Economia

Agevolazioni per il rimpatrio, possibile averle se il nuovo lavoro in Italia inizia dopo qualche settimana?

Sono un laureato italiano in Ingegneria, residente all'estero da più di tre anni, e mi sto interessando ad un rientro in Italia nei prossimi mesi. Qualora si entrasse in Italia nella seconda metà del 2020, si otterrebbe l'agevolazione a partire dal primo mese (gennaio) del 2021 per 5 anni? Le pratiche per spostare la residenza fiscale in Italia possono essere avviate già prima della fine del 2020 o occorre aspettare l'inizio del successivo anno? Leggo che il lavoro deve essere continuativo negli ultimi 24 mesi: questo riguarda anche il trasferimento stesso da estero a Italia? Ossia se il contratto di lavoro con datore estero viene terminato il 1° settembre e si comincia il nuovo lavoro in Italia dopo due settimane, si è ancora eligibili all'agevolazione di cui sopra? Se no, quando occorre iniziare il nuovo lavoro in Italia dopo aver terminato quello all'estero?
Grazie

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Per ottenere le agevolazioni per il rimpatrio non è necessario iniziare il lavoro in Italia immediatamente dopo il termine del lavoro estero, ma è sufficiente avere già un contratto di lavoro, o un accordo in tal senso, al momento del rientro. In sostanza deve essere possibile dimostrare il legame tra il rientro e la futura occupazione, come chiarito dall'Agenzia delle entrate con la risposta a interpello n. 919-114/2018. Quanto al resto, chi rientra nel seconde semestre risulta residente all'estero per l'intero anno. Quindi nel suo caso se lei rientra a settembre potrà ottenere le agevolazioni fiscali per il rimpatrio in busta paga a partire dal 1° gennaio 2021, presentando una regolare domanda al suo datore di lavoro. Le pratiche per il trasferimento possono essere avviate immediatamente dopo il rientro fisico in Italia.