Mutui, svolta sul mercato: l’attesa per i tagli dei tassi Bce si fa sentire sui costi dei “fissi”
di Raffaele RicciardiDopo la forte stretta legata alla forsennata corsa al rialzo dei tassi ufficiali, qualcosa sta cambiando sul fronte dei mutui e legittima chi pensa che il “picco” sia stato toccato e superato. Ancora una volta, anticipando quelle che sono le aspettative delle prossime mosse Bce. L’ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in una recente intervista e lo confermano le più recenti indicazioni del mercato e di altri osservatori.
D’altra parte la serie più recente degli indici Irs – riferimento per il costo dei mutui a tasso fisso – mostra un importante calo a novembre, amplificato nella prima parte di dicembre fino ad arrivare al ponte natalizio. Ricostruisce infatti l’Osservatorio MutuiSupermarket.it che se si prende l’Irs a 20 anni, a novembre ha registrato un calo di 28 punti base che si è già ribaltato sul mercato a dicembre. Il venerdì prima di Natale, lo stesso indicatore era già rilevato al 2,45%, con un calo che ha superato i 60 punti base rispetto al valore medio di no…
Dopo la forte stretta legata alla forsennata corsa al rialzo dei tassi ufficiali, qualcosa sta cambiando sul fronte dei mutui e legittima chi pensa che il “picco” sia stato toccato e superato. Ancora una volta, anticipando quelle che sono le aspettative delle prossime mosse Bce. L’ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, in una recente intervista e lo confermano le più recenti indicazioni del mercato e di altri osservatori.
D’altra parte la serie più recente degli indici Irs – riferimento per il costo dei mutui a tasso fisso – mostra un importante calo a novembre, amplificato nella prima parte di dicembre fino ad arrivare al ponte natalizio. Ricostruisce infatti l’Osservatorio MutuiSupermarket.it che se si prende l’Irs a 20 anni, a novembre ha registrato un calo di 28 punti base che si è già ribaltato sul mercato a dicembre. Il venerdì prima di Natale, lo stesso indicatore era già rilevato al 2,45%, con un calo che ha superato i 60 punti base rispetto al valore medio di novembre.
Da più parti si vede dunque un punto di svolta per quel che riguarda il tasso fisso. Telemutuo ha calcolato che, su un prestito fisso ventennale da 100mila euro, l’accensione a metà dicembre comportava una rata mensile più bassa di circa 31 euro rispetto a quella che si sarebbe registrata soltanto un mese prima.
“I mutui a tasso fisso rimangono estremamente convenienti e lo rimarranno ancora in futuro soprattutto per le durate pari o superiori ai 20 anni, in quanto gli indici hanno già dei valori parecchio contenuti e perché le banche ricaricano solitamente degli spread più contenuti rispetto ai mutui a tasso variabile in quanto meno rischiosi. Ad oggi i migliori mutui a tasso fisso costano l’1,7% in meno rispetto ai corrispondenti mutui a tasso variabile”, il ragionamento di Guido Bertolino di MutuiSupermarket.
Bisogna ricordare che dall’inizio del 2022 al mese scorso i tassi d’interesse sui fissi sono più che triplicati. Inquadrata da un altro punto di vista, questa corsa vuol dire che a parità di rata si è potuto ottenere il 30% di capitale in medio. Ad esempio, con una rata di 500 euro a gennaio 2022 era possibile ottenere un mutuo di 150.000 euro che andasse a finanziare il 100% del prezzo di acquisto della prima casa da parte di un giovane under 36, grazie alla garanzia consap. A novembre 2023 l’importo finanziabile ha toccato il suo minimo rimanendo di poco superiore ai 105.000 euro.
E non a caso il mercato immobiliare ne ha risentito, visto che in Italia il finanziamento resta una stampella fondamentale per l’acquisto. Ora si vede un cambio di orizzonte: l’Osservatorio individua infatti con dicembre la prima inversione di tendenza e – riprendendo l’esempio di sopra – il capitale mutuabile arriva a sfiorare i 110.000 euro. Se l’offerta delle banche dovesse poi replicare a pieno l’andamento degli Irs, a gennaio si potrebbe risalire ulteriormente a più di 117mila euro.
Per quel che riguarda i variabili, invece, Bertolino ancora non nota “movimenti rilevanti sull’indice Euribor 3 mesi ma, analizzando la curva dei futures, dovremmo assistere ad un rapido calo dell’indice a partire da marzo, per poi andare sotto il 3% (dall’attuale 3,95%) a settembre per poi stabilizzarsi di poco sopra il 2% durante il 2025”. Ecco perché ci si aspetta che nei prossimi mesi si possa assistere a un recupero del variabile, che nei mesi scorsi era sceso a una porzione veramente residuale del mercato.