Inps, arriva la domanda precompilata per la pensione di vecchiaia. Via alla sperimentazione
di Raffaele RicciardiMILANO – Si parte con una sperimentazione su 5mila pensionandi, ma l’obiettivo è estendere nel tempo la platea interessata alla nuova domanda di pensione di vecchiaia “precompilata” dell’Inps. E arrivare, da ultimo, a una liquidazione quanto più possibile automatizzata delle prestazioni.
Dopo il messaggio firmato dal dg dell’Istituto, Vincenzo Caridi, lo scorso 28 giugno, l’Istituto della previdenza ha ufficializzato il via a una semplificazione dell’accesso alle pensioni di vecchiaia, quelle che riguardano lavoratrici e lavoratori con 67 anni anagrafici e almeno 20 di contributi versati.
Come funziona la domanda precompilata
La sperimentazione rientra tra i passi per realizzare il cosiddetto “hub di accesso alle prestazioni pensionistiche” e fa parte degli obiettivi del Pnrr per la digitalizzazione della Pa, nell’ottica di rendere i servizi a cittadini e imprese più accessibili ed efficienti.
Il progetto si muove su un duplice binario. Per i pensionandi pi…
MILANO – Si parte con una sperimentazione su 5mila pensionandi, ma l’obiettivo è estendere nel tempo la platea interessata alla nuova domanda di pensione di vecchiaia “precompilata” dell’Inps. E arrivare, da ultimo, a una liquidazione quanto più possibile automatizzata delle prestazioni.
Dopo il messaggio firmato dal dg dell’Istituto, Vincenzo Caridi, lo scorso 28 giugno, l’Istituto della previdenza ha ufficializzato il via a una semplificazione dell’accesso alle pensioni di vecchiaia, quelle che riguardano lavoratrici e lavoratori con 67 anni anagrafici e almeno 20 di contributi versati.
Come funziona la domanda precompilata
La sperimentazione rientra tra i passi per realizzare il cosiddetto “hub di accesso alle prestazioni pensionistiche” e fa parte degli obiettivi del Pnrr per la digitalizzazione della Pa, nell’ottica di rendere i servizi a cittadini e imprese più accessibili ed efficienti.
Il progetto si muove su un duplice binario. Per i pensionandi più vicini all’età della vecchiaia (in particolare, chi ha almeno 66 anni e 9 mesi e anzianità contributiva sufficiente) è prevista una comunicazione “che invita l’assicurato ad accedere alla propria area personale per il completamento della domanda di pensione precompilata, resa già disponibile dall’Istituto”, spiega il messaggio.
L’avviso per chi è prossimo alla pensione
Ma l’obiettivo è anche accompagnare al momento dell’uscita del lavoro, per tempo. E infatti è prevista una seconda funzionalità dedicata a coloro che compiono 65 anni: a costoro “sarà inviata una comunicazione personalizzata contenente l’estratto conto e tutte le indicazioni per segnalare eventuali errori o incongruenze”. Un modo per prepararsi per tempo al momento di salutare i colleghi.
Lettera e QR code a 5mila persone
La sperimentazione parte con un campione di 5mila persone. Riceveranno sia una lettera cartacea che una notifica sull’app IO, oltre che nell’area personale MyINPS dell’Istituto (e, per chi ha registrato il proprio numero, un SMS).
Oltre alle indicazioni sul percorso da seguire, sulla lettera sarà presente anche un QR code che rimanderà direttamente alla domanda precompilata o all’estratto conto contributivo che fotografa la base di calcolo per la pensione.
Cosa cambia per i pensionandi
"Il carattere fondamentale di questa innovazione è che, oggi, un pensionando che volesse presentare domanda di vecchiaia deve recuperare quella giusta per la sua posizione, tra le varie che mette a disposizione l’istituto, a seconda che sia ad esempio un commerciante, un artigiano, un dipendente e via dicendo”, spiegano Daniele Russo, dirigente D.C. pensioni INPS, e Santina Niglio, dirigente responsabile area pensioni Direzione centrale tecnologia informatica e innovazione, che hanno curato il nuovo servizio. “Deve poi avere la certezza di sommare i 20 anni di contributi necessari, quindi può muoversi per la presentazione”.
Con il nuovo sistema, “l’Istituto esegue una pre-verifica di possesso dei requisiti e nel caso in cui il cittadino sia eligibile invia la lettera con il rimando alla domanda che – secondo l’avviso dell’Inps – interessa quel particolare utente”. Tra i dati precompilati disponibili ci sono ovviamente quelli anagrafici, “ma progressivamente saranno caricati tutti quelli in nostro possesso. Particolarmente significativi saranno, ad esempio, quelli reddituali perché possono segnalare il diritto a prestazioni aggiuntive”, spiegano ancora i responsabili del progetto.
Ecco perché i due dirigenti parlano anche di “un servizio che consente di far emergere diritti potenzialmente inespressi”. Insieme a una revisione della parte grafica e della semplicità di utilizzo, l’obiettivo dichiarato è diventare “più immediati e friendly”.
Il passo finale, ovvero la presentazione della domanda, è bene ricordare che spetta sempre e comunque all’interessato. L’Istituto, in questo senso, si propone di oliare il più possibile questo passaggio.
La scelta di partire da una platea ristretta “è necessaria per verificare il sistema su situazioni ‘più lineari’, in cui la storia lavorativa e contributiva consenta di rodare la precompilazione dei dati”. L’obiettivo è ampliare poi i soggetti coinvolti, così come le tipologie di prestazioni. “Senz’altro altre prestazioni di base, come l’anticipata, si prestano allo stesso ragionamento”, spiegano Russo e Niglio.
Per il futuro, un po’ come accade già per la precompilazione della reversibilità, è ipotizzabile che con la liquidazione automatica di una domanda precompilata, l’utente sia anche ‘tranquillo’ dal punto di vista di verifiche ex-post, ad esempio sul diritto a prestazioni aggiuntive. In un certo senso, quel che accade con gli accertamenti fiscali per la dichiarazione dei redditi precompilata.
Il cambiamento, che è solo alle prime mosse, è però d’interesse per tutta la filiera del mondo previdenziale. Oggi, nel giro di un anno, le domande di pensione presentate in autonomia sono già raddoppiate. Ma siamo ancora intorno al 15-16% del totale, spiegano i tecnici. Con la diffusione degli strumenti quali Spid e queste pre-compilate, però, è chiaro che i patronati saranno sempre più chiamati a un servizio di “consulenza” – anche alla luce della maggior frammentazione delle carriere, specchio dei tempi – che a una mera compilazione di scartoffie.