Risparmi, adesso il conto deposito può battere l’inflazione
di Luigi dell'OlioCambiano le soglie, sul mercato arrivano nuovi strumenti, ma il benchmark degli investimenti resta sempre lo stesso: l’inflazione. Riuscire a ottenere rendimenti quanto meno paragonabili a quelli del carovita significa preservare il valore reale dei risparmi accumulati negli anni o frutto di donazioni o eredità e per questo si tratta della priorità di ogni investitore che non insegua il sogno dei guadagni facili.
Momento storico unico
Se l’inflazione, dopo essersi attestata al 5,3% a settembre, proseguirà nel suo trend discendente anche nei mesi a venire, potrebbe bastare investire in una soluzione a basso rischio per preservare il capitale. Oggi i BTp con scadenza quinquennale rendono all’incirca il 4,2% lordo annuo (3,67% netto, considerando l’aliquota agevolata sui guadagni del 12,5%) e quelli decennali il 4,8% (4,2% netto).
L’alternativa a basso rischio
Ma gli strumenti che hanno registrato i maggiori rialzi recenti sono i conti deposito, che per l’apertura necessitano solo di un …
Cambiano le soglie, sul mercato arrivano nuovi strumenti, ma il benchmark degli investimenti resta sempre lo stesso: l’inflazione. Riuscire a ottenere rendimenti quanto meno paragonabili a quelli del carovita significa preservare il valore reale dei risparmi accumulati negli anni o frutto di donazioni o eredità e per questo si tratta della priorità di ogni investitore che non insegua il sogno dei guadagni facili.
Momento storico unico
Se l’inflazione, dopo essersi attestata al 5,3% a settembre, proseguirà nel suo trend discendente anche nei mesi a venire, potrebbe bastare investire in una soluzione a basso rischio per preservare il capitale. Oggi i BTp con scadenza quinquennale rendono all’incirca il 4,2% lordo annuo (3,67% netto, considerando l’aliquota agevolata sui guadagni del 12,5%) e quelli decennali il 4,8% (4,2% netto).
L’alternativa a basso rischio
Ma gli strumenti che hanno registrato i maggiori rialzi recenti sono i conti deposito, che per l’apertura necessitano solo di un conto corrente di appoggio e rispetto a quest’ultimo offrono una operatività limitata, ma a fronte di rendimenti più elevati.
Secondo quanto riportato dall’ultimo Bollettino mensile dell’Abi, il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita a settembre è stato in media del 3,57% rispetto allo 0,29% di giugno 2022, cioè alla vigilia del primo rialzo dei tassi da parte della Bce. Mossa alla quale sono seguiti altri nove rialzi nell’arco di 16 mesi, a segnare un record assoluto da quando esiste la moneta unica.
I conti deposito sono investimenti a basso rischio, in quanto – in caso di eventuali problemi in capo alla banca depositante – c’è la garanzia del Fondo di tutela dei depositi, fino a 100 mila euro.
Caccia alle offerte
Queste sono le medie, perché se invece si vanno a vedere le singole offerte o si compila il form presente su uno dei comparatori online, si scopre che in alcuni casi si arriva a circa il 5% annuo per le scadenze fino a 24 mesi e al 5,75% da 36 mesi in su. Su questi strumenti il prelievo fiscale è del 26% (come per azioni e bond societarie), ma anche al netto le somme sono tutt’altro che trascurabili, rispettivamente il 3,7% e il 4,26%.
A questo proposito va ricordato che le condizioni migliori spesso vengono proposte solo ai nuovi depositanti o alle somme aggiuntive rispetto a quelle investite nel passato e anche che i conti deposito più remunerativi sono quelli vincolati, che presentano una serie di penali in caso di riscatto anticipato.
Come sempre nel campo degli investimenti, le risposte arrivano solo alla fine, per cui occorrerebbe attendere la fine dell’investimento per capire se destinare una quota del proprio portafoglio a un conto deposito permetterà o meno di tutelare il patrimonio dell’erosione dell’inflazione. Intanto c’è da dire che raramente in passato queste soluzioni erano state così competitive.