La pensione dei Millennials: le regole per chi ha versato i contributi dopo il 1996
di Valentina Conte , di Valentina ConteLe strade per la pensione di chi ha iniziato a lavorare e versare i contributi dal primo gennaio 1996 - tipicamente i Millennials - sono quattro. Vediamole.
Quali sono i requisiti e i vincoli per la pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia ha gli stessi requisiti generali - contributivi e anagrafici - validi per i lavoratori pre-1996: 20 anni di contributi versati e 67 anni di età, adeguati periodicamente all'aspettativa di vita. Ma la differenza nei due casi - e anche nei confronti del terzo caso: il sistema misto a cavallo del 1996 - è nel calcolo dell'assegno pensionistico, per la presenza di un vincolo importante.
Vediamo perché. Solo i "contributivi puri", ovvero i post-1996, per andare in pensione di vecchiaia devono soddisfare un requisito aggiuntivo: l'ammontare della pensione deve essere superiore di 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale pari per il 2023 a 503,27 euro. Niente pensione di vecchiaia, se quindi…
Le strade per la pensione di chi ha iniziato a lavorare e versare i contributi dal primo gennaio 1996 - tipicamente i Millennials - sono quattro. Vediamole.
Quali sono i requisiti e i vincoli per la pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia ha gli stessi requisiti generali - contributivi e anagrafici - validi per i lavoratori pre-1996: 20 anni di contributi versati e 67 anni di età, adeguati periodicamente all'aspettativa di vita. Ma la differenza nei due casi - e anche nei confronti del terzo caso: il sistema misto a cavallo del 1996 - è nel calcolo dell'assegno pensionistico, per la presenza di un vincolo importante.
Vediamo perché. Solo i "contributivi puri", ovvero i post-1996, per andare in pensione di vecchiaia devono soddisfare un requisito aggiuntivo: l'ammontare della pensione deve essere superiore di 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale pari per il 2023 a 503,27 euro. Niente pensione di vecchiaia, se quindi l'assegno previdenziale - calcolato in base all'entità dei contributi versati - non supera i 754,91 euro al mese.
Come funziona la pensione anticipata contributiva
Il lavoratore post-1996 può andare in pensione anche prima di arrivare ai 67 anni di vecchiaia. Sfruttando un altro canale di uscita che si chiama "pensione anticipata contributiva" e che consente l'uscita a 64 anni con almeno 20 di contributi. In questo caso l'accesso è consentito solo a patto di un ulteriore requisito molto stringente: la pensione deve essere di 2,8 volte superiore all'assegno sociale, ovvero 1.409,16 euro al mese nel 2023.
L'uscita a 71 anni con 5 anni di contributi
La terza opzione a disposizione dei Millennials è quella più dura: uscire a 71 anni. In questo caso, servono solo 5 anni di contributi versati (ma non valgono, ai fini del calcolo, i contributi figurativi), senza ulteriore requisito. L'età anagrafica si adegua però nel tempo all'aspettativa di vita. In base alle ultime proiezioni, la soglia resterà di 71 anni fino al 2026. E poi comincerà a crescere di qualche mese all'anno. Nel 2031-32 potrebbe essere a 71 anni e 8 mesi.
Possibile anche la pensione ancipata ordinaria
C'è infine una quarta strada per la pensione dei post-1996. Anche i "contributivi puri" possono andare in pensione anticipata, a prescindere dall'età anagrafica, con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (requisiti bloccati fino al 2026). Un traguardo che però - per generazioni caratterizzate da molta precarietà e buchi in carriera - sarà complicato raggiungere.
Le simulazioni di smileconomy
Ecco i casi simulati nelle tabelle 3 e 4, spiegati da Andrea Carbone, economista e fondatore di @smileconomy:
Nella tabella 3 c'è l'evoluzione dei requisiti dal 2023 al 2030:
Nella tabella 4 ci sono invece un po' di casi di lavoratori 20-30-40-50-55enni che hanno iniziato a lavorare dal 1996:
Per questi casi abbiamo considerato:
- esempi di quando&quanto, coerenti con il simulatore La Tua Pensione;
- lo scenario "base" è quello prudenziale: bassa crescita dell'attesa di vita, quindi si va in pensione prima, con un assegno pensionistico più basso;
- lo scenario alternativo è quello dove si va in pensione più tardi (alta crescita dell'attesa di vita e valore dell'assegno inferiore a 2.8 volte l'assegno sociale, ma superiore a 1.5), quindi con un assegno percentualmente più alto (anche per un miglior scenario di crescita del Pil).