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Opzione donna: le novità e le regole per il 2023

L'uscita anticipata per le donne esiste da molti anni. Le ultime norme hanno stretto molto i paletti: sale l'età per accedere. Lo sconto per chi ha figli e si trova nella situazione di caregiver, invalida o licenziata. Previsto il ricalcolo contributivo totale. Le regole e le simulazioni di smileconomy
2 minuti di lettura

Il canale di uscita anticipato per le donne esiste da molti anni, ma solo dal 2012 viene usato con frequenza, come dimostra il record del 2022 quando è stato scelto da 23.812 lavoratrici. Nella sua versione classica, in vigore fino al 2022, consentiva di andare in pensione con 35 anni di contributi a 58 anni per la lavoratrice dipendente o a 59 anni per l'autonoma. 

Come funziona la penalizzazione

Opzione Donna è l'unico anticipo pensionistico nel sistema previdenziale italiano a prevedere un ricalcolo dell'intero assegno con il metodo contributivo, in base ai contributi versati e non agli ultimi stipendi. Anche per le donne che hanno lavorato prima del 1996 o a cavallo e dunque nel sistema misto. Questo comporta una penalizzazione implicita fino a un terzo in meno della pensione anticipata.

Cosa cambia nel 2023

La prima legge di bilancio del governo Meloni ha però stravolto e penalizzato il meccanismo classico di Opzione Donna. Nel 2023…

Il canale di uscita anticipato per le donne esiste da molti anni, ma solo dal 2012 viene usato con frequenza, come dimostra il record del 2022 quando è stato scelto da 23.812 lavoratrici. Nella sua versione classica, in vigore fino al 2022, consentiva di andare in pensione con 35 anni di contributi a 58 anni per la lavoratrice dipendente o a 59 anni per l'autonoma. 

Come funziona la penalizzazione

Opzione Donna è l'unico anticipo pensionistico nel sistema previdenziale italiano a prevedere un ricalcolo dell'intero assegno con il metodo contributivo, in base ai contributi versati e non agli ultimi stipendi. Anche per le donne che hanno lavorato prima del 1996 o a cavallo e dunque nel sistema misto. Questo comporta una penalizzazione implicita fino a un terzo in meno della pensione anticipata.

Cosa cambia nel 2023

La prima legge di bilancio del governo Meloni ha però stravolto e penalizzato il meccanismo classico di Opzione Donna. Nel 2023 l'età sale a 60 anni sia per dipendenti che autonome (dai 58-59 degli anni passati) con 35 di contributi: requisiti da possedere entro il 31 dicembre del 2022. Si scende a 59 anni solo per le donne con un figlio e a 58 anni con due figli. Possono scegliere quest'Opzione solo le donne che si trovano in una di queste tre categorie:

  • caregiver - che assistono un coniuge o parente di primo grado convivente - da almeno 6 mesi,
  • invalide civili almeno al 74%,
  • licenziate o dipendenti di aziende in crisi con tavoli che risultino aperti presso il ministero delle Imprese al primo gennaio 2023 o dopo. In quest'ultimo caso possono uscire a 58 anni senza il vincolo dei figli. Ma la domanda di pensione deve essere inoltrata prima della chiusura del tavolo.

Quante finestre ci sono

Resta confermato il meccanismo della finestra mobile: la pensione arriva dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti (anagrafici e contributivi) per le lavoratrici dipendenti e dopo 18 mesi per le autonome. 

Quando si può fare domanda

Vale anche qui il principio della "cristallizzazione del diritto a pensione".  Una lavoratrice con 60 anni e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2022 può scegliere Opzione donna anche se - successivamente a quella data - gli viene riconosciuta una invalidità civile di almeno il 74%. Stessa cosa per una lavoratrice con 58 anni e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2022 il cui tavolo di crisi al ministero si apra nel 2024 o nel 2025.

Le simulazioni di smileconomy

Ecco i casi simulati nelle tabelle 7, spiegati da Andrea Carbone, economista e fondatore di @smileconomy:


Nelle simulazioni abbiamo ipotizzato la condizione "senza figli", quindi 60 anni di età compiuti entro il 31/12/2022.

Nella 7.1 si vede l'anticipo, in anni e mesi, rispetto alle normali regole: Quota 103 non è considerata.

Nella 7.2 e 7.3 il calo dell'assegno per lavoratrici dipendenti (quasi il 30% per chi anticipa di oltre 6 anni) ed autonome (fino al 35%).