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Poste alza i rendimenti dei buoni fruttiferi: così lancia la sfida a conti deposito e BTp

Si arriva ora fino al 6%. Le simulazioni e il raffronto con altri prodotti
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Poste italiane lancia un guanto di sfida a conti deposito e titoli di Stato a lunga scadenza. La spa a maggioranza pubblica ha infatti alzato i rendimenti dei buoni fruttiferi postali arrivando fino al 6%.

Vediamo nello specifico quanto è possibile guadagnare e cosa si rischia, anche attraverso un confronto con altri prodotti d’investimento.

Le opzioni di investimento

Cominciamo col dire che i buoni fruttiferi postali, sono soluzioni d’investimento emesse da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato italiano. Pertanto i guadagni generati sono soggetti al prelievo fiscale agevolato del 12,50%, anziché all’aliquota ordinaria del 26%, che invece si applica ad esempio ai conti deposito, alle obbligazioni aziendali e alle azioni.

Tra le numerose opzioni attu…

Poste italiane lancia un guanto di sfida a conti deposito e titoli di Stato a lunga scadenza. La spa a maggioranza pubblica ha infatti alzato i rendimenti dei buoni fruttiferi postali arrivando fino al 6%.

Vediamo nello specifico quanto è possibile guadagnare e cosa si rischia, anche attraverso un confronto con altri prodotti d’investimento.

Le opzioni di investimento

Cominciamo col dire che i buoni fruttiferi postali, sono soluzioni d’investimento emesse da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato italiano. Pertanto i guadagni generati sono soggetti al prelievo fiscale agevolato del 12,50%, anziché all’aliquota ordinaria del 26%, che invece si applica ad esempio ai conti deposito, alle obbligazioni aziendali e alle azioni.

Tra le numerose opzioni attualmente disponibili vi sono: il Buono 4 anni Plus, che offre un rendimento annuo lordo a scadenza del 3%; il Buono 3x2 (rendimento a scadenza del 3%), con la possibilità di chiedere il rimborso anche dopo 3 anni con il riconoscimento degli interessi maturati; il Buono Rinnova (rendimento a scadenza del 3,25%) per chi rinnova il buoni fruttiferi nel momento in cui scadono; Buono Risparmio sostenibile (rendimento fisso del 2,5°% annuo lordo a cui scadenza si aggiunge un eventuale premio legato all’andamento, se positivo, dell’indice STOXX° Europe 600 ESG-X); Buono dedicato ai minori, che è il più generoso con un massimo del 6% annuo e può essere sottoscritto nella forma cartacea da chiunque purché maggiorenne.

Il rendimento effettivo

Soffermandoci sul Buono per i minori, rende il 3,0% (le cifre sono sempre al lordo) se detenuto per almeno un anno e mezzo, il 4,0% se si arriva almeno a dodici anni e il 6,0% per il 17esimo e il 18esimo anno.

Immaginiamo di voler sottoscrivere un buono di questo tipo per un bambino che nasce oggi, investendo 10mila euro: al compimento della maggiore età, il piccolo incasserebbe 25.984 euro. Se invece la medesima somma viene investita per un bambino di dieci anni, al compimento dei 18 anni potrà incassare 12.772 euro.

Il confronto con altri investimenti

Come leggere questi dati: si guadagna poco o tanto? Come sempre quando si parla di investimenti, i conti si possono fare solo alla fine. Sta di fatto che, se l’inflazione confermerà il rallentamento in atto, una scelta di questo tipo consentirà di portare a casa un guadagno in termini reali. Quanto meno per le soluzioni di lunga durata, quindi rinunciando per tanto tempo a disporre del denaro investito.

I buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato come i BoT e i BTp, con la differenza che questi ultimi sono quotati in via continuativa e pertanto tendenzialmente più liquidi. Anche se, nel caso fosse necessario vendere, si incasserebbe il prezzo offerto in quel momento dal mercato, frutto dell’incrocio tra domanda e offerta, e non una somma fissa come per i buoni fruttiferi. Questi ultimi, per altro, sono sottoscrivibili anche per tagli molto piccoli, da 50 euro e multipli.

I buoni cartacei sono sottoscrivibili e rimborsabili presso tutti gli uffici postali, quelli dematerializzati anche attraverso il sito Internet di Poste Italiane.

Quanto ai conti deposito, oggi si può arrivare anche al 7-8% nell’opzione vincolata, ma in genere a fronte di pesanti penalizzazioni in caso di riscatto anticipato. Come detto, questi prodotti sono soggetti ad aliquota del 26% sui rendimenti, mentre quanto alle garanzie interviene il Fondo di tutela fino a 100 mila euro per sottoscrittore.

In definitiva si tratta di tre soluzioni d’investimento a basso rischio, che non necessariamente devono essere alternative. Piuttosto andrebbero approcciate secondo il principio cardine di ogni investimento consapevole, quello della diversificazione.

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