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Fondo pensione, ecco quanto si risparmia versando nella previdenza complementare

Folla in uno degli sportelli INPS a Napoli in una recente immagine d'archivio. .ANSA / CIRO FUSCO 

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I calcoli dei vantaggi fiscali che si possono spuntare grazie alla deducibilità dal reddito imponibile fino a 5.164 euro annui
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Si avvicina la fine dell’anno e, con essa, la possibilità di sottoscrivere o rafforzare la propria posizione in uno strumento di previdenza complementare, con la possibilità al contempo di beneficiare dei generosi benefici fiscali previsti dal legislatore relativamente alla dichiarazione Irpef relativa al 2024.

I risparmi in sede di dichiarazione dei redditi

Fondi pensione e strumenti di previdenza integrativa (Pip) godono della deducibilità dal reddito imponibile dei contributi versati fino a di 5.164 euro annui. In sostanza, se si versano 2 mila o 5 mila euro, queste somme vanno ad abbassare il reddito su cui si calcola l’Irpef. Di conseguenza, i benefici sono tanto più quanto maggiore è l’aliquota sull’imposta dei redditi.

Gli esempi di risparmio

Paola Ferra…

Si avvicina la fine dell’anno e, con essa, la possibilità di sottoscrivere o rafforzare la propria posizione in uno strumento di previdenza complementare, con la possibilità al contempo di beneficiare dei generosi benefici fiscali previsti dal legislatore relativamente alla dichiarazione Irpef relativa al 2024.

I risparmi in sede di dichiarazione dei redditi

Fondi pensione e strumenti di previdenza integrativa (Pip) godono della deducibilità dal reddito imponibile dei contributi versati fino a di 5.164 euro annui. In sostanza, se si versano 2 mila o 5 mila euro, queste somme vanno ad abbassare il reddito su cui si calcola l’Irpef. Di conseguenza, i benefici sono tanto più quanto maggiore è l’aliquota sull’imposta dei redditi.

Gli esempi di risparmio

Paola Ferrari, della società di consulenza indipendente Consultique, indica l’ammontare dei risparmi ottenibili in tre situazioni tipo.

  • Reddito superiore a 55.164,57 euro lordi annui: un lavoratore che versa il massimo deducibile di 5.164,57 euro può ottenere un risparmio fiscale pari a circa 2.220 euro, grazie a un'aliquota marginale del 43%.
  • Reddito compreso tra 33.164,57 e 50.000 euro lordi annui: il risparmio fiscale derivante dal versamento massimo ammonta a circa 1.807 euro, considerando un'aliquota marginale del 35%.
  • Reddito inferiore a 28.000 euro lordi annui: il risparmio fiscale, in questo caso, è pari a circa 1.187 euro, calcolato con un'aliquota marginale del 23%.

I benefici aggiuntivi

“È importante sapere che si possono portare in deduzione sia i contributi volontari versati dal lavoratore, sia i contributi datoriali”, sottolinea Ferrari. “Ricordiamo che solo i lavoratori che aderiscono ad un fondo di categoria e che versano oltre al Tfr, un contributo minimo volontario, beneficiano del contributo datoriale.

"Solitamente per quei lavoratori che hanno la possibilità di aderire ad un fondo di categoria, consigliamo quest’ultimo rispetto ai fondi pensione aperti o ai Pip, in quanto oltre alla contribuzione aggiuntiva del datore di lavoro, questi fondi essendo senza scopro di lucro, si caratterizzano per costi decisamente contenuti”, aggiunge.

Le differenze tra gli strumenti previdenziali

I Pip si differenziano dai fondi pensione perché hanno anche un contenuto assicurativo, con le coperture che variano da un caso all’altro. “Tendenzialmente questi strumenti risultano essere inefficienti perché gravati da alti costi, ma comunque anche loro consentono di ottenere gli stessi benefici in termini di deduzioni”, spiega Ferrari.

È possibile dedurre anche i versamenti effettuati a favore di un proprio familiare fiscalmente a carico, ma sempre nel limite di 5.164 euro all’anno. Inoltre, per i lavoratori assunti dopo il 1° gennaio 2007, qualora nei primi cinque anni di partecipazione a un fondo pensione non abbiamo sfruttato tutto il plafond di deducibilità di 5.164 euro, possono recuperare il plafond residuo nei 20 anni successivi, aumentando il limite di deducibilità annuo fino a 7.747 euro.

I limiti

La scelta della previdenza complementare può essere integrativa o anche solo alternativa rispetto alla scelta di lasciare il Tfr in azienda. Detto dei benefici fiscali della prima opzione, è pur vero che esistono dei punti deboli rispetto al Tfr.

“Al di là delle valutazioni sui rendimenti, va ricordato che l’investimento nella previdenza complementare è un investimento vincolante, quindi, al di là del beneficio fiscale, ogni cliente deve valutare attentamente se tale soluzione di investimento è adatta alle sue specifiche esigenze e alla sua situazione patrimoniale”, conclude Ferrari.

I benefici fiscali per fasce di reddito
Reddito lordo Versamento annuo

1.000 €

2.000 €

3.000 €

4.000 €

5.164 €

Fino a 28.000 €

230 €

460 €

690 €

920€

1.187,85 €

30.000 €

350 €

700 €

930 €

1.160 €

1.427,85 €

Da 33.164 € a 50.000 €

350 €

700 €

1.050€

1.400 €

1.807,60 €

52.000 €

430 €

860 €

1.210 €

1.560, €

1.967,60 €

Superiore a 55.164 €

430 €

860 €

1.290€

1.720 €

2.220,77 €

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