevista una formula standard ma in linea di massima occorre indicare l’importo dell’acconto ricalcolato, oppure dichiarare che non deve essere trattenuto alcun acconto. E’ il caso specifico di un contratto di locazione interrotto nel corso dell’anno per il quale, quindi, l’acconto della cedolare non è più dovuto. La domanda al datore di lavoro va fatta entro lunedì 12 ottobre. Nel caso del’Inps, invece, la procedura si chiude entro sabato 10. La domanda si presenta on line nella propria area riservata. Bisogna accedere alla al servizio "Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino” e qui si trova il modello da compilare.
Rischio sanzioni se si sbagliano i conti
La possibilità di ridurre l’acconto richiede però massima precisione nei conteggi. Se al momento del bilancio finale l'Agenzia delle Entrate dovesse riscontrare che il reddito reale è stato superiore a quello stimato nella comunicazione di ottobre, l'acconto versato risulterà insufficiente. Su questa differenza scatta in automatico la sanzione ordinaria per tardivo o minore versamento, pari al 30% della quota non corrisposta, oltre agli interessi legali. L'errore rimarrà comunque sanabile attraverso lo strumento del ravvedimento operoso, ma il vantaggio del minor prelievo estivo verrebbe annullato dalle penali.