Economia

Quattro italiani su dieci risparmiano, ma il gruzzoletto serve per le spese impreviste

Quattro italiani su dieci risparmiano, ma il gruzzoletto serve per le spese impreviste
(eikon)

L’Osservatorio Findomestic certifica le difficoltà degli italiani: le intenzioni d’acquisto calano ai minimi da un anno

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Meno di quattro italiani su dieci riescono a metter da parte qualcosa dello stipendio mensile. In media, un valore pari all’8% delle entrate. Spesso, però, è uno sforzo “vano”. O quantomeno che non si trasforma in risparmio, visto che in un terzo dei casi viene utilizzato per far fronte alle spese straordinarie.

E’ quanto tracciato dall’ultimo Osservatorio mensile di Findomestic (società del gruppo Bnp Paribas), che dice che il 55% degli intervistati non riesce oggi ad accantonare nulla di quanto guadagna, con un residuo 7% che “non sa”.

Per le “formichine” che mettono da parte, la capacità di accantonare non è tanto frutto di programmazione: chi riesce a farlo, solo nel 45% dei casi lo programma, ma la maggioranza (55%) si limita ad accantonare quanto rimane dalle spese mensili senza fare calcoli preventivi.

In cosa investono gli italiani?

Il 35% degli intervistati investe i propri risparmi in BOT o obbligazioni, libretti remunerati, azioni o altri prodotti finanziari, il 18% li tiene sul conto corrente, mentre oltre il 20%, con i soldi che ha “salvato” dalle spese fisse, sceglie di concedersi viaggi e vacanze, dice l’Osservatorio.

“In questa fase – commenta Gilles Zeitoun, Amministratore Delegato e Direttore Generale Findomestic – l’inflazione e il calo del potere d’acquisto restano le preoccupazioni principali degli italiani nonostante la crescita esponenziale dei timori di un’escalation delle guerre che si combattono alle porte dell’Europa dopo l’avvio del nuovo conflitto in Medio Oriente. Circostanze complesse che si ripercuotono sulla sfera emotiva ed economica delle famiglie comportando una fisiologica contrazione della propensione all’acquisto”.

Scendono le intenzioni d’acquisto

Che la fase sia critica per i bilanci familiari è reso evidente dal calo delle intenzioni d’acquisto, ovvero le spese programmate: con la flessione del 9,8% delle intenzioni d’acquisto rilevata a fine ottobre (-8% anche a fine settembre), la propensione a fare acquisti degli italiani non è mai stata così bassa negli ultimi 12 mesi.

Tra gli ambiti di shopping, la flessione più marcata censita da Findomestic riguarda i monopattini elettrici (-51%). Male, restando al comparto mobilità, anche scooter (-21,3%), e-bike (-18,2%) e auto nuove (-16,3%). Rimangono in carreggiata solo le auto usate che registrano un aumento delle intenzioni d’acquisto a tre mesi del +0,5%. Nel comparto “casa” resistono (+1,2%) solo le intenzioni di ristrutturare e crollano, invece, pompe di calore (-34,2%), grandi elettrodomestici (-21%), infissi (-20,2%), mobili (-17,6%), impianti di isolamento termico (-16,1%) e caldaie a biomassa (-13,1%).

Più contenuta – conclude la nota di Findomestic – la discesa della propensione all’acquisto per piccoli elettrodomestici (-10,4%) e impianti fotovoltaici (-9%). Tra i prodotti tecnologici, i tablet perdono il 13,8%, i televisori il 10,9%, le fotocamere il 5,8% e la telefonia il 2,8%, soltanto i PC sono in positivo (+2,7%). Con l’approssimarsi delle festività natalizie il settore viaggi limita i danni (-0,4%), mentre le intenzioni d’acquisto di attrezzature sportive e attrezzature per il fai da te rimangono al palo: rispettivamente -9,7% e -10,5%.

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