Spese per il figlio a carico, ci sono novità sulle detrazioni in riferimento all'obblio di pagamenti tracciabili?
a cura di Antonella DonatiIn vista della dichiarazione dei redditi del prossimo anno sto provvedendo ad eseguire i pagamenti relativi a spese detraibili con modalità tracciabili, prevalentemente per mezzo di bonifici e carte di pagamento tratti dal conto corrente cointestato con mia moglie (siamo entrambi lavoratori dipendenti). In merito avevo alcuni dubbi rispetto ai quali richiedo il vostro autorevole parere. Per i pagamenti eseguiti a valere sul conto cointestato nell’interesse di figli a carico (es. spese retta università) detrae il coniuge titolare dello strumento di pagamento (carta o bancomat) utilizzato o la spesa può (o deve?) essere ripartita a metà? Se il figlio a carico viene dotato di un proprio mezzo di pagamento nominativo (es. carta prepagata o conto ) e provvede autonomamente a saldare spese detraibili (es. abbonamento mezzi pubblici, retta università, spese dentista privato, etc.) i genitori possono fruire della detrazione o questa viene persa perché non è dimostrabile il pagamento con strumenti intestati a questi ultimi? In altre parole è il genitore a dovere sostenere personalmente la spesa con proprio strumento tracciabile nell’interesse del figlio a carico o la detrazione da parte del genitore è ammessa anche se il figlio provvede autonomamente? Nel 730/2021 precompilato del prossimo anno le spese per i figli a carico saranno distinte in base all’esecutore effettivo dei pagamenti o seguendo i criteri adottati per il 730/2020, fatta salva la possibilità (o l’obbligo?) di procedere ai necessari correttivi per ripartire le detrazioni tenendo conto della tracciabilità delle spese? Le prestazione rese dai medici in intramoenia devono essere pagate con mezzo tracciabile o possono ancora essere pagate in contanti (su quest’ultimo quesito ho rilevato pareri discordanti). Grazie.
Giovanni T.