Economia

Madre trasferita in casa di cura, i figli comproprietari debbono pagare l'Imu?

A seguito del decesso di mio padre c’è stata la successione per l’abitazione  e mia madre, proprietaria al 66,60%, in qualità di coniuge superstite ne ha dichiarato il possesso al 100% sul 730 ed ha fruito dei benefici fiscali previsti per l’abitazione principale, godendo dell’esenzione Imu (Comune di Milano). I due figli,  proprietari al 16,70 %, hanno la residenza altrove. Dallo scorso dicembre 2019 la residenza della madre è stata trasferita in una Rsa e l‘abitazione non è stata locata. Stante la situazione attuale: il pagamento  dell’Imu è  dovuto dai figli per la loro quota di proprietà? Nel 730 i figli devono indicare la loro quota di proprietà, e con quale codice? Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrete prestarmi. 
Daniele P. 

 
 

1 minuti di lettura
I Comuni possono stabilire che il trasferimento del proprietario in casa di cura non fa perdere l'esenzione dall'Imu in tutti i casi in cui l'immobile non risulta locato. Questa facoltà è riconosciuta anche con l'arrivo della nuova Imu a partire dal 2020. Poiché però le nuove norme parlano esclusivamente di proprietà e non c'è più, come in passato, uno specifico richiamo all'usufrutto, le regole di pagamento per gli altri eredi dovranno essere stabilite dal Comune. Proprio per questo non c'è obbligo di pagare l'acconto quando l'immobile nel 2019 risultava esente. Quanto al 730, poiché il diritto di abitazione del coniuge superstite, come tutti i diritti reali sugli immobili, si perde solo in caso di mancato uso per 20 anni, non dovrete dichiarare nulla in quanto vostra madre risulta, appunto, ancora titolare del diritto di abitazione.