Comprare (e vendere) azioni e obbligazioni: come si fa?
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaComprare e vendere azioni è piuttosto semplice, anche se non sempre si riesce anche a guadagnare. Il risparmiatore di norma non può accedere direttamente ai mercati regolamentati - siano essi azionari oppure obbligazionari - se non attraverso una banca, una sim o comunque un broker abilitati a negoziare i titoli. Questo implica che stiamo parlando di titoli quotati: per le azioni e le obbligazioni non quotate ci si può rivolgere direttamente alla società emittente il titolo in questione, o direttamente ad altri azionisti che intendano vendere i titoli.
Il dossier titoli e le commissioni
Il caso più comune riguarda però i titoli quotati, obbligazionari e azionari. La strada tradizionale è quella di recarsi allo sportello e presentare il proprio ordine: se è la prima volta, sarà necessario aprire un dossier titoli. Ci sono commissioni di negoziazione pagate alla sim (in genere controllata dalla stessa banca) e altre spese,…
Comprare e vendere azioni è piuttosto semplice, anche se non sempre si riesce anche a guadagnare. Il risparmiatore di norma non può accedere direttamente ai mercati regolamentati - siano essi azionari oppure obbligazionari - se non attraverso una banca, una sim o comunque un broker abilitati a negoziare i titoli. Questo implica che stiamo parlando di titoli quotati: per le azioni e le obbligazioni non quotate ci si può rivolgere direttamente alla società emittente il titolo in questione, o direttamente ad altri azionisti che intendano vendere i titoli.
Il dossier titoli e le commissioni
Il caso più comune riguarda però i titoli quotati, obbligazionari e azionari. La strada tradizionale è quella di recarsi allo sportello e presentare il proprio ordine: se è la prima volta, sarà necessario aprire un dossier titoli. Ci sono commissioni di negoziazione pagate alla sim (in genere controllata dalla stessa banca) e altre spese, a volte in misura fissa per importi ridotti. Oltre alla quantità di titoli che si intende comprare (o vendere) è opportuno anche indicare il prezzo massimo cui si intende comprare (o quello minimo cui si è disposti a vendere). Se invece si inserisce un ordine "al meglio" si accetta di comprare o vendere alla prima offerta di segno contrario, che incrocia la propria richiesta come quantitativo, senza mettere vincoli di prezzo.
Il trading online
L'altra strada è quella del trading online, operando via Internet. Ormai praticamente tutte le banche mettono a disposizione dei correntisti l'home banking, una piattaforma di trading dove si inseriscono gli ordini di acquisto o vendita con le stesse caratteristiche degli ordini passati allo sportello (quantità immessa in negoziazione, prezzo minimo oppure ordini al meglio etc etc). Analoga anche la struttura dei costi, anche se in genere le commissioni sono molto più contenute.
In alternativa ci sono i broker specializzati sull'online (accertandosi bene prima di aprire un conto che siano soggetti autorizzati; dalla Consob per quanto riguarda l'Italia) che offrono spesso anche servizi accessori, demo dimostrative, un ampio ventaglio di prodotti su cui investire e grande velocità/immediatezza di esecuzione. La serietà dell'intermediario scelto in questo caso è fondamentale.
I titoli non quotati
Ci sono poi i titoli non quotati, ma che hanno propri circuiti alternativi alle Borse. O ancora, che sono quotati ma oltre ai mercati regolamentati (le Borse) sono scambiati anche su altri circuiti. In questo secondo caso si tratta dei cosiddetti "sistemi multilaterali di negoziazione (Mtf)", in genere riservati agli operatori professionali. Nel primo caso invece sono gli "internalizzatori sistematici": si tratta di banche e di altri intermediari abilitati al servizio di negoziazione di strumenti finanziari per conto proprio, in esecuzione degli ordini della clientiela (tipico il caso delle azioni delle banche popolari).
Titoli di Stato e Btp Italia
Tutto quello che riguarda le azioni vale anche per le obbligazioni (quasi per nulla frequentate però dal trading online). Ma se la norma è la necessità di passare per un intermediario per finalizzare un ordine, c'è almeno un'eccezione: quella dei Btp Italia. Tutti i titoli di Stato - e le obbligazioni quotate in Italia - vengono scambiati dopo l'emissione sui circuiti secondari del Mot - per gli investitori individuali - e dell'Mts (per gli operatori all'ingrosso) ma i Btp Italia, unici finora, vengono emessi dal Mef direttamente sul Mot. Dove i risparmiatori possono sottoscriverli direttamente, tramite home banking ma anche fisicamene allo sportello - senza l'intermediazione della sim. E senz pagare commissioni.