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Il cameriere last-minute? I ristoratori possono chiamarlo con una app

Openjobmetis ha lanciato Shakejob, che punta a inserirsi nel vuoto lasciato dai vecchi voucher e a snellire le procedure per l'assunzione con il contratto di somministrazione. Rischi di caporalato digitale? "Lavoratori tutelati da un contratto subordinato, stesse ferie e mensilità aggiuntive di un'assunzione diretta"
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Inserirsi nel dopo-voucher e sfruttare un netto trend di crescita dei consumi degli italiani, sempre più avvezzi a spendere cifre importanti per cenare fuori casa o bere in compagnia. Openjobmetis, l'Agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana, ha lanciato Shakejob, una piattaforma dedicata alla filiera di ristorazione/bar/hotel e al personale che cerca lavoro in quell'ambito.

Nata dall'idea di quattro ingegneri gestionali freschi di laurea - Alberto Brianza, Carlo Gravina, Alessandro Roveda e Andrea Corsini - si presenta in forma di piattaforma accessibile via app che serve ai ristoratori per trovare soluzioni "volanti" alle loro esigenze di personale, che come noto nel settore sono anche improvvise e potrebbero far cedere al "nero". Shakejob si propone come alternativa, nell'alveo dei contratti di somministrazione.

Prevede che sia i ristoratori, che si saranno incontrati con la rete commerciale di Openjobmetis, sia i candidati, che a …
Inserirsi nel dopo-voucher e sfruttare un netto trend di crescita dei consumi degli italiani, sempre più avvezzi a spendere cifre importanti per cenare fuori casa o bere in compagnia. Openjobmetis, l'Agenzia per il lavoro quotata in Borsa Italiana, ha lanciato Shakejob, una piattaforma dedicata alla filiera di ristorazione/bar/hotel e al personale che cerca lavoro in quell'ambito.

Nata dall'idea di quattro ingegneri gestionali freschi di laurea - Alberto Brianza, Carlo Gravina, Alessandro Roveda e Andrea Corsini - si presenta in forma di piattaforma accessibile via app che serve ai ristoratori per trovare soluzioni "volanti" alle loro esigenze di personale, che come noto nel settore sono anche improvvise e potrebbero far cedere al "nero". Shakejob si propone come alternativa, nell'alveo dei contratti di somministrazione.

Prevede che sia i ristoratori, che si saranno incontrati con la rete commerciale di Openjobmetis, sia i candidati, che a loro volta avranno sostenuto un colloquio con i recruiter dell'agenzia, possano accedere alla piattaforma e iscriversi. "I ristoratori", spiega una nota, "potranno inserire una ricerca di personale in qualsiasi momento, ricevere le candidature in tempo reale e assumere la persona che reputano più adatta attraverso un contratto di somministrazione, tutto tramite app. Al termine della prestazione Openjobmetis provvederà alla regolare emissione della busta paga per il lavoratore, sgravando così il ristoratore da ogni ulteriore impegno e onere burocratico-amministrativo".

La scommessa è evidente: cercare di liberare il contratto di somministrazione da quei maggiori adempimenti burocratici che ne rendono complicato l'utilizzo per quei datori di lavoro che devono invece giocare sull'immediata reperibilità delle risorse. Proprio quel che avrebbero dovuto coprire i voucher, se non ne fossero nati i diffusi abusi che hanno portato alla loro limitazione. Non è un caso che, negli ultimi dati delle fonti ufficiali, si sia visto un boom del lavoro intermittente, ma molto più forte per il lavoro "a chiamata" che per i contratti di somministrazione. Resta poi da vedere se i nuovi voucher, arrivati a giugno ma non ancora coperti dai dati, abbiano fatto breccia presso i datori di lavoro.

"Con Shakejob abbiamo voluto dare una risposta concreta alle numerose imprese che operano nel settore ristorazione e che hanno bisogno di flessibilità, così come ai giovani che vogliono iniziare a lavorare in questo mondo - magari per arrotondare durante gli studi - e che hanno bisogno di tutele, in un momento in cui il mercato del lavoro è in forte evoluzione" ha commentato Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis, nella presentazione della piattaforma. "La ristorazione è un settore in cui il nero è molto presente. Ciò è deleterio non solo per l'economia del nostro Paese, ma anche per i soggetti coinvolti, che non sono protetti in alcun modo. Grazie alla nostra piattaforma, imprenditori e lavoratori, con pochi click, potranno assumere ed essere assunti in maniera regolare. Shakejob è uno strumento in cui crediamo molto, e la scelta, la sfida di fungere da incubatori, sviluppandolo internamente all'azienda non è affatto casuale". Per ora l'applicazone è disponibile in Lombardia, "ma presto contiamo di raggiungere altre Regioni", ha spiegato Rasizza.

Quanto al trattamento del lavoratore, precisa che "è un lavoratore subordinato, viene pagato come da contratto collettivo nazionale di riferimento quindi esattamente come ogni altro dipendente direttamente assunto dal cliente. In più, attraverso questa soluzione, un ristoratore/imprenditore può assumere tramite App in pochi minuti un lavoratore preventivamente selezionato da Openjobmetis con regolare contratto di somministrazione, che tutela sia il ristoratore sia il lavoratore, anche in situazioni di emergenza, ad esempio un cameriere malato alle 18 del sabato sera, quando quindi le agenzie sono chiuse". In tempi di caporalato digitale diffuso, con frotte di fattorini che consegnano i servizi low-cost ma vengono retribuiti a livelli altrettanto low, sorge il dubbio che possano derivare altre distorsioni da un simile meccanismo digitale. Ma Rasizza spiega: "I lavoratori sono tutelati proprio dal fatto di sottoscrivere un contratto di lavoro subordinato, che ha tutte le tutele e le garanzie stabilite da legge per tutti i dipendenti. Per esempio, al nostro lavoratore vengono riconosciute le stesse ferie, le stesse mensilità aggiuntive e vengono versati gli stessi contributi previdenziali dei lavoratori assunti direttamente".

L'attrattività del mondo della ristorazione per un'Agenzia per il lavoro è dato dai freddi numeri. Secondo una ricerca di Pwc, il 25,6% degli Italiani consuma fuori casa almeno 4 o 5 pasti a settimana e la spesa pro-capite per tali consumi ammonta a 1.160 euro. Conseguentemente, negli ultimi dieci anni si è assistito a una crescita del 4,5% nell’occupazione di lavoratori dipendenti nel mercato della ristorazione e, per il 2020, si stima un aumento di 119.000 risorse per un totale di 1,482 milioni di persone. Il possibile recupero dal lavoro nero è importante: solo nel 2015 sono stati accertati 78.298 lavoratori irregolari in Italia, di cui oltre un quinto (13.932) appartenenti al settore della ristorazione. Da questa platea punta ad attingere Openjobmetis.