Quattro italiani su dieci vogliono cambiare casa. Sul fronte dei mutui atteso il ritorno del tasso variabile
di Luigi dell'OlioQuasi il 40% degli italiani ha intenzione di cambiare casa il prossimo anno, anche se con i tassi attuali dei mutui non sarà facile finanziarsi. Di positivo c’è che il prossimo anno dovrebbe vedere un allentamento della politica monetaria da parte della Bce, creando condizioni più favorevoli per l’accesso e restituendo appeal all’opzione variabile.
La bussola è costituita dal luogo di lavoro
Fine anno è tempo di bilanci, ma soprattutto di programmazione ed è così che Re/Max ha provato a indagare sulla volontà di trasloco delle famiglie europee. È emerso che quattro su dieci intendono cambiare casa, con gli italiani che non si discostano dalla media continentale.
Lo studio, che La Repubblica ha avuto modo di visionare in anteprima, evidenzia che il 20% dei nostri connazionali conta di riuscire a fare il grande passo entro un biennio, mentre in merito alle motivazioni, in testa c’è la volontà di trasferirsi più vicino al luogo di lavoro. Questo significa che verosimilmente si assisterà …
Quasi il 40% degli italiani ha intenzione di cambiare casa il prossimo anno, anche se con i tassi attuali dei mutui non sarà facile finanziarsi. Di positivo c’è che il prossimo anno dovrebbe vedere un allentamento della politica monetaria da parte della Bce, creando condizioni più favorevoli per l’accesso e restituendo appeal all’opzione variabile.
La bussola è costituita dal luogo di lavoro
Fine anno è tempo di bilanci, ma soprattutto di programmazione ed è così che Re/Max ha provato a indagare sulla volontà di trasloco delle famiglie europee. È emerso che quattro su dieci intendono cambiare casa, con gli italiani che non si discostano dalla media continentale.
Lo studio, che La Repubblica ha avuto modo di visionare in anteprima, evidenzia che il 20% dei nostri connazionali conta di riuscire a fare il grande passo entro un biennio, mentre in merito alle motivazioni, in testa c’è la volontà di trasferirsi più vicino al luogo di lavoro. Questo significa che verosimilmente si assisterà a una pressione della domanda rispetto all’offerta nei contesti urbani, a differenza di quanto ipotizzato all’inizio della stagione pandemica, quando invece sembrava prevalere la preferenza per la campagna e i sobborghi delle grandi città.
I giovani restano la fascia più interessata all’acquisto, e anche alla locazione, ma anche quella con le minori disponibilità finanziarie. Ed è così che tre-quarti degli under 25 si dicono interessati a forme di co-living, a patto di ottenere consistenti risparmi e non rinunciare a qualche spazio di autonomia.
Mentre la comproprietà attira l'attenzione del 28% degli italiani intervistati, soprattutto nella prospettiva di assicurarsi una seconda casa o una casa per le vacanze.
Novità in vista per i mutui
L’ultimo rapporto mensile dell’Abi sottolinea che a ottobre i tassi sui nuovi mutui sono arrivati in media al 4,37% a fronte del 4,21% di settembre. Bankitalia ha portato la stima del Taeg (ovvero il tasso comprensivo dei costi accessori) fin sopra il 4,7%, sempre a ottobre. Questo sebbene proprio nell’ultimo mese considerato l’Eurotower abbia posto fine alla stretta monetaria. Un trend che si spiega con il fatto che il mercato ci mette sempre qualche settimana per adeguarsi alle decisioni sui tassi ufficiali.
A questo punto, comunque, dovremmo essere intorno al picco e sul mercato va crescendo la convinzione che tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate possano iniziare i tagli dei tassi, con ricadute positive poi sui tassi di finanziamento. “La conseguenza dovrebbe essere un mercato delle erogazioni stabile nel primo semestre, con la possibile ripresa nella seconda metà dell’anno”, commenta Riccardo Bernardi, chief developmente officer di 24Max, società di mediazione creditizia del gruppo Re/Max.
Quale tasso scegliere
In uno scenario di tassi attesi in calo tornerà verosimilmente l’appeal verso il variabile, che negli ultimi mesi non è mai andato oltre il 7-8% delle erogazioni. Infatti, stante la possibilità di surrogare in caso di nuovi rialzi dei tassi (ipotesi poco probabile per il prossimo futuro, tra rallentamento dell’inflazione e indebolimento del ciclo economico), molte famiglie potrebbero infatti puntare sul risparmio sulla rata mensile. Una condizione, quest’ultima, mancata nel corso del 2023 proprio alla luce dei continui rialzi da parte della Bce, ma destinata a ripresentarsi man mano che si attenuano le turbolenze.
Come al solito, non è possibile stabilire a priori quale sia il tasso più conveniente, considerato che la scelta è legata ad aspetti psicologici e ad aspettative personali. Di certo c’è che, complice la fine del trend crescente dei prezzi, le condizioni d’accesso per chi intende acquistare casa appaiono migliori del recente passato.