MILANO – Sappiamo come l’apporto di lavoratori stranieri sia fondamentale per rispondere alla domanda delle imprese e con tutte le ricadute di sostenibilità sul nostro sistema economico. E allora è utile interrogarsi su quanto il nostro Paese sia tra le opzioni che considerano gli stranieri che vogliono spostarsi. Lo fa Indeed, il portale degli annunci, e la risposta è che l’interesse da fuori per noi è in crescita ma non ancora ai livelli antecedenti la pandemia.
Analizzando i flussi di click, Indeed dice che a luglio 2024, la percentuale di ricerche effettuate da parte di chi cercava lavoro da oltre confine per posizioni nell’Unione Europea era raddoppiata rispetto al minimo di aprile 2021, passando dall'1,5% al 3,1% del totale delle ricerche in poco più di 3 anni. In ripresa anche l’interesse per l’Italia, seppur come detto non si siano ancora raggiunti i livelli pre-covid. Le ricerche di lavoro provenienti da fuori confine sono passate dal 1,4% di novembre 2022 al 2,1% di luglio…
MILANO – Sappiamo come l’apporto di lavoratori stranieri sia fondamentale per rispondere alla domanda delle imprese e con tutte le ricadute di sostenibilità sul nostro sistema economico. E allora è utile interrogarsi su quanto il nostro Paese sia tra le opzioni che considerano gli stranieri che vogliono spostarsi. Lo fa Indeed, il portale degli annunci, e la risposta è che l’interesse da fuori per noi è in crescita ma non ancora ai livelli antecedenti la pandemia.
Analizzando i flussi di click, Indeed dice che a luglio 2024, la percentuale di ricerche effettuate da parte di chi cercava lavoro da oltre confine per posizioni nell’Unione Europea era raddoppiata rispetto al minimo di aprile 2021, passando dall'1,5% al 3,1% del totale delle ricerche in poco più di 3 anni. In ripresa anche l’interesse per l’Italia, seppur come detto non si siano ancora raggiunti i livelli pre-covid. Le ricerche di lavoro provenienti da fuori confine sono passate dal 1,4% di novembre 2022 al 2,1% di luglio 2024, un dato tuttavia inferiore al 2,5% registrato tra il 2017-2019 (la media è stata del 2,2% negli ultimi 12 mesi).
Cresce il Regno Unito nonostante Brexit, l’Australia e il Canada continuano a registrare importanti ricerche dall’estero (sebbene sotto i recenti picchi) ma è soprattutto verso i piccoli stati con economie aperte, diversificate e un elevato tenore di vita che si concentrano le più alte percentuali di ricerche dall’estero. Tra le mete più ambite, il Lussemburgo spicca in modo particolare, con il 77% di ricerche di lavoro provenienti da fuori confine. Una situazione che si deve al multilinguismo, alle opportunità professionali nel settore finanziario e all'elevato numero di lavoratori frontalieri. Dopo il Lussemburgo si trovano Oman e Kuwait. Anche la Svizzera rientra nella top 10 mondiale delle destinazioni più appetibili, con il 44% delle ricerche di lavoro effettuate dall'estero. Stabilità economica, stipendi elevati e un ambiente di lavoro stimolante in settori come finanza, farmaceutica e digitale la rendono una meta ambita. Inoltre, sistemi scolastici e sanitari efficienti, insieme a un'alta qualità della vita, rafforzano ulteriormente l’attrattiva.
I dati consentono anche di vedere su quali tipologie di lavori si concentri l’interesse da fuori. Quando rivolti verso l’Italia, il 39% dei click da fuori confine sono su posizioni afferenti alla fascia salariale più bassa e il 23% su posizioni afferenti alle fasce più alte. Le posizioni nella ristorazione - in molti casi afferenti alle fasce salariali più basse - hanno catalizzato oltre il 14% dei click dall'estero nel primo semestre del 2024, con un aumento di oltre cinque punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019. Il 17% di questi click proviene dal Regno Unito, principale paese di origine anche per i click nelle altre categorie in crescita (trasporto su strada, customer service, installazione e manutenzione, sicurezza e ordine pubblico).
Tra i principali paesi occidentali, Francia e Paesi Bassi spiccano con oltre il 35% dei click provenienti dall'estero per posizioni con salario di fascia alta, concentrati sul terzo superiore della distribuzione salariale (terzo terzile). Seguono gli Stati Uniti (30%) e il Canada (28%). In Spagna, invece, più della metà dei clic dall'estero si concentra sui lavori nella fascia salariale più bassa (primo terzile), mentre solo il 17% su posizioni afferenti a fasce salariali del terzo terzile.