Investire nelle valute, le soluzioni migliori per non sbagliar mossa
di Luigi dell'Olio , di Luigi dell'OlioSecondo molti esperti, il rischio di commettere errori grossolani quando si fanno previsioni sugli andamenti delle valute è talmente alto, che sarebbe meglio rinunciarci. Questo non solo per la volatilità del quadro macroeconomico, ma anche perché sui cambi incidono - oltre ai fondamentali delle diverse aree economiche - anche le mosse delle banche centrali. Detto ciò, resta il fatto che in un'ottica di diversificazione di portafoglio può starci anche un’esposizione a valute diverse dalla propria, stando molto attenti alla componente di rischio.
La carta del risparmio gestito
Il modo più semplice per diversificare sotto il profilo valutario è acquistare asset denominati in una divisa differente, ad esempio un’azione, un bond, un fondo comune o un Etf ad esempio in dollari (il caso più comune, ma non l'unico possibile, si possono acquistare anche yen e franchi svizzeri, per esempio: qualsiasi moneta convertib…
Secondo molti esperti, il rischio di commettere errori grossolani quando si fanno previsioni sugli andamenti delle valute è talmente alto, che sarebbe meglio rinunciarci. Questo non solo per la volatilità del quadro macroeconomico, ma anche perché sui cambi incidono - oltre ai fondamentali delle diverse aree economiche - anche le mosse delle banche centrali. Detto ciò, resta il fatto che in un'ottica di diversificazione di portafoglio può starci anche un’esposizione a valute diverse dalla propria, stando molto attenti alla componente di rischio.
La carta del risparmio gestito
Il modo più semplice per diversificare sotto il profilo valutario è acquistare asset denominati in una divisa differente, ad esempio un’azione, un bond, un fondo comune o un Etf ad esempio in dollari (il caso più comune, ma non l'unico possibile, si possono acquistare anche yen e franchi svizzeri, per esempio: qualsiasi moneta convertibile va bene). Fondi ed Etf - che investono in una pluralità di sottostanti - tendenzialmente sono meno volatili rispetto all’acquisto di un unico asset. In tutti gli esempi citati, se la divisa statunitense si rafforza rispetto all’euro, il valore del portafoglio cresce, al netto delle oscillazioni che riguardano l’asset acquistato.
L’alternativa è di investire direttamente, comprando valute sul Forex (crasi delle parole “foreign” ed “exchange”, traducibile come “scambio estero”), che è il mercato finanziario - o meglio un circuito di scambio non centralizzato - più grande al mondo per valore delle transazioni. Una delle conseguenze della struttura di questo circuito è che i broker del Forex non sono intermediari puri, che si limitano a fornire un servizio di trading, bensì da controparte diretta dell’investitore. Questo significa che non basano il proprio guadagno sul flusso di commissioni, bensì sul flusso di clienti.
Sul Forex si può “scommettere” sia sul rialzo, sia sul ribasso di una valuta rispetto all’altra ed è possibile farlo a leva, con le performance che quindi amplificano al ribasso e al rialzo l’andamento tra valute. Queste caratteristiche evidenziano il grado di rischio elevato di operare sul Forex, al quale si accompagna il suggerimento di prestare attenzione alla piattaforma utilizzata, verificando che sia autorizzata in Italia.
Cosa influenza i valori
Detto delle difficoltà di fare previsioni affidabili, cosa influenza l’andamento di una valuta rispetto a un’altra? Ci sono tanti fattori e non sempre il risultato è la somma degli stessi. In primo luogo conta l’andamento degli indicatori macroeconomici come Pil, tasso di disoccupazione e vendite al dettaglio. Ma anche il tasso ufficiale di sconto più alto tende a favorire una valuta. Il tutto senza dimenticare che, al pari degli altri mercati finanziari, i valori si muovono sulle aspettative prima ancora che sui dati acquisiti.