In arrivo il nuovo Btp Valore: che cos’è e quando conviene acquistarlo
di Luigi dell'OlioNon c’è due senza tre, o almeno così spera il Tesoro. Dopo il successo delle prime due emissioni, che hanno raccolto rispettivamente 18,1 e 17,2 miliardi di euro, lo Stato torna a proporre un BTp Valore. L’annuncio è arrivato ieri, ma il collocamento avverrà tra lunedì 26 febbraio a venerdì 1° marzo e in un mese tante cose possono cambiare per poter fare valutazioni sin da ora.
Di cosa si tratta
I BTp Valore sono titoli garantiti dallo Stato e riservati ai piccoli risparmiatori, come dimostra il taglio minimo sottoscrivibile da mille euro.
Il titolo in collocamento tra un mese avrà una durata di sei anni, cedole pagate ogni tre mesi con rendimenti prefissati e crescenti nel tempo sulla base di un meccanismo detto “step up”, nonché un premio finale di fedeltà pari allo 0,7% per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza (due decimali in più rispetto all’ultima emissione dello scorso ottobre). Per altro, chi lo sottoscriverà nella fase iniziale non …
Non c’è due senza tre, o almeno così spera il Tesoro. Dopo il successo delle prime due emissioni, che hanno raccolto rispettivamente 18,1 e 17,2 miliardi di euro, lo Stato torna a proporre un BTp Valore. L’annuncio è arrivato ieri, ma il collocamento avverrà tra lunedì 26 febbraio a venerdì 1° marzo e in un mese tante cose possono cambiare per poter fare valutazioni sin da ora.
Di cosa si tratta
I BTp Valore sono titoli garantiti dallo Stato e riservati ai piccoli risparmiatori, come dimostra il taglio minimo sottoscrivibile da mille euro.
Il titolo in collocamento tra un mese avrà una durata di sei anni, cedole pagate ogni tre mesi con rendimenti prefissati e crescenti nel tempo sulla base di un meccanismo detto “step up”, nonché un premio finale di fedeltà pari allo 0,7% per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza (due decimali in più rispetto all’ultima emissione dello scorso ottobre). Per altro, chi lo sottoscriverà nella fase iniziale non dovrà pagare commissioni, al pari di quanto previsto per gli altri titoli di Stato.
I tassi minimi garantiti nei primi tre anni e nel successivo triennio verranno comunicati venerdì 23 febbraio.
Come acquistarlo
Come per le precedenti emissioni, potrà essere acquistato attraverso il proprio servizio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.
Quanto alla tassazione, è del 12,5% sul rendimento lordo, in linea con gli altri titoli di Stato.
Soluzioni d’investimento a confronto
In merito alla convenienza o meno, una valutazione più compiuta potrà essere fatta quando verrà comunicato il rendimento minimo e alla luce della situazione macro in quel momento. Nella riunione del 25 gennaio, la Bce ha tenuto fermi i tassi ufficiali, rimandando il primo taglio quando sarà confermato che l’inflazione è davvero sotto controllo, ma i tassi di mercato hanno iniziato a ripiegare rispetto ai massimi di qualche settimana fa.
Se lo scenario sarà lo stesso da qui a un mese, o addirittura apparirà più vicino il primo taglio dei tassi ufficiali, difficilmente potrà trovare conferma il rendimento della seconda emissione, che per i primi tre anni rende il 4,10% annuo, mentre negli ultimi due sale al 4,50%. Per avere un termine di paragone, attualmente il BTp tradizionale con scadenza a marzo 2030 (quindi tra sei anni) rende il 3,50%, mentre tra i bond aziendali si va dal 5 al 6% tra le emissioni investment grade (quelle ritenute più affidabili dal mercato) e dal 6 all’8% tra gli high yield (maggiore rischio percepito). Anche se questi ultimi sono soggetti a prelievo sui guadagni nell’ordine del 26%.
Quello che si può dire oggi si può dire è che il BTp Valore può trovare posto in un portafoglio ben diversificato soprattutto per la parte di patrimonio che – nelle aspettative – non dovrebbe servire a breve. Infatti il premio di fedeltà può fare la differenza in una fase in cui i rendimenti obbligazionari si comprimono.