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Arriva lo sgravio contributivo per chi assume donne vittima di violenza: vale fino a 667 euro al mese

Le regole nella circolare Inps: i requisiti sono di essere disoccupata e inserita nel percorso del Reddito di libertà
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Esonero del 100% dei contributi previdenziali – con un limite a 8mila euro – per l’assunzione delle donne vittime di violenza, beneficiarie del Reddito di libertà. Dopo l’introduzione della norma con la legge di Bilancio per il 2024, nei giorni scorsi è arrivata la circolare Inps (numero 41 del 5 marzo 2024) che dettaglia le prime indicazioni operative sulle modalità di accesso, sulla durata e il coordinamento con altri esoneri.

Per quali lavoratrici spetta l’esonero

Il testo dell’Inps ricorda che l’esonero va ai datori di lavoro privati che assumono, nel triennio 2024-2026, donne disoccupate vittime di violenza, beneficiarie del “Reddito di libertà”. Questo va alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

I due requisiti fondamentali sono dunque:

  1. essere disoccupata;
  2. essere percettrice del Reddito di libertà (o strumento similare attivato dagli Enti locali).

L’esonero, in sede di prima appl…

Esonero del 100% dei contributi previdenziali – con un limite a 8mila euro – per l’assunzione delle donne vittime di violenza, beneficiarie del Reddito di libertà. Dopo l’introduzione della norma con la legge di Bilancio per il 2024, nei giorni scorsi è arrivata la circolare Inps (numero 41 del 5 marzo 2024) che dettaglia le prime indicazioni operative sulle modalità di accesso, sulla durata e il coordinamento con altri esoneri.

Per quali lavoratrici spetta l’esonero

Il testo dell’Inps ricorda che l’esonero va ai datori di lavoro privati che assumono, nel triennio 2024-2026, donne disoccupate vittime di violenza, beneficiarie del “Reddito di libertà”. Questo va alle donne seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

I due requisiti fondamentali sono dunque:

  1. essere disoccupata;
  2. essere percettrice del Reddito di libertà (o strumento similare attivato dagli Enti locali).

L’esonero, in sede di prima applicazione ovvero per le assunzioni effettuate nel 2024, “può essere riconosciuto anche in relazione alle assunzioni di donne che siano state fruitrici del Reddito di libertà nel 2023, e che, pertanto, alla data di assunzione non soddisfano il requisito in trattazione”.

Quali assunzioni sono agevolate

La circolare dettaglia anche per quali tipologie di contratti è prevista l’agevolazione e con quale orizzonte temporale. Nel dettaglio, dice la circolare:

  • le assunzioni a tempo indeterminato, per la durata di 24 mesi;
  • le assunzioni a tempo determinato, per la durata di 12 mesi ossia per la durata del rapporto di lavoro fino a un massimo di dodici mesi;
  • le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine, sia già agevolato che non agevolato, per la durata di 18 mesi a partire dalla data dell’assunzione a tempo determinato.

Esonero fruibile anche in caso di part-time e di assunti subordinati da una cooperativa di lavoro, inoltre anche per la somministrazione. L’incentivo spetta anche in caso di proroga del rapporto a tempo determinato fino al limite complessivo di dodici mesi previsto per i contratti a termine.

Quanto vale lo sgravio

L’esonero contributivo (che non riguarda però alcune tipologie di premi, come quelli Inail) prevede lo sgravio al 100% entro il limite di 8mila euro. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale, se si prende la paga mensile, è dunque di 666,66 euro (€ 8.000/12). In caso di contratti avviati in corso di mese, la soglia va riparametrata nella misura di 21,50 euro (€ 666,66/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. Anche in caso di lavoro part-time, il massimale va proporzionalmente ridotto.

Lo sgravo può essere cumulato con altre misure, se non espressamente escluso, “solo laddove sussista un residuo di contribuzione astrattamente sgravabile e nei limiti della medesima contribuzione dovuta”.

Quanto alle risorse disponibili (l’Inps autorizzerà la fruizione solo dopo aver accertato la capienza residua), sono di : 1,5 milioni di euro per l'anno 2024; 4 milioni per l'anno 2025; 3,8 milioni per l'anno 2026; 2,5 milioni per l'anno 2027; 0,7 milioni di euro per l'anno 2028.

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