Economia

Rientro dei cervelli, serve il certificato di residenza in Italia per avere l'agevolazione?

Ho lavorato in Germania come ricercatore, con iscrizione Aire, da febbraio 2015 a dicembre 2019, e sono rientrato a lavorare in Italia come professore universitario da gennaio 2020. Vorrei quindi richiedere l'agevolazione fiscale per il "rientro dei cervelli" a partire dal 2020. Ho fatto richiesta di cambio residenza a Roma ad inizio gennaio, ma solo oggi mi hanno risposto che mancava un documento e quindi devo rifare la domanda (dopo un mese e mezzo, in barba alle "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo"). Questo comporterà un ritardo nella acquisizione della residenza e quindi nella richiesta dell'agevolazione. Mi chiedevo se questo ritardo avrà anche un effetto sull'agevolazione stessa. Più precisamente, mi chiedevo cosa succede con le due mensilità di gennaio e febbraio, nel caso faccia il cambio di residenza ad inizio marzo. Posso ottenere gli arretrati per quel periodo, magari quando l'agevolazione partirà effettivamente o almeno nella dichiarazione dei redditi di fine anno? Grazie mille per l'informazione.
Patrizio A.

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Per ottenere l'applicazione del regime fiscale agevolato per i rimpatriati è necessario presentare domanda al proprio datore di lavoro. Non occorre allegare alcun documento ma è sufficiente indicare nella domanda la data nella quale si è rientrati in Italia. Poiché non ha ancora presentato la domanda potrà informarsi con il suo datore di lavoro se le agevolazioni potranno comunque essere applicate in maniera retroattiva e quindi potrà avere il conguaglio nella prossima busta paga. In caso contrario potrà comunque recuperare i due mesi al momento della presentazione della dichiarazione del 2021 riferita al 2020. In questo articolo tutti i dettagli.