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In pensione con le regole "normali": come funzionano vecchiaia e anticipata

I due canali ordinari disciplinati dalla riforma Fornero. Quello anagrafico prevede 20 anni di contributi e 67 anni di età. Chi ha alle spalle una carriera lunga può uscire con 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, a prescindere dall'età. Le simulazioni di smileconomy
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I due canali ordinari per il pensionamento del 2023 sono quelli disciplinati dalla riforma Fornero: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata (ex pensione di anzianità). Vediamo come funzionano.

Come funziona la pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è il canale scelto soprattutto dalle donne perché ha come requisito per l'accesso un numero contenuto di contributi versati. E le donne di solito hanno carriere discontinue, per via della maternità, della precarietà, del lavoro di cura. Lo svantaggio è però l'età di uscita più alta di tutti gli altri canali e soprattutto legata alla speranza di vita. Viene cioè aggiornata periodicamente, non è fissa nel tempo. Anzi si allunga.

Nel 2023 si va in pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età. Il requisito anagrafico resterà invariato fino al 31 dicembre 2024, per via della pandemia che ha aume…

I due canali ordinari per il pensionamento del 2023 sono quelli disciplinati dalla riforma Fornero: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata (ex pensione di anzianità). Vediamo come funzionano.

Come funziona la pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è il canale scelto soprattutto dalle donne perché ha come requisito per l'accesso un numero contenuto di contributi versati. E le donne di solito hanno carriere discontinue, per via della maternità, della precarietà, del lavoro di cura. Lo svantaggio è però l'età di uscita più alta di tutti gli altri canali e soprattutto legata alla speranza di vita. Viene cioè aggiornata periodicamente, non è fissa nel tempo. Anzi si allunga.

Nel 2023 si va in pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e 67 anni di età. Il requisito anagrafico resterà invariato fino al 31 dicembre 2024, per via della pandemia che ha aumentato la mortalità e resi nulli i due adeguamenti previsti per il primo gennaio 2021 e il primo gennaio 2023. Per raggiungere il requisito contributivo si valuta la contribuzione versata di qualsiasi tipo: da lavoro, riscatto, volontaria e figurativa.

Chi ha iniziato a lavorare prima del 31 gennaio 1995 e sceglie di andare in pensione di vecchiaia, riceve un assegno tutto calcolato con il sistema retributivo: più generoso del sistema misto o totalmente contributivo. La pensione viene calcolata prendendo come riferimento gli ultimi stipendi, non l'entità dei contributi effettivamente versati. Il sistema misto riguarda quanti si trovano a cavallo del 1996, con alcuni contributi versati prima e altri dopo. In questo caso - prevalente ormai nei pensionamenti attuali - la pensione ha un doppio binario di calcolo: retributivo e contributivo.

Come funziona la pensione anticipata

La pensione anticipata è il canale di solito scelto dagli uomini e più in generale da quanti hanno una carriera lunga e una professione non usurante né gravosa. Il requisito - bloccato fino al 2026 e poi adeguato alla speranza di vita - è pari a 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, a prescindere dall'età anagrafica. 

Le simulazioni di smileconomy

Ecco i casi simulati nelle tabelle 1 e 2, spiegati da Andrea Carbone, economista e fondatore di @smileconomy:

Nella tabella 1 c'è l'evoluzione dei requisiti dal 2023 al 2030.
 

Nella tabella 2 ci sono invece un po' di casi di lavoratori 50-55-60enni che hanno iniziato a lavorare entro il 1995.

Per loro si possono trovare:
- esempi di quando&quanto, coerenti con il simulatore La Tua Pensione;
- lo scenario "base" è quello prudenziale: bassa crescita dell'attesa di vita, quindi si va in pensione prima, con un assegno pensionistico più basso;
- lo scenario alternativo è quello dove si va in pensione più tardi (alta crescita dell'attesa di vita), quindi con un assegno percentualmente più alto (anche per un miglior scenario di crescita del Pil).