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Universitari indietro nelle conoscenze finanziarie. E le donne si percepiscono peggio di quel che sono

(fotogramma)
Una indagine sugli studenti dimostra una preoccupante diffusione dell’analfabetismo finanziario, anche tra chi frequenta corsi economici. La differenza di genere accentua il ritardo
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ROMA – L’analfabetismo finanziario è diffuso perfino tra gli universitari che scelgono di studiare economia e mostra sfaccettature interessanti, oltre che preoccupanti, se lo si analizza con riguardo al genere degli intervistati. L’ignoranza degli italiani, quando si tratta di calcolare tassi di interesse e rischi di investimento, già assodata da numerose ricerche, è confermata da una indagine statistica sulle conoscenze e le scelte finanziarie degli studenti universitari che è stata presentata venerdì a Perugia al workshop “Conoscenze finanziarie, scelte d’investimento e vulnerabilità economica”, organizzato in occasione del mese dell’educazione finanziaria.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato insieme ai docenti dell’ateneo umbro esperti della Banca d’Italia, è stato appunto presentato il lavoro “Indagine statistica sulle conoscenze e le scelte finanziarie degli studenti universitari 2022”, realizzato da David Aristei, Manuela Gallo e Loris Nadotti, nel quale si è approfon…

ROMA – L’analfabetismo finanziario è diffuso perfino tra gli universitari che scelgono di studiare economia e mostra sfaccettature interessanti, oltre che preoccupanti, se lo si analizza con riguardo al genere degli intervistati. L’ignoranza degli italiani, quando si tratta di calcolare tassi di interesse e rischi di investimento, già assodata da numerose ricerche, è confermata da una indagine statistica sulle conoscenze e le scelte finanziarie degli studenti universitari che è stata presentata venerdì a Perugia al workshop “Conoscenze finanziarie, scelte d’investimento e vulnerabilità economica”, organizzato in occasione del mese dell’educazione finanziaria.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato insieme ai docenti dell’ateneo umbro esperti della Banca d’Italia, è stato appunto presentato il lavoro “Indagine statistica sulle conoscenze e le scelte finanziarie degli studenti universitari 2022”, realizzato da David Aristei, Manuela Gallo e Loris Nadotti, nel quale si è approfondito anche l’aspetto del divario di genere. Spiega infatti Manuela Gallo, associata di Economia degli Intermediari Finanziari a Perugia che “si è cercato di percepire anche la differenza di atteggiamento nei confronti del rischio di investimento, mettendola in relazione al grado di conoscenze finanziarie dimostrato e all’appartenenza al genere maschile o femminile”. L’aspetto più sconcertante dei risultati è che, a parità di conoscenze, le donne si considerano meno competenti. Questa sottovalutazione ha implicazioni sociali enormi, se si considera quanto le conoscenze finanziarie di base siano indispensabili per gestire una trattativa per la retribuzione o per un divorzio, acquistare un mutuo, o gestire i propri risparmi.

Le metodologia

La conoscenza di concetti finanziari di base è stata misurata con 10 domande che riprendono quelle dell’indagine “Alfabetizzazione finanziaria degli adulti in Italia” condotta dalla Banca d’Italia. In particolare, sette domande erano relative a potere d'acquisto, costo di un prestito, tasso di interesse semplice, tasso di interesse composto, relazione rischio-rendimento, inflazione, diversificazione del rischio. Tre domande aggiuntive riguardavano poi interessi pagati su un mutuo e lettura e comprensione di un grafico riferito al rendimento di tre differenti investimenti.

Tutte le domande prevedevano una sola risposta corretta e ammettevano l’opzione “Non so”. Nell’indagine è stata anche richiesta agli studenti una autovalutazione delle proprie conoscenze finanziarie, su una scala da 1 (“Molto basse”) a 10 (“Molto alte”).

I punti forti

Gli studenti dimostrano di conoscere piuttosto bene concetti come l’inflazione, la relazione diretta tra rischio e rendimento di un investimento, il costo di un prestito, ma mostrano lacune su concetti che richiedono l’applicazione di regole elementari di matematica finanziaria come l’interesse semplice o composto. “Va sottolineato però che il questionario è stato sottoposto a un campione già selezionato – osserva Gallo - Anche se alcuni non hanno ancora seguito lezioni e non hanno formazione specifica, si tratta di studenti universitari che hanno scelto un corso di studi di economia. La realtà della popolazione italiana di pari età è molto diversa, e rappresenta un problema sociale tra i giovani”.

