Economia

Risparmio, come "liberarsi" dalla propria banca senza costi aggiuntivi

Risparmio, come "liberarsi" dalla propria banca senza costi aggiuntivi
Rinegoziare le condizioni del proprio conto corrente è sempre possibile e, se si è insoddisfatti, è meglio cambiare. Anche se non sempre è facile in presenza di altri rapporti con l’istituto. Ecco come muoversi
3 minuti di lettura

"Vorrei...sapere se sono libera di chiudere un conto corrente con un istituto bancario ...con il quale ho da molti anni un portafoglio di titoli. Le spese di gestione del conto sono insostenibili (circa 12 euro al mese) e inoltre vengo tempestata via e-mail da continue "proposte di modifica unilaterale di contratto" (tra il 2021 e oggi ne avrò ricevute un po' meno di una trentina). Arriva una notifica via e-mail, nella quale è presente il link per accedere all'area riservata della banca, all'interno della quale si trova il documento di modifica del contratto. Una volta entrata, apro il pdf e scopro che fa solo riferimento ogni volta a un articolo o a un comma di un contratto, magari stipulato anni prima, che molto probabilmente è già stato modificato a seguito delle modifiche unilaterali (?) che sono pervenute nei mesi".

Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto numerose e-mail di questo tipo, tutte accomunate dall'insoddisfazione dei lettori verso la propria banca. A maggior ragione perché, dopo aver subito a più riprese rincari del servizio, si aspettavano un ritorno al rendimento ora che i tassi ufficiali sono risaliti e invece questo non è avvenuto. Quindi a beneficiare della situazione sono solo le banche, che hanno alzato i tassi sui prestiti concessi, mantenendo fermi quelli corrisposti ai depositanti.

Clienti storici penalizzati, è l'ora di contrattare

"In banca avviene un po' come con i gestori telefonici. Quasi mai ci viene proposta una riduzione del canone anche se siamo clienti affezionati. Anzi, spesso sono i nuovi clienti a ottenere le condizioni migliori", racconta Marco Cini di SoldiExpert, società di consulenza indipendente. Ma non dovrebbe essere esattamente il contrario? Il cliente affezionato non dovrebbe essere coccolato? "Purtroppo questo non accade, per ottenere condizioni migliori, non resta che 'minacciare' di cambiare banca".

A questo proposito va ricordato che la portabilità è gratuita per legge. Occorre rivolgersi al nuovo istituto prescelto e comunicare la decisione, dopo di che la "vecchia" banca avrà dodici giorni di tempo per chiudere il conto. "Se quest'ultima sfora il termine, il consumatore ha diritto a un indennizzo automatico di 40 euro, più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo, commisurata alle somme presenti sul vecchio conto", sottolinea Cini.

Quando le cose si complicano e come risolverle

Tuttavia, se il rapporto con il vecchio istituto non si limita al conto corrente, ma comprende anche il conto titoli (relativo agli investimenti), le cose si complicano, dato che entrano in gioco terze parti e vengono meno i vincoli temporali stabiliti per legge. "Anche nel caso di operazioni per le quali c'è una previsione contrattuale dei tempi occorrenti per l'adempimento, la banca spesso declina la propria responsabilità in relazione a una serie di impedimenti di vario tipo che non dipendono dalla propria volontà, né da quella dell'altra banca coinvolta", racconta l'esperto.

Per evitare resistenze immotivate, è bene sapere che il trasferimento di titoli quotati (come azioni, Etf, obbligazioni e certificati) è un'operazione che generalmente richiede pochi giorni, mentre le tempistiche potrebbero essere più lunghe per fondi d'investimento, in quanto non sempre la nuova banca ha la possibilità di riceverli in portafoglio. "Invece le polizze d'investimento non si possono trasferire verso un altro dossier titoli", racconta Cini. Secondo il quale, per evitare di restare bloccati con il cambio banca, solitamente è meglio liquidare le posizioni che restano bloccate. "A volte passano anche dei mesi e magari in questo periodo c'è un crollo dei mercati finanziari, che penalizza pesantemente il patrimonio".

Il costo del trasferimento e cosa succede ai rendimenti

Quanto costa trasferire il dossier titoli da una banca all'altra? Se l'operazione avviene intermediari italiani la normativa dice che "il trasferimento, su richiesta del consumatore, di strumenti finanziari da un conto di deposito titoli ad un altro, con o senza la chiusura del conto di deposito titoli di origine, è effettuato senza oneri e spese per il consumatore".

E cosa succede ai titoli in guadagno o in perdita che vengono trasferiti?

"Se si richiede il trasferimento completo del dossier titoli, non si paga alcuna tassazione poiché nel trasferimento verranno trasferiti anche i prezzi di carico fiscali effettivi", spiega il consulente di SoldiExpert. Che fa un esempio per rendere meglio il concetto. "Il risparmiatore ha in portafoglio solo il titolo Tizio in guadagno del 10% e richiede il trasferimento del titolo. Nella nuova banca alla fine del trasferimento vedrà il titolo con lo stesso prezzo di carico fiscale e lo stesso controvalore al lordo della tassazione. Però, per richiedere il trasferimento del dossier titoli senza pagare alcuna tassazione sul capital gain, è necessario che l'intestatario (o intestatari) dei due conti corrente (in ingresso e in uscita) siano i medesimi".

Come compensare le minusvalenze accumulate negli anni

Se invece sono state maturate minusvalenze, che per legge si possono compensare entro quattro anni? Se un investitore ha un dossier titoli con minusvalenze accumulate nel cassetto fiscale, può trasferire anch'esse nella posizione presso la nuova banca. "Per ottenere questo è fondamentale chiudere completamente il dossier titoli (non per forza il conto corrente). Completata l'operazione, la vecchia banca rilascia la certificazione delle minusvalenze pregresse. Questo documento dovrà essere consegnato in originale alla nuova banca ricevente. Il trasferimento delle minusvalenze può richiedere fino a un mese", conclude Cini.