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Mutui, a Catanzaro i costi più alti. A Bologna si risparmiano 200 euro

(ansa)
L’analisi della Fabi sugli interessi applicati dalle banche nel caso di un finanziamento fisso da 150mila a 20 anni: divario Nord-Sud
2 minuti di lettura

Sui mutui degli italiani c’è uno spread. E non si parla solo di quel costo che la banca aggiunge, tipicamente in un contratto variabile, al tasso di riferimento. Ma di una differenza delle condizioni applicate a seconda che ci si trovi a Catanzaro (dove ci sono le peggiori) o a Bologna. 

A mettere in fila il diverso costo di finanziamento per comprare casa è un’analisi della Fabi, il sindacato autonomo dei bancari. Che rileva per l’appunto come sia “Catanzaro, fra i principali capoluoghi di regione italiani, la città dove i mutui per comprare casa costano di più: per un finanziamento da 150.000 euro della durata di 25 anni, si paga una rata mensile di 1.000 euro, ben 200 euro in più rispetto agli 800 euro che si pagano a Bologna” che si prende la palma di città meno costosa per aprire un mutuo. 

Sui mutui degli italiani c’è uno spread. E non si parla solo di quel costo che la banca aggiunge, tipicamente in un contratto variabile, al tasso di riferimento. Ma di una differenza delle condizioni applicate a seconda che ci si trovi a Catanzaro (dove ci sono le peggiori) o a Bologna. 

A mettere in fila il diverso costo di finanziamento per comprare casa è un’analisi della Fabi, il sindacato autonomo dei bancari. Che rileva per l’appunto come sia “Catanzaro, fra i principali capoluoghi di regione italiani, la città dove i mutui per comprare casa costano di più: per un finanziamento da 150.000 euro della durata di 25 anni, si paga una rata mensile di 1.000 euro, ben 200 euro in più rispetto agli 800 euro che si pagano a Bologna” che si prende la palma di città meno costosa per aprire un mutuo. 

La ragione sta nel fatto che le banche calcolano il ‘rischio’ che corrono nel dare denaro a una famiglia. Più i contratti di lavoro sono incerti, più il rapporto tra rata e reddito è tirato, peggiore è la storia passata di debitori, più è alto il tasso praticato. Perché le banche giudicano più rischioso accendere quel finanziamento, ovvero un po’ più alta la possibilità che i soldi non tornino indietro come da accordi.

Le regioni con i mutui più cari

Ecco infatti che – rileva la Fabi – “il tasso d’interesse medio praticato dalle banche in Calabria è pari al 6,23%, a un passo dal 6,25% del Molise, che detiene il record in Italia, mentre in Emilia-Romagna gli interessi applicati ai prestiti immobiliari sono del 4,03%, i più bassi in Italia. Oltre al Molise, il tasso medio sui nuovi mutui, rilevato a giugno scorso sulla base delle statistiche della Banca d’Italia, è superiore al 6% anche in altre tre regioni: Calabria (6,23%), Sicilia (6,14%) e Campania (6,02%)”. Dall’altra parte ci sono invece sei regioni con il tasso d’interesse medio sui prestiti immobiliari inferiore al 5%: Piemonte (4,68%), Valle d’Aosta (4,55%), Friuli-Venezia Giulia (4,50%), Lombardia (4,48%), Lazio (4,24%) ed Emilia-Romagna (4.03%). Altre 10 regioni, poi, si posizionano nella forchetta tra il 5% e il 6%: Puglia (5,91%), Basilicata (5,87%), Abruzzo (5,65%), Sardegna (5,61%), Liguria (5,57%), Umbria (5,50%), Veneto (5,33%), Toscana (5,21%), Marche (5,20%), Trentino-Alto Adige (5,09%).

La situazione nelle città

Detto delle regioni, fra le altre grandi città (sempre in ipotesi di mutuo da 150.000 euro a 25 anni), a Milano la rata mensile è di 841 euro, a Roma di 821 euro, a Napoli di 980 euro, a Torino di 859 euro, a Firenze di 906 euro.

La Fabi precisa che i dati si riferiscono a mutui fissi, che oggi sono più convenienti dei variabili: “Ciò perché il mercato ritiene che il livello del costo del denaro sia vicino al picco e, pertanto, ipotizza una discesa nel breve periodo, ovvero due o tre anni, sia del tasso di riferimento sia del livello dell’inflazione.  Consequenzialmente, si ipotizza una discesa anche per quanto riguarda gli interessi su mutui e prestiti, ragion per cui il tasso variabile potrebbe essere meno vantaggioso, in prospettiva, per la banca che eroga un finanziamento”. 

Il segretario generale Lando Sileoni, commentando i dati, ha ricordato come “pesano” in questa divaricazione territoriale “i fattori di rischio presi in considerazione dagli istituti di credito nel momento in cui devono calcolare le condizioni per ciascun contratto di prestito, che possono variare sulla base dei territori. Nel Mezzogiorno, in linea di massima, i tassi sono più alti. Perché nelle regioni meridionali del Paese le economie sono più deboli, ci sono più fallimenti di imprese, l’occupazione è meno stabile e vi sono più famiglie in difficoltà con le scadenze dei pagamenti. Per tutte queste ragioni un mutuo per comprare casa è molto più caro al Sud rispetto al resto d’Italia”. 

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