Quali concetti finanziari di base dichiarano di conoscere gli studenti?

La sopravvalutazione delle conoscenze

Gli studenti hanno le idee confuse. E in più una percentuale considerevole non è consapevole delle sue lacune. “L’indagine - sottolineano gli autori – dimostra la diffusione del fenomeno della cosiddetta overconfidence, la sopravvalutazione delle proprie conoscenze finanziarie. Il 92% degli intervistati dichiara di conoscere cos’è l’inflazione, ma quasi il 22% di essi sbaglia nel calcolarne gli effetti. Il 46% dichiara di conoscere il concetto di “interesse composto” ma non sa applicarlo in concreto, così come per la diversificazione del rischio, dichiara di conoscerne gli effetti oltre il 48%, ma sbaglia il test di verifica nel 23% dei casi”.

Così, guardando ai risultati generali, il 35,9% degli intervistati si ritiene competente e dimostra di esserlo rispondendo correttamente alle domande proposte, il 24% si ritiene competente ma sopravvaluta le proprie conoscenze, perché sbaglia nelle risposte. “Esiste poi anche una quota significativa (17,5%) di intervistati che sottovaluta il proprio livello di conoscenze finanziarie perché, pur ritenendosi poco competente, fornisce risposte corrette alle domande del test – si legge nell’indagine -. I cosiddetti ‘naive’ costituiscono invece la parte del campione riferita a coloro i quali si dichiarano poco o per nulla competenti ed effettivamente sbagliano le risposte al test”.

I “non so” degli studenti

La sopravvalutazione delle proprie conoscenze in campo finanziario è un aspetto negativo, è stato sottolineato nel workshop di Perugia, perché induce a comportamenti eccessivamente orientati alla assunzione di rischi in maniera non consapevole ed espone gli interessati ad altrettanti rischi di perdite economiche consistenti. Ma anche “sapere di non sapere” non è una buona cosa in ambito finanziario, perché “la sottovalutazione delle proprie conoscenze in campo finanziario allontana da prospettive di guadagno che anche investimenti a rischio limitato potrebbero portare”.

Il divario di genere in ambito finanziario

“Dai dati la differenza di genere in tema di conoscenze finanziarie è particolarmente evidente – dice Gallo - sia per quanto concerne la percentuale di risposte esatte alle domande del test, sia per quanto concerne la percentuale delle donne che non si ritengono in condizione di rispondere ai quesiti proposti. La differenza con i maschi è particolarmente evidente quando si tratta di applicare calcoli elementari di interessi o di concetti base per la gestione finanziaria domestica, come costo di un mutuo o diversificazione degli investimenti”.

Quante risposte corrette danno uomini e donne (in %)?

Tuttavia, anche quando le donne hanno delle conoscenze finanziarie non si ritengono adatte ad applicarle: “La percezione delle proprie conoscenze è assai sottostimata dalle donne – dice Gallo – Nelle loro risposte al test il fenomeno dell’underconfidence è particolarmente evidente. Tuttavia, già al terzo anno di studi si nota la riduzione della differenza nelle conoscenze tra donne e uomini”.

Cosa influenza le conoscenze finanziarie

L’indagine ha valutato quali aspetti influiscono in senso positivo e negativo sul livello di conoscenze finanziarie negli studenti.

Gli aspetti che influiscono in senso negativo sul livello di conoscenze finanziarie, secondo i dati del campione, sono:

  • l’appartenenza al genere femminile;
  • la non regolarità nello svolgimento del proprio percorso di studi universitari;
  • la provenienza da un nucleo familiare numeroso;
  • l’abitazione familiare non gravata da mutui ipotecari.

Influiscono invece sulle conoscenze finanziarie di base in senso positivo:

  • il maggior livello di reddito del nucleo familiare di provenienza;
  • la disponibilità di risorse economiche proprie da parte dello studente;
  • il voto più alto riportato alla maturità;
  • il fatto di essere iscritti al terzo anno di università (il questionario è stato somministrato a studenti del primo e del terzo anno di corso);
  • la provenienza dal liceo scientifico o dall’istituto tecnico commerciale;
  • il maggiore utilizzo di internet;
  • il fatto che in famiglia almeno un genitore sia laureato.
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