Economia

Casa ereditata tra fratelli, quali soluzioni se solo due ci abitano senza partecipare alle spese?

La mia domanda riguarda un immobile, che in sede di successione è stato ereditato dai quattro figli del proprietario, mentre la moglie ha rinunciato alla propria parte, rimanendo in casa come usufruttuaria. Mentre due dei figli hanno una propria famiglia e vivono altrove, gli altri due non hanno una famiglia o figli e sono rimasti a vivere in quell'appartamento con la madre, ma non contribuiscono alle spese di casa che sono praticamente tutte a carico della madre (ottantenne). Questa vive di pensione minima e non riesce a far fronte a tutte le spese. Anche la sua salute comincia ad avere seri problemi e i costi sanitari salgono. Purtroppo, il suo carattere mite e di fatto asservito ai due figli che stanno a casa con lei, le impediscono di pretendere da loro il giusto contributo alle spese di casa. La situazione va peggiorando, perché rinuncia spesso a cure ed attenzioni verso sé stessa e anche a mantenere una giusta alimentazione, rinunciando talvolta a nutrirsi in modo adeguato. Una piccola somma lasciata in banca dal marito è stata quasi del tutto spesa per le citate esigenze. I fratelli che non abitano in quella casa hanno più volte invitato gli altri due ad assumersi le responsabilità verso la madre e verso il patrimonio di famiglia, questi continuano a non curarsi dei problemi suindicati e non contribuire alle spese di conduzione della casa, né tantomeno a badare almeno alle piccole manutenzioni dell’appartamento. Chiedo dunque quali strade legali si potrebbero intraprendere per tutelare gli interessi della madre e degli altri fratelli. Come obbligare i due a coprire, in proporzione, i costi in argomento? Possono essere obbligati a vendere casa? O a vendere la propria parte di proprietà a terzi  (magari a uno degli altri fratelli), a pagare un affitto alla madre e/o agli altri fratelli comproprietari dell’immobile? Come considerare tutti gli anni in cui la madre ha dedicato risorse fisiche ed economiche a mantenere i due citati conviventi (a scapito anche dei legittimi interessi degli altri fratelli)? In attesa di vostri cortesi consigli, ringrazio anticipatamente e resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
MGM

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La legge, ossia l'articolo 433 del codice civile, impone l'obbligo di mantenimento nei confronti dei familiari più stretti. Quindi se lei ritiene che sua madre non sia in condizione di provvedere da sola dovrà farsi carico direttamente e  fornire l'aiuto economico necessario, anche soprattutto a fronte del disinteresse degli altri familiari conviventi, che, comunque, in quanto proprietari hanno il diritto di abitare nell'appartamento e non sono tenuti a versare nessun affitto agli altri comproprietari in quantoil diritto di proprietà, anche se per quote, riguarda comunque l'intero appartamento. Per il resto se ritiene che sia necessario provvedere alla vendita dell'appartamento in nuda proprietà -  avendo comunque vostra madre il diritto di abitazione in qualità di coniuge superstite - dovrà trovare un accordo con i suoi fratelli. In assenza di un accordo per tutte le questioni ereditarie è obbligatorio effettuare un tentativo di mediazione rivolgendosi ad un legale e ad uno degli organismi accreditati.