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Dai buoni postali ai conti deposito: ecco le alternative ai Btp per investire

Il rialzo dei tassi da parte della Bce ha riportato l'appeal sui titoli di Stato italiani, ma - quanto meno in ottica di diversificazione - è opportuno prendere in considerazione le altre soluzioni
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Il successo riscontrato dall'ultima emissione di Btp Italia, con le sottoscrizioni che hanno sfiorato i 9 miliardi per la sola parte retail, sono una conferma del ritrovato appeal da parte dei titoli di Stato, in particolare per le soluzioni pensate appositamente per la clientela dei risparmiatori individuali. Un filone che il Tesoro punta a cavalcare per ridurre la dipendenza dagli investitori esteri, con il nuovo Btp Valore appena annunciato, che andrà in collocamento dal 5 al 9 giugno prossimi.

La carta della diversificazione, strada obbligata di ogni pianificazione

In attesa di conoscere i dettagli del prodotto in rampa di lancio, il risparmiatore/piccolo investitore è chiamato a guardarsi intorno sia per cercare soluzioni eventualmente più interessanti, sia nella consapevolezza che la diversificazione è il pilastro di ogni investimento, in quanto consente di ridurre i rischi, puntando a generare un rendimento più stabile nel tempo. Di cert…

Il successo riscontrato dall'ultima emissione di Btp Italia, con le sottoscrizioni che hanno sfiorato i 9 miliardi per la sola parte retail, sono una conferma del ritrovato appeal da parte dei titoli di Stato, in particolare per le soluzioni pensate appositamente per la clientela dei risparmiatori individuali. Un filone che il Tesoro punta a cavalcare per ridurre la dipendenza dagli investitori esteri, con il nuovo Btp Valore appena annunciato, che andrà in collocamento dal 5 al 9 giugno prossimi.

La carta della diversificazione, strada obbligata di ogni pianificazione

In attesa di conoscere i dettagli del prodotto in rampa di lancio, il risparmiatore/piccolo investitore è chiamato a guardarsi intorno sia per cercare soluzioni eventualmente più interessanti, sia nella consapevolezza che la diversificazione è il pilastro di ogni investimento, in quanto consente di ridurre i rischi, puntando a generare un rendimento più stabile nel tempo. Di certo c'è che mantenere i soldi fermi in conto corrente comporta una perdita sicura, considerato che l'inflazione resta su livelli elevati e ad aprile ha invertito il trend in discesa che durava da un semestre, arrivando all'8,3% annuo, dal 7,6% di marzo.

Btp triennale vicino al 3% netto

L'ufficio studi di IoInvesto Scf ha effettuato in esclusiva per Repubblica un confronto tra i rendimenti a tre anni di buoni fruttiferi postali (si tratta della durata minima per questi prodotti), conti deposito e buoni del Tesoro pluriennali, in modo da restringere l'analisi alle soluzioni d'investimento a basso rischio. Questi ultimi offrono un rendimento annuo lordo di circa il 3,3%, con una tassazione al 12,5% sulla rendita, che porta il guadagno netto al 2,89%. "L'unico rischio dei Btp è legato all'eventuale insolvenza dell'emittente", segnala Danilo Zanni, amministratore delegato della società di consulenza. Un'ipotesi attualmente molto remota. L'altro pericolo - se si vende prima della scadenza - è che il prezzo di mercato sia inferiore a quello di sottoscrizione, comportando in questo modo una perdita in conto capitale.

Conti deposito e buoni fruttiferi a confronto

Il conto deposito è un prodotto che punta a gestire le risorse finanziarie che eccedono la normale gestione economica personale. Rispetto al conto corrente, ha un'operatività limitata (ad esempio non sono ammessi i fidi, dato che il prelievo non può eccedere la somma depositato), a fronte di un rendimento superiore. Esistono conti deposito vincolati e non, con i primi che offrono somme maggiori, ma a patto di non prelevare il denaro fino alla scadenza. Nel caso dei conti deposito vincolati fino a 36 mesi oggi si arriva al 5% lordo annuo, mentre per quelli non vincolati si scende al 3,25%. Su questi strumenti si applica l'aliquota sul capital gain del 26%, per cui il rendimento netto è rispettivamente del 3,3% e del 2,4%, in entrambi i casi inferiore al Btp di egual durata.

Quanto alle tutele per l'investitore, i conti deposito sono garantiti fino a 100 mila euro per depositante, quindi il denaro non va perso se la banca finisce gambe all'aria. Anche se il rimborso potrebbe richiedere qualche mese.

Quanto ai buoni fruttiferi postali, sono soluzioni d'investimento emesse da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato italiano. "Considerando la scadenza a tre anni, è possibile ottenere un rendimento annuo lordo del 1,50% con una tassazione al 12,50% sulla rendita, che porta il rendimento netto all'1,31%", aggiunge Zanni. La garanzia è la stessa dei buoni pluriennali del Tesoro, ma a fronte di rendimenti inferiori. "Il Btp è dunque lo strumento migliore tra quelli esaminati, fermo restando l'importanza della diversificazione", conclude l'esperto.

Come acquistare i titoli di Stato e quanti

Detto della ritrovata convenienza dei titoli di Stato, come acquistarli? Ci sono due strade: in sede di asta al momento dell'emissione (senza costi per la transazione) o successivamente al prezzo di mercato. In entrambi i casi si può procedere inviando l'ordine tramite il proprio broker online o rivolgendosi allo sportello bancario; sul secondario si può anche utilizzare il proprio home banking. Anche se, come ricorda Stefano Sanna, partner della società di consulenza indipendente NoRisk, "spesso banche e assicurazioni propongono ai clienti la sottoscrizione di prodotti all'apparenza altrettanto 'sicuri', come gestioni separate o conti deposito", in quanto rendono maggiormente. Quanto alle prime, sono soluzioni d'investimento assicurative, caratterizzate dal fondo il cui patrimonio è separato da quello della compagnia, in modo che le somme investite non siano soggette a eventuali problemi societari. "Occhio, però: le recenti vicende di Eurovita hanno evidenziato come, sotto un prodotto apparentemente semplice e sicuro come le polizze assicurative, talvolta si nascondano delle insidie", sottolinea Sanna. "Queste possono riguardare gli asset detenuti in portafoglio, che in questo caso erano più rischiosi di quanto avrebbero dovuto essere, o le conseguenze di un improvviso aumento di richieste di riscatto".

Piuttosto, in ottica di diversificazione, la sua indicazione è di puntare su titoli sovrani di altri Paesi Europei o degli enti sovranazionali, come ad esempio la Banca Europea degli Investimenti. "All'interno di un portafoglio a rischio medio adeguatamente diversificato, è ragionevole che i nostri titoli di Stato rappresentino intorno al 15% del totale. Includendo le scadenze più a breve per l'impiego della liquidità, mentre per l'esposizione su scadenze più lunghe è consigliabile ricercare una maggiore diversificazione fra gli emittenti", conclude Sanna.